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I vecchi e i giovani: sei libri da leggere per accorciare le distanze

di Atonella Sbriccoli
 


Da bambini sono adorabili. Innocenti, teneri, bisognosi di affetto. Poi, verso i tredici anni, la pacchia dei genitori finisce e iniziano i conflitti con le prole. Sempre più precocemente e in maniera sempre più netta, gli adolescenti tracciano i loro confini, impenetrabili per gli adulti. E i genitori si disperano, cercando di capire come varcare l'incomunicabilità che li separa dai figli. Michele Serra, nel suo ultimo, divertente e commovente libro dedicato al figlio diciannovenne, racconta la difficoltà di stabilire un dialogo con quell'essere alto come lui, ma da lui lontano, che riconosce come membro della tribù de Gli sdraiati. Paola Mastrocola, in Non so niente di te, narra la storia di un ragazzo che prova a inventarsi un'esistenza diversa da quella che la vita gli ha assegnato. Vauro Senesi, in Storia di una professoressa, ricostruisce quarant'anni di scuola e di conflitti italiani attraverso le battaglie di chi ha vissuto i cambiamenti da insegnante, osservando gli adolescenti. Ecco sei storie di vecchi e giovani e del loro modo di stare insieme. Per capire meglio le esigenze dell'età ingrata e viverle con la giusta dose di ironia.
 
 

Michele Serra, Gli sdraiati  

Commovente, ironico, nostalgico è il racconto di Michele Serra, che, con lo stile serio ma leggero che caratterizza la penna dell'autore, fa ridere e commuovere anche chi genitore non è. Perché parla dell'incomunicabilità tra gli uomini e del desiderio insito in ognuno di noi di trasmettere al nostro vicino un po' delle nostre passioni, anche quando l'altro non sembra volerne sapere nulla.

Vauro Senesi, Storia di una professoressa  

Ester è una professoressa, una che crede nel suo lavoro, nel suo ruolo. Mentre Battisti e poi Guccini prendono il posto di Modugno sul giradischi, scorrono le notizie della guerra in Vietnam, le contestazioni studentesche, la bomba a piazza Fontana, le scritte "Assassini" sui muri della scuola. Qualcuno cambia chiesa, come Giovanni, il primo amore di Ester, quando scopre che "Dio è morto" e che ci sono battaglie più importanti da combattere, riunioni di comitato, e poi chissà. Attraverso la vicenda di Ester, prima scolara e studentessa e poi professoressa, Vauro ripercorre oltre quarant'anni di scuola e di società italiana, dagli anni Sessanta a oggi.

Scena padre  

Bonvissuto, Canobbio, Celestini, De Silva, Fois, Canobbio, Magrelli, Franco, Pascale: prima o poi arriverà il momento in cui il confronto tra i padri e i figli sarà inevitabile, costringendoti a scoprire ciò che in fondo hai sempre temuto: un figlio ti è alleato e rivale in parti uguali. Per questo motivo fanno parte di "Scena padre" soltanto scrittori che genitori lo sono davvero, nella pratica dei giorni. Il che significa inciampare continuamente nello scarto tra la potenza del generare e l'impotenza dell'allevare, e provare allora ad affinare la creatività e l'ironia.

Paola Mastrocola, Non so niente di te  

«Forse è proprio questo, papà. Dovreste essere curiosi, voi genitori, molto curiosi dei vostri figli. Morire dalla curiosità di vedere come diavolo andrà a finire. Invece siete sempre così scontenti, così incontentabili. Sembra che conosciate già tutto. Non vi lasciate sorprendere. Peccato. Vi private di una grande felicità».

Paola Mastrocola, Non so niente di te

Raffaella Romagnolo, Tutta questa vita  

A sedici anni tutto è da scoprire, la vita è ancora intera, possibile, e il futuro un'opportunità. Così anche per Paoletta, che di avere "tutta la vita davanti", però, non è entusiasta. Forse perché odia le frasi fatte o semplicemente perché è diversa dalle altre ragazze: detesta Facebook, legge Anna Karenina, filosofeggia su Harry Potter, invece delle sit-com guarda vecchi film, si ingozza di dolci infischiandosene della bilancia e allo shopping con le amiche preferisce di gran lunga le passeggiate silenziose con il fratello minore, Richi. O forse è proprio lui a renderla diversa: Richi ha dodici anni, le gambe così fragili che possono reggere solo pochi passi strascicati, un braccio difficile da controllare e una vita tanto più complicata davanti. Non parla molto, e quando lo fa, non sempre gli altri lo capiscono. Ma Paoletta sì; brevi frasi che hanno, per lei, il sapore della sincerità che manca nella villa di famiglia. Un'autentica prigione. Una tortura di menzogne, cose non dette, segreti pericolosi, da cui la ragazza scappa ogni volta che può. E insieme a Richi attraversa il confine, immaginario eppure così reale, che divide lo splendido giardino di casa loro dalle Margherite.

Stephen Chbosky, Noi siamo Infinito  

Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. 

 
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