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Abbandoni

by Carlo Landolfi
pubblicato da Guida

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Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Guida

Collana Lettere italiane

Formato Libro

Pubblicato 17/02/2010

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788860427939

3 recensioni dei lettori  media voto 0  su  5
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Abbandoni

Anonimo - 06/12/2011 17:24

voto 0 su 5 1

Sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire una scrittura fluida ma non superficiale. I caratteri dei personaggi sono descritti bene e in modo approfondito, come pure le ambientazioni, ma ciò che mi ha colpito in particolare è stata la bravura con la quale l'autore è riuscito a raccontare una-più storie entrando ed uscendo da questo ambiente liquido fatto di sensazioni e di ricordi sfumati, quasi come in un quadro di Manet. Risultato decisamente positivo! Un difetto? E' facile trovarlo in ogni buon libro. In Abbandoni l'ho trovato nell'ultima parte: l'ho trovata un pò sbrigativa. Io mmagino per una evidente ansia dell'autore di condensare tutto ciò che ancora avrebbe voluto diredi dire nelle poche pagine rimaste. Ma dopo tutto è una situazione che lascia libero il lettore di integrare la storia come più gli piace. Siete d'accordo?

Abbandoni

Anonimo - 07/10/2011 12:45

voto 0 su 5 1

Narrazione dalle dinamiche multiple, improntata sulle relazioni nei nostri giorni. Lo stile è semplice anche quando introduce qualche dialogo in napoletano. Sempre in primo piano i vissuti personali: dal rapporto conflittuale di Silvano con suo padre, alla originalissima situazione familiare di Alessandra, o a quella di Concita, o di Lia che esplora sin da ragazza un mondo affettivo e relazionale che ne favorisce il successo nell'universo accattivante dell'immagine. Apparentemente marginale la figura di Rosalba che cerca con delicatezza di restaurare il rapporto spezzato tra Silvano e suo padre, il noto cattedratico universitario Prof. Nodi.Permeata di sentimenti delicati ed emozioni, l'opera, in cui non mancano immondizia né sequenze crude, è una garbata denuncia alla società che non riesce a coordinarsi su modelli significativi da offrire ai giovani.

Abbandoni

Anonimo - 07/10/2011 12:24

voto 0 su 5 1

Silvano e Concita. Studente universitario il primo, professionista dell'istruzione la seconda. L'autore sembra affidare a loro il compito di introdurci altri personaggi, in modo da infittire il reticolo delle relazioni interpersonali, utile ad offrire spunti di riflessione sul difficile approccio alla comunicazione, familiare, professionale e sociale nel senso più lato. Per una mera coincidenza Silvano e Concita s'incontrano e condividono un serio impegno nel sociale, in una città emblema di contrasti vecchi e nuovi: Napoli. Il luogo in cui si svolge la maggior parte della narrazione può non aver rilevanza, se non a tratti nel linguaggio o nella tipicizzazione di alcune sequenze. Sì, perché alla fine quelle intime dinamiche relazionali possono svolgersi sotto qualsiasi latitudine. Solo in alcuni flashback l'azione si sposta a Parigi; sfiora Londra o indugia sulla meravigliosa ed affascinante Bretagna, per consentire al lettore la comprensione di alcuni vissuti tanto intensi quanto quelli proposti nel quotidiano partenopeo. A dispetto del titolo, l'amore, l'amicizia, la condivisione, l'empatia, la solidarietà restano al primo posto. Quando queste dimensioni emotive, psicologiche e valoriali non hanno più il sopravvento lo scenario si colora di abbandoni. Voluti o non, consapevoli o meno, inevitabilmente abbandoni. Le dinamiche sono multiple, ma ruotano sempre intorno ai vissuti personali: dal rapporto conflittuale tra Silvano e suo padre alle situazioni familiari di Concita o Alessandra. Non marginale rimane la figura di Lia che per superare la conflittualità con il padre esplora sin da ragazza un mondo affettivo e relazionale che le favorisce il successo nell'universo lusinghiero dell'immagine. Tanti giovani con sana voglia di agire; ma anche alcuni che dopo essersi abbandonati s'impegnano in un agognato riscatto; o come Filippo, che si "abbandonerà" per sempre in quanto non riuscirà a metabolizzare tutta una serie di frustrazioni. Non mancano altre figure propositive che tentano di riparare gli inevitabili colpi della vita;un caso per tutti, quello della dottoressa Rosalba Liquori, in un contesto narrativo in cui il passato è reale, vivo e palpitante come il presente e con un messaggio netto in cui diventa categorico trasformare gli abban-doni in doni, attraverso una comunicazione che privilegi l'amore, l'ascolto e l'empatia.

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