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Asce di guerra
Asce di guerra

Asce di guerra

by Wu Ming - Vitaliano Ravagli
pubblicato da Einaudi

Prezzo:
16,00 13,60
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mondadori card 27 punti carta PAYBACK
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Descrizione

"Le storie sono asce di guerra da disseppellire". L'epopea del romagnolo che finì in Indocina e dei comunisti dell'espatrio clandestino negli anni Cinquanta.
C'erano anche italiani a combattere i guerriglieri Meo, nel fango e nell'orrore della giungla laotiana, pochi anni prima della "Guerra del Vietnam". Ritorna, con una nuova postfazione, il romanzo corale, avventuroso e documentario in cui Wu Ming e Vitaliano Ravagli fanno rivivere, sulla base di dirette testimonianze - prima di tutte quelle dello stesso Ravagli -, una pagina sanguinosa di storia, cancellata dalla memoria pubblica. Sotto la patina pacificata della storia ufficiale, ci sono storie che ancora fanno male. Come quella di Ravagli, il partigiano mancato che va a combattere in Laos a fianco dei guerriglieri comunisti, insieme a un piccolo ma consistente drappello di europei. Tutti combattenti "invisibili", guardati con sospetto da quelle 'formiche rosse' che non capiscono le loro motivazioni. Di fronte, gli indigeni Meo, "bande di ragazzi, quasi bambini, feroci come belve". Molti muoiono, Vitaliano torna. La sua storia apre una crepa nel presente "pacificato", si salda ad altri disagi, altre storie, altre fratture della Storia.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Einaudi

Collana Einaudi. Stile libero

Formato Brossura

Pubblicato  01/01/2005

Pagine  462

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806176075


2 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Asce di guerra

Joan Bolets - 01/05/2007 18:08

voto 4 su 5 4

Per me è invece il primo incontro con Wu Ming e/o luther blisset...una di quelle cose che ho sempre rimandato per un non meglio specificato futuro fin quando 'er coatto', venutomi a visitare a barcellona, mia città 'adottiva' ha rotto i miei indugi per interposta persona e mi ha regalato 'sto libro. bè, se vi dico la motivazione del regalo, rischierei il linciaggio mediatico...lui asserisce che dentro di me si annidano ancora vestigi del mio passato 'destrorso' (si, ammetto di avere avuto simpatie destrorse quando ero più giovane e molto più ingenuo e idiota che adesso...)e che avrei potuto ottenere un effetto catartico dalla lettura di questo testo. ed è con questo lo spirito con cui l'ho letto, unito alla curiosità che avevano in me suscitato tutte le belle cose che si dicevano su wu Ming e compagnia... posso dire che ho divorato il libro in meno di una settimana (principalmente letto sul treno da e per il posto di lavoro, in mancanza di altro tempo libero), catturato e trascinato dalla vivacità del racconto e dalla scoperta di due pezzi di storia (indocina e resistenza) di cui possedevo solo nozioni manualistiche. per questo credo di dissentire con l'opinione dell'altro 'recensore' sull'inopportunità del resoconto delle vicende storiche del contesto internazionale e locale nel quale si muoveva il nostro combattente romagnolo. non nascondo però che il filone che più mi ha tenuto col fiato sospeso è quello relativo alla resistenza 'nostrana', e, soprattutto, il resoconto storico della trasformazione del legittimo processo di epurazione (anche fisica) del fascismo dalla vita istituzionale e ordinaria della novella democrazia italiananell'immediato dopoguerra in una amnistia pressocché generalizzata e oltraggiante; oltretutto, in parallelo con la progressiva criminalizzazione dei partigiani. In ogni caso (e a corto di conoscenze sul preciso significato dell'''intervista 'semiotica'')consiglio a chiunque si trovi nelle mie condizioni di ignoranza sui fatti storici oggetto della narrazione e sullo stile Wu Ming di procedere alla lettura del libro. ah, dimenticavo, specialmente consigliato per coloro a cui è stato consigliato un trattamento terapeutico di catarsi antifascista...

Asce di guerra

bimbo - 23/05/2006 18:03

voto 2 su 5 2

essere viziati nella vita è un gran brutto difetto!!!!dopo avere letteralmente divorato Q mi sono gettato a capofitto su questo libro,ahimè,rimanendoci un pò male!spiego meglio: è un pò come, per intenderci, se i mitici ''anonimi'' non avessero molto da dire ma ci fosse qualcuno o qualcosa che li obbliga a dire!A metà strada tra un manuale di Storia dei Trattati internazionali e un libro tipicamente neo realista sulla Resistenza, alla fine risulta troppo appesantito e intrecciato. Ma di un intreccio che ha poco a che spartire con 54!Ciò non toglie la spettacolarità e il fascino delle descrizioni dell'avventura ''internazionalista'' di Ravagli:dalle colline dell'Emilia Romagna all'Indocina senza passare dal via....e senza conoscere una parola della lingua nè di quel paese lontanissimo nè delle motivazioni concrete, reali,di quella poppolazione ignota. Secondo me un'intervista ''semiotica'' a Vitaliano sarebbe stata molto più affascinante: notiziare sul contesto storico-diplomatico sembra quasi voler riempire degli spazi che, altrimenti, rimarrebbero vuoti!!!!Un passo falso può capitare....grandi lo stesso (vediamo però da solisti come ve la cavate....leggo e vi dirò!).

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