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Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. La guerra infinita alla burocrazia
Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. La guerra infinita alla burocrazia

Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. La guerra infinita alla burocrazia

by Gian Antonio Stella
pubblicato da Feltrinelli

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Descrizione

Anziani obbligati dall'Asl a pesare i pannoloni dopo l'uso. Cassazione alle prese con processi per lo sgocciolio di una camicia o la brucatina di un'asina. Miracolate a Lourdes alle quali è vietato rinunciare alla pensione d'invalidità. Porti collaudati ufficialmente dopo 36 anni. Cittadini vivi e vegeti che faticano a dimostrare di non essere morti dal 2008. Decreti attuativi mai fatti al punto che Renzi ne ha ereditati un'enormità: 513. Ministeri che sbrigano ricorsi dopo 31 anni e intimano al ricorrente: risponda immediatamente. Dirigenti asserragliati nella trincea del burocratese e pagati in media il triplo che in Germania. Terremotati alle prese con 1109 leggi e leggine impossibili da rispettare. Norme surreali sui velocipedi "alti al massimo metri 2,20", gli "effetti letterecci" o la pesca dei trichechi. Gian Antonio Stella racconta la burocrazia italiana. Un reportage spassoso e insieme inorridito sulle regole, i meccanismi, gli uomini, i deliri, gli sprechi e i privilegi più folli e offensivi di un mondo a parte che non vuole cambiare. E pesa sul paese per almeno 70 miliardi di euro.

La nostra recensione

Il comico e sceneggiatore Marcello Marchesi lo scriveva già nel 1963, facendo il verso a Vittorio Alfieri; ma dopo cinquant’anni quella battuta - utilizzata da Gian Antonio Stella come titolo per la sua ultima inchiesta tra le magagne del Belpaese - funziona ancora perfettamente per racchiudere in un’immagine fulminea e amaramente umoristica lo spettro della burocrazia in Italia. Più che lo spettro, l’incubo, il mostro che ha il solo obiettivo di autoconservarsi... per il bene del paese, ovviamente. E certo, non si sa se ridere o piangere, disperarsi o divertirsi leggendo questa carrellata di esempi dove trionfano, singolarmente o tutti insieme, mancanza di buon senso, cretinismo legislativo, torpore burocratico e demenza normativa. Stella ci racconta vicende incredibili, paradossali e perfino spassose se non finissero, a volte, per schiacciare letteralmente la vita dei poveri cittadini inermi e umiliati, creando loro fastidi, perdite di tempo, estenuanti attese di una soluzione: la luce alla fine di un tunnel che sembra non finire mai. Nel districarsi tra commi e azzeccagarbugli, privilegi e leggi assurde, c’è spazio anche per lo “stupidario linguistico” del burocratese: autentiche perle di comicità, sconcertanti e esilaranti, per fortuna a volte del tutto innocue. Purtroppo non è sempre così, e questo reportage ce lo dimostra per l’ennesima volta. La burocrazia statale è ingombrante, insensata, dannosa: gli italiani dovranno rassegnarsi o potranno finalmente anche loro sperare in uno stato che non li usi, spremendoli e vessandoli, solo per mantenere i privilegi di pochi? Ricchissimo di esempi, citazioni, rimandi storici e geografici (non siamo i soli a soffrire di burocrazia), il libro di Stella non può certo (né lo vuole) dare una risposta a questa domanda; leggerlo però è sicuramente interessante se non altro per rafforzarsi nella convinzione che certe situazioni - per quanto faccia male - è sempre meglio conoscerle, checché ne dica La Gazzetta Ufficiale (la “voce” della nostra Repubblica): “È superfluo fornire informazioni che non siano necessarie”.
Antonio Strepparola

Dettagli

Generi Politica e Società » Politica e Istituzioni » Pubblica amministrazione » Governo centrale » Comunicazione e Media » Giornalismo e editoria , Romanzi e Letterature » Reportage e raccolte giornalistiche

Editore Feltrinelli

Collana Serie bianca

Formato Brossura

Pubblicato 10/06/2014

Pagine 189

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788807172847

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