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Cambiamo rotta. La nuova politica estera dell'Italia

by Franco Frattini - Carlo Panella
pubblicato da Piemme

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Descrizione

Il ministro degli Esteri italiano interviene sui temi sui quali si giocherà lo scontro politico nella campagna elettorale europea. Un libro destinato certamente a far discutere.

Dettagli

Generi Politica e Società » Politica e Istituzioni » Istituzioni e organizzazioni » Relazioni internazionali

Editore Piemme

Formato Rilegato

Pubblicato  01/01/2004

Pagine  271

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788838469657


Curatore A. Bettanini

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Cambiamo rotta. La nuova politica estera dell'Italia

alessandro bertinotti - 10/06/2004 15:20

voto 2 su 5 2

La prefazione al volume firmata dall'attuale presidente del consiglio lamenta la scarsità di testi incentrati sulla politica estera. Ben venga quindi questo saggio, che nelle intenzioni dichiarate dovrebbe illustrare ''la nuova politica estera italiana''. Purtroppo, le prime impressioni che si ricavano dalla lettura iniziale sono quelle di un testo appesantito dalla polemica politica contro le posizioni internazionali dell'opposizione nostrana, polemica così reiterata da far pensare ad un saggio scritto con meri intenti propagandistici. Impressione che è ahimè confermata dalla prevalenza di affermazioni perentorie e superficiali sulle principali questioni internazionali, quasi sempre prive di una necessaria ed approfondita prospettiva storica. Valga per tutti l'esempio della parte dedicata alla Turchia, in cui l'autore denuncia la miopia dell'Unione Europea per l'eccessiva insistenza sui parametri di Copenaghen nella valutazione della congruenza dei fondamentali per l'ingresso del paese della mezzaluna nell'Europa allargata ed il mancato riconoscimento del ruolo fondamentale di ''democratizzazione'' dell'Islam dello stato secolare turco. Frattini però incredibilmente ''dimentica'' l'llegale occupazione turca di Cipro, ora paese dell'UE, che rappresenta il problema principale per una possibile adesione del paese anatolico all'UE. Altri rilievi si potrebbero fare sul concetto ondivago ed ambivalente della necessità di esportare le istituzioni democratiche nel mondo islamico o sui presunti e non meglio articolati meriti dell'attuale presidente del consiglio, durante il trascorso vertice mondiale a Pratica di Mare, nell'avere convinto -in uno straordinario breve lasso di tempo - le democrazie occidentali a fidarsi dell'''amico'' Putin e ad associare la Russia ad un attivo parternariato con la Nato. In conclusione consiglio comunque la lettura di questo libro, magari accompagnata da quella del recente volumetto di Sergio Romano ''Anatomia del terrore'', Credo saranno più evidenti, in prospettiva comparativa, le abissali differenze di spessore storico e profondità analitica tra i due saggi.

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