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Canne al vento è il romanzo più conosciuto di Grazia Deledda, quello che ne segnò la fondamentale svolta e che la rese una delle scrittrici più importanti nella scena nazionale ed internazionale, tanto da permetterle di vincere, unica donna in Italia, il Premio Nobel per la letteratura.

La storia narrata si svolge nelle campagne e nel villaggio di Galte, nome letterario che la Deledda diede al paese di Galtellì, la Civitas Galtellina, dominata da un antico castello, i cui ruderi vengono descritti come "neri e desolati", che marca con vigore l'atmosfera del villaggio e l'anima dei suoi abitanti, come se il mondo dei morti non fosse completamente distaccato da quello dei viventi.

Legame sottolineato dai continui richiami alla leggenda (raccontata per intero in "Fiabe e leggende sarde") dei fantasmi dei Baroni del Castello di Galtellì, i cui spiriti pare vivano ancora "tra le rovine del Castello, nei sotterranei scavati entro la collina e che finivano nel mare", coi quali i viventi continuano ad avere contatti e dai quali discende la famiglia delle protagoniste del romanzo.

Si tratta delle dame Pintor: tre sorelle non più giovani e non ancora maritate, decisamente decadenti (così come lo sono la nobiltà e la cultura pastorale sarda), figlie di Don Zame, padre severo e violento, morto in circostanze misteriose, ma presente, come un fantasma irrequieto, in tutte le pagine del romanzo.

Insieme a Ester, Noemi e Ruth vive il servo Efix, personaggio chiave della narrazione, che passa la sua intera giornata in campagna, dove cura con fermezza il podere delle tre donne, battendosi affinché lo status sociale e il tenore di vita delle dame non vengano mai meno, e con essi il mondo rustico e tradizionale di cui egli è il simbolo. Afflitto da un mortale senso di colpa, il servo è custode di un segreto indicibile circa la morte del padrone, il quale, quando ancora era in vita, dovette subire l'onta della ribellione della quarta figlia, Lia, che preferì fuggire in "continente" piuttosto che rimanere a vivere come una schiava nella casa paterna.

Sarà proprio l'annuncio dell'arrivo in Sardegna del figlio di lei, il giovane Giacinto, a suscitare nuove speranze di rinascita e, allo stesso tempo, ad aiutare il destino a compiere il suo inesorabile percorso, storico ed umano, dando vita a una storia divenuta oramai classica e senza tempo.

Una storia che permise alla Deledda di raccontare quello che di più bello e di più poetico portava nel suo cuore di sarda disterrata: una storia di "cose perdute", impossibili da ritrovare nel mondo esterno e reale, irrimediabilmente cancellate dall'incedere dei tempi moderni.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Classici

Editore Indibooks

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 10/07/2014

Lingua Italiano

EAN-13 9788890759376

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Canne al vento
 

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