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Descrizione

Stefano Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell'orrore. Lo fa con ironia, lo fa attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l'angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri. E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge, una creatura misteriosa che semina panico e morte, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa. Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido pi cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l'immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.

La nostra recensione

La paura è multiforme, non conosce dimensioni e sa essere subdola e strisciante, o ancora meglio, usando le parole dello stesso Stefano Benni: “La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente”. Così, durante la lettura, scorre davanti ai nostri occhi una fantastica sequenza di mostri che, tra l’ironico e il grottesco, popolano questi 25 racconti dell’orrore, conditi da quell’umorismo sapido che Benni ci ha abituati a gustare fin dagli esordi di Bar Sport. Ci sono alieni bivalve (“cozze”) e icosacefali (“con venti teste”), e poi mummie egizie, sciamani apache, frati esorcisti, orridi animaletti da compagnia che interpretano i nostri desideri (e, ahimè, li anticipano), alberi giganteschi che proprio non ne vogliono sapere di essere abbattuti (da un oligarca russo, per di più), e poi personaggi noti, di fantasia o realmente esistiti, riletti in chiave mostruosamente originale: per esempio un aggiornamento della favola di Hänsel e Gretel in versione 2.0, o Eddie (Egdar Allan Poe) che guarda in faccia la morte, una volta tanto tocca a lui. Scopriamo così che aggirarsi nei meandri (parola che da sola fa venire i brividi, anche se non di paura) dell’animo umano alla ricerca di mostri, ossessioni, orrori, incubi può anche essere piacevole e divertente, sempre che a guidarci in questo tour del male sia la penna satirica e beffarda di Stefano Benni. Non a caso il libro si intitola, affettuosamente, Cari mostri, anche se sono a tutti gli effetti volti del male, cattivi, inquietanti e spesso feroci, e questo la dice lunga sulla capacità di Benni di osservare la realtà con l’occhio dissacrante della fantasia, anzi con tanti occhi quante sono le sfumature della satira, dell’umorismo, dell’ironia e della pura rinfrescante comicità.
Antonio Strepparola

 

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani » Racconti e antologie letterarie

Editore Feltrinelli

Collana I narratori

Formato Brossura

Pubblicato  09/06/2016

Pagine  256

Lingua Italiano

Isbn o codice id 1201201628362


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