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Che la festa cominci
Che la festa cominci

Che la festa cominci

by Niccolò Ammaniti
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi adepti delle Belve di Abaddon fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo. Un romanzo spericolato dove Niccolò Ammaniti riunisce tutte le caratteristiche che ne fanno il beniamino di milioni di lettori. Il divertimento più scatenato insieme all'amore incondizionato per personaggi che non lasceremo più, fino all'ultima pagina. L'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto.

La nostra recensione

La vita di uno scrittore di successo e quella di un capo di una setta satanica in disarmo si incrociano, in un'avventura ai confini della realtà nella festa più mondana di Roma.
Ad un tavolo della pizzeria Jerry2 di Oriolo Romano sono riunite le Belve di Abaddon, una setta satanica di disperati. Il loro leader Saverio Moneta detto Mantos è conscio che la situazione è grave. La setta non combina nulla da tempo, e gli adepti rimasti fedeli (Murder, Silvietta e Zombie) rischiano presto di andarsene. Prima di essere abbandonato anche dagli ultimi tre, Mantos promette che, entro una settimana, faranno qualcosa di eclatante. Qualcosa che li farà diventare la setta più importante d'Italia. Nello stesso momento, a Roma, il noto scrittore Fabrizio Ciba partecipa alla presentazione di un libro, scritto da un premio Nobel. Egocentrico fino al midollo, Ciba è uno degli scrittori più importanti e di successo del momento, anche se il suo ultimo libro, 'Il sogno di Nestore' scritto ben 5 anni prima, ha venduto poco meno di 200mila copie. Il suo editore non a caso sta pensando di ritrattare al 'ribasso' il suo contratto. Sarà proprio la festa dell'anno, organizzata dall'immobiliarista Salvatore Chiatti a Villa Ada, a riscattare le vite di Mantos e delle Belve di Abaddon e, anche se in modo completamente diverso, di Fabrizio Ciba.
Che la festa cominci è un libro piacevole e divertente, che racconta a modo suo i tanti vizi e nessuna virtù dell'Italia di oggi. Niccolò Ammaniti sceglie il mondo che più conosce, quello dei letterati, disegnando un protagonista realistico, odioso e affascinante (poco) allo stesso tempo. Anche tutti gli altri personaggi sono calibrati nel giusto modo, caratterizzazioni precise che danno un giusto equilibrio tragicomico alla vicenda. Meglio la prima parte, più realistica. Non diremo nulla sul finale per non rovinare ... la festa ai lettori. R.C.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Einaudi

Collana Einaudi. Stile libero big

Formato Brossura

Pubblicato  27/10/2009

Pagine  328

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806191016


19 recensioni dei lettori  media voto 2  su  5
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5 star
1
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2
3 star
1
2 star
2
1 star
5
Che la festa cominci angelicapita07

angelicapita07 - 15/06/2014 19:09

voto 1 su 5 1

Il primo che ho letto di Ammaniti e anche l'ultimo, orribile!!!

Che la festa cominci

Anonimo - 08/11/2010 20:16

voto 1 su 5 1

Non ci siamo proprio. Forse l'incipit invoglia a leggere, ma dalla metà in poi il libro è inservibile. E parlo io, che sono un fan di Ammaniti.

Che la festa cominci

Anonimo - 14/06/2010 22:31

voto 0 su 5 1

E' vero, non ho vent'anni, ma non sono un bacchettone. La letteratura scanzonata, un po' goliardica un po' grossolana va bene, ma con gli stupri non si scherza, nè con l'orribile favola, retaggio dei tempi peggiori (ma forse questi lo sono ancora di più) in cui le donne erano prede... certo questo è quanto pensano gli orribili personaggi del libro: ma sotto sotto sento troppo qualunquismo. Ed allora un gran bel giro di valzer... tutti condannati e tutti assolti: No,proprio non ci sto. C'è un personaggio, in Italia che assomiglia all'immobiliarista, immobilarista anche lui... ma anche su questo c'è poco da scherzare. Questa non è satira, è solo, a mio avviso un becero modo di far soldi. Di "scrittori" come Ammaniti non se ne sente il bisogno: quanti alberi sprecati!!!

Che la festa cominci

Anonimo - 15/03/2010 13:17

voto 2 su 5 2

Che il libro si divori, questo è vero. All'inizio ti attrae, ti prende, ti incuriosisce e si incanala nella piacevolezza. Ma ad un certo punto, i buoni propositi e le premesse ti abbandonano e la lettura diventa solo 'pulp'. Dà quasi fastidio fisico. Peccato, lo dice un fan di Ammaniti.

Che la festa cominci

Anonimo - 02/03/2010 11:26

voto 1 su 5 1

Niente de che... detto proprio alla romana... Semplice... personaggi banali... caratterizzati da luoghi comuni, figli della banalità che caratterizza gli ultimi anni della narrativa italiana. Puro e semplice intrattenimento...ma del livello più basso. Forse è stato scritto volutamente per dare l'idea proprio del mondo effimero che descrive? Allora è un genio...

Che la festa cominci

Anonimo - 01/03/2010 22:10

voto 2 su 5 2

A me non è piaciuto ma nemmeno dispiaciuto... una via di mezzo tra una farsa e la realtà. Persone disposte a tutto per apparire, persone insoddisfatte e superficiali... ce n'è per tutti in questo libro che scrive dell'apocalittica festa del secolo. Dove la morte e la distruzione sono la sola cosa possibile. Certe battute simpatiche, certi ragionamenti profondi. Direi che si può leggere, ma non uno dei migliori di Ammaniti

Che la festa cominci

Anonimo - 18/02/2010 16:39

voto 0 su 5 1

Non mi è piaciuto. Le figure rimangono bidimensionali agiscono in un modo che prevediamo, senza drammaticità; il mondo che ne esce è piatto, è il risultato di un'idea a senso unico, senza punti di domanda, senza scavare, senza complessità, senza le sfacettature che permetterebbero di dare un giudizio definitivo sugli eventi. Se l'autore ha voluto rendere solo la superficie del mondo in cui viviamo ci è riuscito, ma non è quello che cerco nella lettura, per questo basta la tv.

Che la festa cominci

Anonimo - 18/02/2010 11:15

voto 4 su 5 4

Appena finito di leggere...beh commenti a caldo? Bellissimo! L'ho trovato semplicemente strepitoso, fantastico! A me è piaciuto molto. Certo, la prima parte è decisamente più verosimile, credibile e realistica della seconda. Poi il libro scivola nel surreale e nel grottesco e i personaggi cambiano completamente. Manthos, il capo della setta satanica, da essere un uomo che vive nell'ombra, si riscatta sacrificandosi, mentre Fabrizio Ciba (l'alter ego dello scrittore?), che sembra tanto positivo e virtuoso per come denuncia il malcostume della società, diventa un vile, pusillanime e codardo personaggio. L'unica a salvarsi è la cantante Larita ( riferimenti a una certa Laura Pausini?)Ma non dico di più...Comunque Ammaniti non si smentisce mai e diverte, come sempre!

Che la festa cominci

Anonimo - 11/02/2010 16:09

voto 0 su 5 1

Un libro bellissimo, proprio perchè non si dà limiti, nè nella critica ironica e graffiante, nè nelle trovate fantastiche al limite del surreale che raggiungono il culmine nell'ultima parte. Da riderci a crepapelle se si sanno cogliere i riferimenti al mondo dello spettacolo e della cultura odierni (uno su tutti il personaggio dello scrittore Saporelli, a voi chi fa venire in mente?). Adorabili i protagonisti, che a metà libro forse sai già come si comporteranno ma che non puoi non amare dalla prima all'ultima battuta. Per svagarsi con un libro scritto molto bene!

Che la festa cominci

Anonimo - 06/02/2010 14:32

voto 1 su 5 1

Bruttissimo. Per la serie "mi son fatto un nome, adesso lo sfrutto".

Che la festa cominci

Anonimo - 14/01/2010 15:00

voto 3 su 5 3

Effettivamente questo libro non mi è piaciuto come altri che ha scritto. Lo trovo comunque bello; mi è piaciuto di più di "Come Dio Comanda" e "Io non ho paura" perchè più vicino al melting pot di "L'ultimo capodanno dell'umanità" che mi era piaciuto davvero molto.

Che la festa cominci

Anonimo - 02/01/2010 17:55

voto 1 su 5 1

TERRIBILE! Vorrebbe essere un libro divertente, ma c'è solo una battuta scontata. I personaggi sono ridicoli, la trama becera e Roma purtroppo abbonda. I riferimenti alla realtà italiana sono incerti, indecisi e banali. Pessimo libro, peccato.

Che la festa cominci

Anonimo - 24/12/2009 15:17

voto 0 su 5 1

BRUTTO! Questo libro mi sembra assurdo. Prime pagine molto belle, ma poi l'evidenza delle NON idee porta ad un guazzabuglio di idee e personaggi che non vogliono dire veramente nulla. Evidentemente le idee finiscono e nonostante questo la macchina del marketing è in grado di promuovere e far vendere anche libri così brutti. Più che divertente direi senza senso. Peccato.

Che la festa cominci

Anonimo - 21/12/2009 17:35

voto 0 su 5 1

Ho letto il libro in 2 giorni, divorando le prime 130 pagine in 2 ore, divertendomi come sempre con Ammaniti. Dall'inizio della festa in poi però, con le catacombe, i safari e i russi tutto si è mischiato senza un filo logico, senza un perchè. Peccato perchè i personaggi si prestavano a qualcosa di molto più profondo e costruito.

Che la festa cominci

Anonimo - 19/12/2009 21:46

voto 0 su 5 1

Bellissimo! Prima parte in pieno stile Ammaniti, seconda parte surreale, assurda. Ma che diventa metafora della corruzione morale dei nostri tempi. Cina irresistibile! Complimenti!

Che la festa cominci

Anonimo - 09/12/2009 11:12

voto 0 su 5 1

Molto bello all'inizio ma poi diventa veramente assurdo! Ciccioni nudi russi? Gente che muore tra l'indifferenza totale? Sembra scritto da un bambino di 10 anni!

Che la festa cominci

Anonimo - 03/12/2009 18:37

voto 5 su 5 5

Fantastico, un libro esplosivo che non ti annoia. Ammaniti sei grande... e che la festa cominci, perche' di questo si tratta, di una festa per il lettore.

Che la festa cominci

Anonimo - 22/11/2009 10:37

voto 4 su 5 4

I 2/3 di questo libro mi sono piaciuti moltissimo: ironico, divertente, mai banale. Insomma, la classica miscela esplosiva di personaggi che potremmo essere noi o i nostri vicini di casa con tutte le manie e i tic che ci contraddistinguono. Tuttavia il finale prende una piega un po' troppo fantasiosa. Proprio da Ammaniti che, con i suoi libri, ci mette di fronte sempre alla dura e cruda verità, uno non se l'aspetta! Lontano anni luce da "Io non ho paura", "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda", in effetti sembra di tornare ai tempi dei racconti di "Fango". Resta cmq da leggere perchè regala dei momenti di puro divertimento...e poi Ammaniti è sempre uno dei migliori!!

Che la festa cominci

Anonimo - 05/11/2009 11:00

voto 0 su 5 1

Finalmente Ammaniti è ritornato il grande che è sempre stato. Dopo un non esaltante COME DIO COMANDA ecco un lbro che se non ritorna ai livelli di FANGO e TI PRENDO E TI PORTO VIA non li fa certo rimpiangere. Divertentissimo.

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