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Chesil Beach
Chesil Beach

Chesil Beach

by Ian McEwan
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

In una bella notte di luglio del 1962, davanti alla lunga e romantica distesa di ciottoli di Chesil Beach, ha inizio la luna di miele di Florence Mayhew e Edward Ponting, ricca e promettente violinista lei, modesto e promettente storico lui, entrambi nuovi alle vie dell'amore. I due giovani si amano molto e, nel trepidante preludio alla prima notte di nozze, molto se lo ripetono, ma il loro discorso amoroso non va oltre. Mancano a Florence le parole per dire la vergogna e il disgusto che prova al pensiero pur vago di quanto l'attende sotto le coperte ben tese del letto d'albergo, proprio mentre si sforza di non deludere le aspettative del marito; e mancano a Edward le parole per dire l'ansia di non riuscire a contenere l'impazienza e la paura di non saper interpretare i segnali di un corpo sconosciuto e misterioso quanto un'altra galassia. Poco tempo ancora e il vento della liberazione culturale avrebbe soffiato anche su quell'angolo d'Inghilterra, sciogliendo, forse, i loro due destini insieme a quelli delle generazioni a venire. Poco tempo, un anno appena, secondo il poeta Philip Larkin, prima di quell''annus mirabilis' della rivoluzione sessuale - il 1963 appunto, "tra la fine del bando a Lady Chatterley / e il primo ellepí dei Beatles" - quando, sdoganati gli scambi fisici e verbali fra i sessi, il litigio si sarebbe tramutato in accordo e la vergogna in gioco. Ma sulla soglia scomoda di quell'evento sismico, è all'insegna della contesa inibita, davanti a un pasto sgradito che le convenienze impediscono di rifiutare, che Florence e Edward conducono in silenzio il loro delicatissimo negoziato. Occorrerebbe una parola, un solo gesto, per distendere il groviglio e ricordare ai due sposi perché sono lì. Occorrerebbe una parola per impedire alla frustrazione di tramutarsi in fallimento, il fallimento in rabbia, la rabbia in amarezza, rinnovata all'infinito come la risacca sui ciottoli di Chesil Beach.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Einaudi

Collana Supercoralli

Formato Rilegato

Pubblicato  01/01/2007

Pagine  136

Lingua Italiano

Titolo Originale On Chesil Beach

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788806188702


Traduttore Susanna Basso

5 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Chesil Beach

Anonimo - 28/04/2008 12:28

voto 3 su 5 3

Ho appena finito di leggere ''Chesil Beach'', il finale l'ho trovato sorprendente... Mi è piaciuta molto la storia e il modo di scrivere dello scrittore, avevo già letto ''Lettera a Berlino''. Due ragazzi che credono di amarsi ma poi il giorno delle nozze scoprono che non sono fatti l'uno per l'altro. Un matrimonio fallito dal primo giorno, lei continuerà a fare la violinista, lui rinuncerà al posto procuratogli dal suocero... A pagina 133...''Negli anni successivi, ogni volta che Edward pensava a lei e le si rivolgeva nella mente, o immaginava di scriverle, o di incontrarla per strada, gli sembrava che per riassumere la sua intera esistenza sarebbe bastato meno di un minuto, meno di mezza pagina... '' molto bella e romantica... come il resto del romanzo...

Chesil Beach

Alberto - 21/01/2008 22:23

voto 3 su 5 3

Potrà avere un finale frettoloso, potrà avere compiuto un'analisi dell'evoluzione dei costumi scontata, però trovo la tragedia di Florence ed Edward scritta con una vena di sottile e perfida comicità (una su tutte: il pelo pubico...) e quindi per me è un buon romanzo.

Chesil Beach

2'' - 18/01/2008 13:36

voto 2 su 5 2

Siamo in Inghilterra, nel luglio del 1962, sulla costa del Dorset davanti alla sconfinata distesa di ciottoli di Chesil beach si frantuma, come macerie, la luna di miele dei due giovani Florence, promettente pianista di agiata famiglia ed Edward, modesto storico di modesta famiglia. Mc Ewan descrive con inusitata meticolosità, pari ad un entomologo che studia la vita degli insetti, il microcosmo cellulare e sensoriale, l'iniziazione sessuale dei due protagonisti ingenui e fin troppo inesperti in un'epoca in cui si avvertono già i prodromi che avrebbero prodotto la libertà sessuale anticamera di tutte le libertà dell'uomo. In Florence e in misura minore in Edward convivono i pudori ''vittoriani'', il perbenismo borghese e la mentalità miope e ristretta dei benpensanti che si traduce in una forte dicotomia tra l'amore puro e l'amore sensuale. Quasi una sorta di medioevo dei sentimenti alberga nella provincia inglese della seconda metà del xx secolo; in una stanza d'albergo si compie il dramma, metafora di tutte le inibizioni, i tabù sessuali e le convenzioni sociali codificate che frustano i due novelli sposi, in contrasto la spiaggia spazio aperto e naturale che rappresenta la fuga (e forse la ricerca dell'altro) da tutto ciò. Lo scrittore quasi pedantemente e con pretese psicoanalitiche ci ammannisce e ci fa capire quanto il sociale, spesso, sia d'ostacolo alla comunicazione naturale dei sentimenti e dei corpi. La storia d'amore di Florence ed Edward è vissuta avulsa dal contesto storico- culturale in cui agiscono; gli sguardi che si perdono l'uno nell'altro, eppure pieni di promesse ardite, gli sfioramenti epidermici, presaghi di voluttà future e sempre procrastinati si scontrano con il momento culminante della consumazione effettuale hic et nunc. Edward, quasi con tenera trepidazione ha anelato l'attimo e l'atto supremo, Florence l'ha sempre aborrito e quasi con rassegnazione si sta immolando come vittima sacrificale in nome di un amore assoluto; ma la finzione non regge al suo parossismo di rabbia e vergogna, la repulsione alla costrizione svelano la sua vera natura e la inducono in una fuga verso la spiaggia: dalla camera nuziale-camera della tortura, alla spiaggia- libertà. Si potrebbe affermare quanto un'educazione soffocante, quanto un ambiente opprimente, castrante reprima gli animi sensibili e, particolarmente inclini al conformismo. Nulla, si diceva Edward, adesso che la chiesa aveva sanzionato la loro unione, si frapponeva più al loro amore. Ma tutto è complicato, anomalo, frustante e mortificante per lui, ripugnante per lei, il loro misero legame si frange e si rompe come le stesse onde del mare sugli scogli, musica melanconica per le loro anime sofferenti... Lo scrittore con incredibile maestria, orchestra i moti dell'animo dei due giovani come suoni ora dolci, soavi e suadenti, ora aspri e forti, quasi stridenti. Egli con precisione scientifica dettaglia ogni minimo particolare anatomico, ogni pulsione intima dei due inglesi, ogni minimo pensiero passa allo scandaglio della sua lente narrativa d'ingrandimento. E' come se Mc Ewan volesse spettacolizzare il tutto e noi come "guardoni" assistiamo alla scena ammutoliti e dispiaciuti per gli attori in scena. La ricerca meticolosa e ossessiva dell'infinitivamente piccolo dettaglio fisico le descrizioni naturalistiche, lo scavo psicologico dei caratteri, la cura estetica della forma potrebbero apparire pretestuosi, ma la scelta di queste soluzioni narrative sono aderenti alla storia. La struttura della trama scardina la linea orizzontale cronologica, i continui rimandi temporali al passato mentre il presente incalza creano una sorta di sospensione e di curiose cesure al ritmo narrativo. Alla fine, però, c'è da chiedersi: perchè rispolverare (Vintage sentimentale?) una storia di antichi e buoni sentimenti sentimentali, una storia d'amore ed inibizioni? Forse, questo non c'è dato saperlo!

Chesil Beach

Anonimo - 08/01/2008 14:40

voto 2 su 5 2

Ho amato molto gli altri romanzi di McEwan ma questo mi ha decisamente deluso. Troppo dettagliata la descrizione dell'infanzia dei protagonisti e un finale terribilmente veloce, quasi frettoloso. Il romanzo si conclude lasciando al lettore la sensazione che manchino ancora un paio di capitoli al termine.

Chesil Beach

Elisabetta Bolondi - 26/11/2007 14:37

voto 3 su 5 3

Gli ammiratori di Ian Mc Ewan aspettano con entusiasmo ogni nuovo libro di questo grande scrittore... questa volta però, il breve romanzo ambientato nei primi anni 60 mostra qualche momento di lentezza, direi di noia. L'analisi dettagliata delle vite precedenti al matrimonio dei due giovani protagonisti è eccessivamente lunga; l'anlisi psicologica, sociale, di costume dell'epoca presa in esame per lo più scontata. Invece il libro si riscatta nelle ultime pagine, quelle che descrivono le vicende che hanno seguito la tragica luna di miele. Qui Mc Ewan ritorna a quel grande respiro di narratore che tutti abbiamo ammirato. La capacità di sintetizzare in poche pagine sapienti l'evoluzione, la crescita, i disinganni, le rinunce, i dubbi di Edward divenuto ormai un tranquillo sessantene, capace di guardare il passato sottoponendolo ai dubbi di ogni uomo maturo che rilegge i propri errori, rendono nel finale questo libro decisamente buono.

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