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Chi sta male non lo dice
Chi sta male non lo dice

Chi sta male non lo dice

by Antonio Dikele Distefano
pubblicato da Mondadori

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Descrizione

Prima di Chi sta male non lo dice, Antonio Dikele Distefano ha pubblicato con Mondadori i romanzi bestseller Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? e Prima o poi ci abbracceremo.

Chi sta male non lo dice è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.

Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni.

Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per "na Poto", l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po' più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso.

In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. "Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri", le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un'ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto.

Chi sta male non lo dice non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita.

 

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani , Bambini e Ragazzi » Narrativa » Narrativa » 13-16 anni

Editore Mondadori

Formato Rilegato

Pubblicato 28/03/2017

Pagine 162

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804677437

1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Chi sta male non lo dice virginia2302

virginia2302 - 10/04/2017 19:08

voto 5 su 5 5

#lamiarecensione Non avevo mai letto nulla di quest'autore prima d'ora, ma ammetto che sono rimasta piacevolmente colpita! Non mi aspettavo tanta bravura nell'immedesimarsi nei suoi personaggi e nel tratteggiare una così impeccabile profondità emotiva. Questo breve racconto è incentrato sulla sofferta storia d'amore tra due ragazzi, colpevoli di avere la pelle un po' più scura. Onestamente non sono riuscita ad affezionarmi ad Yannick che, attivo nel sociale, partecipa a manifestazioni a tema di integrazione e cittadinanza, sempre intento a combattere le sue battaglie con lo scopo di svegliare le coscienze assopite non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri. Tutto molto ammirevole, ma io proprio non posso perdonargli il crudele egoismo che mostra nei confronti di chi invece gli sta dando tutto e in cambio non chiede niente. Questa è Ifem, a mio parere, l'unica e vera protagonista (e non soltanto perché è la voce narrante del romanzo). E' di lei infatti che conosciamo l'immensa tristezza e la rabbia eternamente repressa, è di lei che sentiamo le grida che muoiono in gola, parole mute, lei, proprio lei, è l'emblema di quell'incomunicabilità che perseguita chi si sente costantemente fuori posto, sola in mezzo alla folla perché c'è un abisso tra essere bella ed essere compresa.

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