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Com'è dolce Parigi... o no!?

by Antonio Caprarica
pubblicato da Sperling & Kupfer

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Descrizione

I francesi saranno pure "italiani di malumore", come scriveva Cocteau, ma perché sono anche così scostanti e supponenti? Perché si rifiutano di parlare inglese e votano contro l'Europa unita? Perché sono facili alle testate anche fuori dei campi di calcio? Ammettiamolo, non sempre i nostri cuginiappaiono simpatici, eppure sono sempre affascinanti, chic, titolari della migliore burocrazia del pianeta, maestri nel valorizzare le tante bellezze del loro paese. La Francia che passa dalle barricate delle banlieues alle passerelle di Chanel, dalla politica conservatrice al sostegno di Segolène Royal, sfila sottol'occhio ironico e disincantato di un italiano apertamente anglofilo ma curioso di capire meglio gli europei che più ci somigliano.

Dettagli

6 recensioni dei lettori  media voto 2  su  5
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Com'è dolce Parigi... o no!?

Anonimo - 18/10/2007 09:33

voto 3 su 5 3

Anch'io amo la Francia (che frequento da quando ero bambino e in cui torno più di una volta l'anno), ma i Fracnesi sono proprio così arroganti come li descrive coraggiosamente Caprarica. Divertenti i passaggi sulla vita quotidiana (anche sui ristoranti, altro bluff francese) che fanno capire un Paese molto più degli sproloqui insulsi di tanti maitres à penser. L'ho trovato più interessante del libro sull'Inghilterra dello stesso autore.

Com'è dolce Parigi... o no!?

Anonimo - 03/07/2007 20:30

voto 3 su 5 3

La ''simpatia '' dei francesi... ormai ci è nota! Il libro di Caprarica ne riporta alcune manifestazioni... arroganti ed inutilmente presuntuosi... bella la Francia, se non ci fossero quei tristi, decadenti (e decaduti) dei galletti...

Com'è dolce Parigi... o no!?

Anonimo - 13/06/2007 15:21

voto 1 su 5 1

libro noioso, astioso, contradditorio e...soprattutto inutile, che nulla toglie o aggiunge a ciò che è strarisaputo sull'argomento. In alcuni passaggi, ricorda una Novella 2ooo non illustrata, ma più volgare. In altri, le contraddizioni economico sociali che vorrebbe rappresentare, si infrangono nella contraddizione di merito. Immotivato e autocelebrativo il riferimento a ''Parigi o cara'' di Arbasino.

Com'è dolce Parigi... o no!?

Anonimo - 02/06/2007 12:53

voto 1 su 5 1

Avevo comprato il libro precedente di Caprarica: ''Dio ci salvi dagli Inglesi'' anche se non ho avuto il tempo di guardarlo. Mi sono comunque precipitato sul libro dedicato a Parigi visto che adoro questa città. Quale delusione! 18 euro buttati. E' incredibile che un giornalista di fama possa esprimere tante banalità, tante falsità e prospettive completamente distorte. L'elenco delle banalità è lunghissimo. Mi limito a qualcuna: Dire che ''i ragazzi francesi non spiccicano una parola di altra lingua'' è semplicemente ridicolo detto da un anglofilo, che sa perfettamente che se c'è un popolo che di lingue straniere non ha idea è proprio quello inglese, forse convinto (a ragione?) che tutto il mondo debba parlare inglese. Meravigliarsi comunque che all'aeroporto Charles de Gaulle le scritte siano in francese (pensate in francese!) mi sembra veramente il colmo. Dire poi che le grandi realizzazioni di questi ultimi anni siano solo dei colpi di ruspa, significa non aver capito nulla della grande dinamicità e modernità di una metropoli unica al mondo. Le Halles sono molto più funzionali a Rungis, non potevano restare in eterno nel centro della città, piene di topi e di sporcizia. Al loro posto la grande idea di trasformare l'enorme buca in Forum. La Villette e la Géode hanno rivitalizzato un quartiere periferico e abbandonato. La Gare d'Orsay non è stata abbattuta ma intelligentemente trasformata nello splendido museo d'Orsay (complice un'italiana). Londra in questo frattempo cos'ha prodotto? La Grande Ruota da Luna Park e i punk. Quanto poi a rimpiangere i bei tempi da romanzo realista (direi meglio naturalista) con le folle di diseredati e senza tetto, è meglio sorvolare. In conclusione se amate veramente Parigi evitate accuratamente questo libro, eviterete di rodervi il fegato come purtroppo sto facendo io.

Com'è dolce Parigi... o no!?

Riccardo - 23/05/2007 14:30

voto 4 su 5 4

Sincero e divertente! Nel suo piccolo offre una grande prova di giornalismo, riporta quello che vede e pensa fuori dai luoghi comuni e da una sterile serietà. Chi accusa (senza per altro firmarsi) forse ignora la carriera di Caprarica e i numerosi fans che lo adorano (ma come potrebbe mai riconoscerlo costui, dalla gallica arroganza, fiero di ignoranza e senza sostanza)! Degno dell'eredià di Alfieri e dell'illuminismo inglese (che prima e meglio vien di quel francese), grazie Antonio, del tè, delle cravatte, e dell'onestà intellettuale.

Com'è dolce Parigi... o no!?

Anonimo - 16/05/2007 09:37

voto 1 su 5 1

Ennesima prova che in Rai si faceva cariera con la tessera del partito. Caprarica ci dimostra la saccenza di chi vive un paese con la pretesa di privilegi e trattamenti che i Francesi negano (e fanno bene) proprio ai provincialetti di serie B2. Trovo quanto espresso da Caprarica approssimativo, pretenzioso e, franchement, provinciale. Vorrei che l'italietta risuscisse a produrre ed offrire ai propri cittadini anche solo un terzo rispetto alla Francia.

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