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Davai bistré. Diario di un fante in Russia (1942-1945)
Davai bistré. Diario di un fante in Russia (1942-1945)

Davai bistré. Diario di un fante in Russia (1942-1945)

by Francesco Stefanile
pubblicato da Mursia (Gruppo Editoriale)

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Dettagli

Generi Storia e Biografie » Storia dell'Europa » Biografie Diari e Memorie » Personaggi storici, politici e militari » Storia militare

Editore Mursia (gruppo Editoriale)

Collana Testimonianze fra cronaca e storia

Formato Libro

Pubblicato  01/01/1999

Pagine  248

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788842525431


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Davai bistré. Diario di un fante in Russia (1942-1945)

Anonimo - 25/02/2001 00:00

voto 3 su 5 3

Nel diario di Francesco Stefanile troviamo prima di tutto una partenza che è degna dellincipit di un grande romanzo di vita, con quel padre che non laveva mai abbracciato se non quando dormiva da piccolo e adesso lo stringe a sé piangendo perché ha il presagio netto di quanto soffrirà. Poi cè la descrizione della guerra in Russia, così puntigliosa come sarà poi la narrazione di tutta la prigionia. Anche altri diari arrivati nel nostro archivio hanno raccontato la battaglia nella valle della morte, sullansa del Don, dove buona parte dellArmata italiana di spedizione in Russia si arrese, dopo essere stata decimata, ai soldati dellArmata Rossa. Ma il nucleo di novità profonda che anima il diario di Stefanile viene fuori con la prigionia nei campi degli Urali e dellUzbekistan, dove a poco a poco diventa per lui possibile sopravvivere, sia pure di stenti, tra i pidocchi, il tifo e il cibo raccattato qua e là, ma dove soprattutto avviene lincontro fra i soldati italiani mandati a conquistare la Russia e i fuoriusciti italiani che erano stati conquistati dallideale del socialismo e che diventano agenti di collegamento fra i loro compatrioti e i commissari sovietici. Questo rapporto e quello con dottoresse e infermiere russe attenuano in parte la crudeltà della condizione di prigionieri di un popolo che era stato aggredito dalle truppe naziste e fasciste. Gli episodi in cui si apre lanimo a un sentimento di pace sono soprattutto quelli di quando gli italiani prigionieri cantano e suonano dando spettacolo nei festeggiamenti per il 1° maggio, ai loro guardiani e agli ufficiali sovietici che dirigono il campo di prigionìa, nonché alle loro signore. Poi vengono le scoperte sul socialismo reale, soprattutto in Uzbekistan, dove le differenze fra gli amministratori russi e gli amministrati locali sembrano quelle dei paesi coloniali. Altro che uguaglianza. Così al ritorno in patria, Stefanile sa di certo che potrà essere anche socialista, però mai comunista. E soprattutto lotterà sempre per la pace.

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