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Esami non finiscono mai (Gli)
Esami non finiscono mai (Gli)

Esami non finiscono mai (Gli)

by Eduardo De Filippo
pubblicato da Einaudi

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11,00 9,35
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Descrizione

Di questi Esami, andati in scena nel dicembre 1973, scriveva all'epoca del debutto Franco Quadri: "... vorrebbero occupare un posto a parte nell'ultima produzione di Eduardo, sia perché riassumono un collage delle sue tematiche più tipiche, sia per il metaforico distendersi a coprire l'arco della vita di un uomo. Guglielmo Speranza, il protagonista, è il simbolo di un'umanità sognatrice e illusa, destinata a scontrarsi con gli inganni della vita e a soccombere. Questa sconfitta si esprimerà in un estremo rifiuto della parola e della comunicazione... Al funerale, vedremo Speranza apparire ancora vivo, in piedi tra i portatori della sua immaginaria bara, agitandosi come un triste giullare; perché non può morire il concetto che in lui si incarna".

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Testi teatrali , Cinema e Spettacolo » Teatro » Testi e critica letteraria

Editore Einaudi

Collana Collezione di teatro

Formato Libro

Pubblicato  01/01/1976

Pagine  97

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806384067


1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Esami non finiscono mai (Gli)

GG - 16/11/2006 19:28

voto 4 su 5 4

E' una delle commedie più belle e coinvolgenti di Eduardo De Filippo, nella quale tratta la tematica dell'essere sempre sotto esame. Guglielmo, il protagonista, pensa di aver terminato di sostenere esami con il conseguimento della laurea, ma non è così, come gli spiega il futuro suocero, sottoponendolo a un vero e proprio interrogatorio per capire la serietà delle sue intenzioni nei confronti della figlia. Guglielmo, nel corso di tutta la sua vita, si sente sempre sotto esame e giudicato da tutti: anche quando vuole fare di testa sua e comportarsi in modo non standard, sono gli altri che gli impongono il modo di fare "corretto"; perfino durante la sua malattia e in punto di morte non è rispettata la sua volontà. Sembra un po' l'uomo del "vorrei ma non posso" (o meglio, "vorrei ma gli altri non me lo permettono"). La storia è piena di personaggi secondari: c"è anche una ragazza che canta i successi musicali degli anni in cui si svolgono i fatti per indicare lo scorrere del tempo, simboleggiato anche dai tre colori della barba che il protagonista "indossa" (nera, grigia e bianca). Il ritmo è vivace, in quanto improntato prevalentemente sui dialoghi: vi sono, tuttavia, scene introspettive, nelle quali i personaggi principali parlano direttamente al pubblico, spiegando le loro motivazioni. In conclusione, De Filippo riesce a portare in scena una commedia che rende in maniera semplice e diretta il significato che intende esprimere.

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