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Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell'apprendimento nelle professioni
Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell'apprendimento nelle professioni

Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell'apprendimento nelle professioni

by Donald A. Schon
pubblicato da Franco Angeli

Prezzo:
39,00
mondadori card 78 punti carta PAYBACK
Disponibile.
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 19 €.
Ordina ora per riceverlo lunedì 30 gennaio.  (Scopri come).

Descrizione

Nell'ambito degli scenari socio politici e culturali di una società in profondo cambiamento, è sempre più evidente una "crisi di fiducia" nelle professioni, determinata dalla necessità di una nuova visione dell'"epistemologia della pratica" che consenta ai professionisti di ripensarsi non più come "risolutori di problemi strumentali" ma come artefici creativi e "riflessivi" del proprio agire. Ciò richiede una profonda revisione delle epistemologie che informano i modelli della formazione professionalizzante allo scopo di disegnare nuove tipologie di percorsi formativi per "insegnare ed apprendere" il sapere professionale come sapere empiricamente situato.

Dettagli

Generi Economia Diritto e Lavoro » Lavoro » Orientamento e Formazione Professionale , Famiglia Scuola e Università » Educazione, Scuola e Università » Formazione e orientamento professionale

Editore Franco Angeli

Collana Scienze della formazione. Ricerche

Formato Libro

Pubblicato  01/01/2006

Pagine  368

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788846477033


Curatore M. Striano

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Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell'apprendimento nelle professioni

LAURA TUSSI - 28/01/2008 19:31

voto 5 su 5 5

L'autore pone una distinzione tra due divergenti tipologie di professionisti: risolutori di problemi strumentali, secondo un vecchio stampo professionale e artefici, creativi e risolutivi del proprio agire, come sia auspicabile il nuovo professionista. Il primo tipo di professionista è dotato di una serie di competenze delle quali, all'occorrenza, fa un uso pratico. Al secondo viene chiesto un ripensamento e una totale ridefinizione della propria professione in senso educativo. Quest'ultimo ha una visione dell'educazione non solo empiricamente tecnica, ma soprattutto artistica in quanto la sua conoscenza teorica non resta relegata e impigliata in schemi prefissati. Quel tipo di sapere risulterebbe essere la base dalla quale non transigere per la propria formazione primaria. Questa base deve essere arricchita da una visione artistica del proprio sapere e particolarmente per come lo si deve trasmettere e applicare. Questa visione artistica si palesa come concezione della conoscenza che crea e favorisce in chi la pratica una formazione favorente la contemporaneità dell'insegnamento e dell'apprendimento. Questo atteggiamento verso la conoscenza presuppone per la diade insegnamento e apprendimento un continuo aggiornarsi nell'ambito della ricerca educativa e un conseguente rivedere dove necessario il rimettersi in discussione. L'invito con questo comportamento del rimettersi in discussione non va rivolto soltanto ai professionisti in genere e agli insegnanti in particolare, ma contemporaneamente alle istituzioni dello stato per la propria competenza e a tutte le istituzioni sociali globalmente. La lettura di questo saggio si consiglia agli studenti sin dall'ordine delle scuole superiori. L'autore rivolgendosi ai professionisti complessivamente, giustamente li interroga con tono provocatorio rispetto a come intendono perseguire la propria funzione, ossia se con il vecchio metodo o il nuovo. Risulta chiaro a questo punto che solo il professionista e ancor più il pedagogo e il pedagogista non possono da soli farsi carico di tale portentosa ed encomiabile trasformazione dell'apprendere e dell'insegnare. Si dovrà necessariamente rivedere tutto il vasto settore dell'editoria conseguente a tale rivisitazione o revisione pedagogica. Queste ultime considerazioni potrebbero sembrare provocatorie per quanti sono stati invitati a rivedere i personali tipi di conoscenza e le diverse metodologie educative. L'autore generosamente espone la personale esperienza che ha dato i risultati voluti. Ci si augura implicitamente che molti altri professionisti intraprendano tale metodo a beneficio di tutti. E' consapevole altresì dalle difficoltà che si incontrano confidare nella soddisfazione che compenserà chi volesse cimentarsi in proposito nella vocazione che molti insegnanti coltivano per la propria missione. LAURA TUSSI

Formare il professionista riflessivo. Per una nuova prospettiva della formazione e dell'apprendimento nelle professioni

LAURA TUSSI - 28/01/2008 19:31

voto 5 su 5 5

L'autore pone una distinzione tra due divergenti tipologie di professionisti: risolutori di problemi strumentali, secondo un vecchio stampo professionale e artefici, creativi e risolutivi del proprio agire, come sia auspicabile il nuovo professionista. Il primo tipo di professionista è dotato di una serie di competenze delle quali, all'occorrenza, fa un uso pratico. Al secondo viene chiesto un ripensamento e una totale ridefinizione della propria professione in senso educativo. Quest'ultimo ha una visione dell'educazione non solo empiricamente tecnica, ma soprattutto artistica in quanto la sua conoscenza teorica non resta relegata e impigliata in schemi prefissati. Quel tipo di sapere risulterebbe essere la base dalla quale non transigere per la propria formazione primaria. Questa base deve essere arricchita da una visione artistica del proprio sapere e particolarmente per come lo si deve trasmettere e applicare. Questa visione artistica si palesa come concezione della conoscenza che crea e favorisce in chi la pratica una formazione favorente la contemporaneità dell'insegnamento e dell'apprendimento. Questo atteggiamento verso la conoscenza presuppone per la diade insegnamento e apprendimento un continuo aggiornarsi nell'ambito della ricerca educativa e un conseguente rivedere dove necessario il rimettersi in discussione. L'invito con questo comportamento del rimettersi in discussione non va rivolto soltanto ai professionisti in genere e agli insegnanti in particolare, ma contemporaneamente alle istituzioni dello stato per la propria competenza e a tutte le istituzioni sociali globalmente. La lettura di questo saggio si consiglia agli studenti sin dall'ordine delle scuole superiori. L'autore rivolgendosi ai professionisti complessivamente, giustamente li interroga con tono provocatorio rispetto a come intendono perseguire la propria funzione, ossia se con il vecchio metodo o il nuovo. Risulta chiaro a questo punto che solo il professionista e ancor più il pedagogo e il pedagogista non possono da soli farsi carico di tale portentosa ed encomiabile trasformazione dell'apprendere e dell'insegnare. Si dovrà necessariamente rivedere tutto il vasto settore dell'editoria conseguente a tale rivisitazione o revisione pedagogica. Queste ultime considerazioni potrebbero sembrare provocatorie per quanti sono stati invitati a rivedere i personali tipi di conoscenza e le diverse metodologie educative. L'autore generosamente espone la personale esperienza che ha dato i risultati voluti. Ci si augura implicitamente che molti altri professionisti intraprendano tale metodo a beneficio di tutti. E' consapevole altresì dalle difficoltà che si incontrano confidare nella soddisfazione che compenserà chi volesse cimentarsi in proposito nella vocazione che molti insegnanti coltivano per la propria missione. LAURA TUSSI

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