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Il campo del vasaio
Il campo del vasaio

Il campo del vasaio

by Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio Editore Palermo

10,20
12,00
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-15% Gialli, noir e thriller
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Descrizione

Il campo del vasaio, detto anche del sangue, è luogo che appartiene alla topografia morale. Designa una contrada maligna, putrida e pantanosa: un anfrattuoso cimitero di argille; uno smortume di forre e borri. La località è il quadrante tartareo del tradimento. Venne acquistato con il 'prezzo del sangue': con i trenta denari di Giuda. E accolse le viscere sparse dell'apostolo traditore, lì impiccatosi. In un campo del vasaio vengono trovati i trenta 'tagli' di un uomo: prima giustiziato, con un colpo alla nuca; poi macellato. Sembrerebbe un delitto di mafia eseguito con puntigliosa esattezza, secondo il rituale arcaico riservato a quanti hanno tradito. Ma il tradimento è una macchinazione che dà a intendere quel che non è. Corre su un'incerta frontiera. Tra vero e falso. E anche i luoghi e le cose tradiscono, in questo romanzo. Lo stesso Montalbano, sempre più soliloquista e monologante, su declivi di stanchezza, è posseduto da uno stupore notturno: dai lumi ciechi di un incubo traditore che lo gela, come dentro un cubo di ghiaccio, in mezzo al fracasso dei turbini. Il commissario dovrà smorfiare i segni sghembi delle premonizioni, e sventare le trame nascoste di un tradimento che lo coinvolge e lo tocca fino alle lacrime. Una signora dei trucchi, una maliarda, ha portato scompiglio nel commissariato di Vigàta. Sa come affascinare gli animi anche riluttanti. Sa come stornarli, e come condannarli a una dipendenza vergognosa. Somiglia all'Angelica dell'"Orlando innamorato" di Boiardo. Esotica e ingannatrice anch'essa: venuta dalla Colombia, come l'altra dal Cataio; entrambe perfide, fatte di "màrmaro e d'azzaro". Si chiama Dolores, la nuova principessa degli inganni: "Dolorosa", nella pronuncia di Catarella. Ha adescato il 'paladino' più vicino a Montalbano. E lo sobilla, per 'tradire' l'inchiesta. Il 'paladino' subisce il sortilegio. Ma, segretamente, vorrebbe essere redento. Montalbano riuscirà a soccorrere l'amico, e a deludere le falsità con altre falsità. Procederà in punta d'ingegno: abile nello sgambetto e nel contropiede. Ingannerà la traditora. Esorcizzerà gli influssi nefasti del campo del vasaio, i suoi pronostici tradimentosi. Con una meditazione calma, ancorché sconsolata. Lui, Montalbano, è il "poviro puparo" di una dispersa e "mischina opera dei pupi": "la faticata si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?". (Salvatore Silvano Nigro)

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Sellerio Editore Palermo

Collana La memoria

Formato Brossura

Pubblicato 20/03/2008

Pagine 280

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788838922855

9 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il campo del vasaio nicol.virz

nicolò virzì - 26/05/2015 22:25

voto 5 su 5 5

...il solito Montalbano, forse il libro più bello della saga, grazie al magistrale Camilleri ogni nuovo racconto è sempre più bello del precedente!!!

Il campo del vasaio

Anonimo - 06/07/2008 23:26

voto 4 su 5 4

Se negli ultimi capitoli della saga di Montalbano Camilleri dava segni di essere stanco del suo personaggio, e rifletteva la sua stanchezza nel commissario stesso, facendogli sentire il peso dell'età, e anche nelle trame che diventavano forzate e quasi pretestuose, in quest'ultima opera la coppia autore-protagonista si presenta in forma perfetta, inventando e risolvendo un caso assai complicato, e dai risvolti che toccano da vicino lo stesso Montalbano. Lo scrittore costruisce una trama carica di simbolismi e avvicina e fa coesistere citazioni evangeliche, simbologie mafiose e addirittura autocitazioni, dimostrando una padronanza eccezionale della trama. Il commissario da parte sua, pur dovendosi aiutare, e soprattutto dovendo aiutare il lettore, con degli esercizi di sintesi scritta delle indagini, è più che mai protagonista e si dimostra in grado non solo di risolvere il difficilissimo caso, ma anche di gestire situazioni estremamente scabrose. Si vuol fare un appunto a Camilleri? Potrebbe magari evitare di presentarci qualche personaggio di contorno sempre nello stesso modo (vedi il "culo di gaddrina"): il 99% di chi legge "Il Campo del Vasaio" sa come è fatta la faccia di Pippo Ragonese!

Il campo del vasaio

Arcangela Cammalleri - 23/05/2008 14:22

voto 4 su 5 4

Teatro tra le quinte e teatralità a scena aperta: complimenti Montalbano! Tra tutti i romanzi in cui è protagonista il nostro beneamato commissario vigatese, questo è il più "maturo" (se posso permettermi l'aggettivazione), il più compiuto e il più meditato; è come se Camilleri avesse completato un quadro pittorico dando le ultime pennellate ai colori e ai tratteggi consegnandoci un Montalbano di grandissimo spessore. In quest'ultima "Fatica" letteraria due sono i colpi di genio, le alzate d'ingegno architettate con sottile arguzia dall'autore: il riferimento biblico (Il Vangelo di Matteo), l'autocitazione (Montalbano legge Camilleri). La storia, in breve, è il ritrovamento di un cadavere, dentro un sacco nero della munnizza, fatto a pezzi (30), dopo essere stato giustiziato con un colpo di pistola alla nuca, nel campo del vasaio, appunto, "U critaru". Ingegnosa l'apertura del romanzo, teatro allo stato onirico, melanconica e dolente la conclusione da opera dei pupi, metafora della vita, in cui Salvo ad ogni rappresentazione che riusciva a portare a termine, la fatica si faceva ogni volta cchiù grossa, cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggere? Il tono di tutto il romanzo è percorso da una vena dolente che macera il nostro commissario e noi partecipi lettori, cadenzata da interludi paesaggistici dove il mare è lo sfondo permanente e dove l'ironia sardonica raggiunge apici altissimi. Mai la vis beffarda e graffiante di Montalbano ha toccato ed intaccato così tanto il suo sentire e fiutare le cose, mai i suo soliloqui sono stati dei promemoria in cui si squadernano le sue intuizioni e la loro consequenziale soluzione. Mai lo avevamo visto e sentito così toccato nel profondo dagli eventi quando questi toccano persone che ama e stima e dalla pena interiore simile ad un eroe tragico, ma stanco. Non c'è che dire, la penna infallibile di Camilleri ha fatto, ancora una volta centro, ma fino a quando... Montalbano potrà resistere ed esistere? L'ardua sentenza ai posteri?

Il campo del vasaio

Anonimo - 12/05/2008 13:33

voto 4 su 5 4

Divertente e fenomenale con la citazione del precedente libro!! Era da qualche libro che non mi facevo prendere cosi nella lettura, bravo Andrea!

Il campo del vasaio

Allegra - 11/05/2008 18:07

voto 5 su 5 5

Fantastico come al solito, penso sia uno dei miei preferiti, molto ironico (certe volte offre situazioni e battute davvero spassose) e molto intricato... il nostro ''sommo'' è ancora il migliore.

Il campo del vasaio

antonella mangano - 28/04/2008 16:29

voto 5 su 5 5

...anche se andrebbe data una strigliata alla Sellerio che nella prefazione di Salvatore Silvano Nigro anticipa ciò che sarebbe bello scoprire da soli (parlo di Mimì). Montalbano invecchia, anzi, Camilleri vuole che noi ci abituiamo all'idea, ma neanche loro ne sono tanto convinti. Solo un genio come il nostro scrittore, però, poteva trovare l'idea di aiutare il suo protagonista nell'inchiesta, grazie ad un suo libro precedente, ''la scomparsa di Patò''. Ma coma fa a stupirci di continuo?

Il campo del vasaio

Anonimo - 17/04/2008 09:53

voto 4 su 5 4

Indubbiamente dai primi romanzi le atmosfere e le situazioni sono cambiate, però montalbano rimane sempre montalbano. camilleri ha la capacità di creare sempre nuovo fascino e nuova magia intorno alla figura del commissario. questa volta ce l'ha presentato come ''puparo'' che cerca di riportare all'ordine i suoi ''pupi'', e ci riesce benissimo!!! grazie camilleri!

Il campo del vasaio

Anonimo - 09/04/2008 13:17

voto 4 su 5 4

Fantastico!!! Un comissario che è pronto a tutto per salvare i suoi uomini e per fare trionfare la giustizia!

Il campo del vasaio

Anonimo - 02/04/2008 08:55

voto 4 su 5 4

Forse uno dei romanzi migliori di Montalbano. La trama non é delle piú complicate ma il giallo lascia posto all'introspezione, alle riflessioni e paure di chi non é piú giovanissimo, al significato dell'amicizia secondo la personale interpretazione di Montalbano. L'ironia che lo permea mi ha strappato tante risate di cuore.

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