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Il complotto contro l'America
Il complotto contro l'America

Il complotto contro l'America

by Philip Roth
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

America, 1940. Charles A. Lindbergh, eroe della trasvolata sull'Atlantico, fervido antisemita e filonazista, diventa presidente sconfiggendo Franklin D. Roosevelt. Da quel momento gli Stati Uniti smettono di appoggiare gli inglesi e i francesi contro le potenze dell'Asse, e dietro un'apparente neutralità stringono patti con la Germania di Hitler. Una famiglia ebraica di Newark, la famiglia Roth, scopre di non essere abbastanza americana per i gusti del nuovo presidente e inizia a temere che anche il proprio paese possa trasformarsi in un regno del terrore. Tra controstoria e autobiografia, il ritratto dell'America in forma di incubo.
"Eravamo una famiglia felice nel 1940". I Roth vivono a Newark, New Jersey. Sono ebrei, in un quartiere abitato quasi soltanto da ebrei. Il padre Herman fa l'assicuratore, la madre Bess la casalinga e i due figli maschi, Sandy e Philip, dodici e sette anni, sono ragazzi educati e affettuosi. Come tutti i vicini, anche la famiglia Roth ha vissuto con angoscia le notizie che negli ultimi anni sono arrivate dall'Europa: l'ascesa di Hitler, la persecuzione sempre più feroce contro gli ebrei. Ma in America, hanno sempre pensato, tutto questo non potrà mai succedere.
Invece nel 1940, in questo romanzo, un candidato repubblicano notoriamente antisemita e simpatizzante della Germania nazista vince le primarie del partito, e batte nelle successive elezioni il presidente in carica, Franklin D. Roosevelt. Il nuovo presidente ha un nome famoso: Charles A. Lindbergh. È l'eroe dell'aviazione che nel 1927 ha compiuto la prima trasvolata dell'Atlantico in solitario, ma è anche un fervente isolazionista che scrive: "In posti come New York ci sono troppi ebrei" e che accusa gli ebrei di essere uno dei gruppi di potere che stanno cospirando per spingere l'America in una guerra che non la riguarda. Da quel momento per i Roth, per le altre famiglie ebraiche di Newark, per gli ebrei d'America e per tutti i cittadini che credono negli ideali della Costituzione, le cose non possono che peggiorare.
Attraverso una svolta possibile della storia, "Il complotto contro l'America" racconta i pericoli terribili della deriva autoritaria e razzista di una società. Mettendo una famiglia comune, con sogni e aspirazioni comuni, di fronte al rischio di una grande catastrofe, ci fa sentire "il terrore dell'imprevisto: quello che la scienza della storia nasconde, trasformando un disastro in un'epopea".

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Einaudi

Collana Supercoralli

Formato Rilegato

Pubblicato  01/01/2005

Pagine  410

Lingua Italiano

Titolo Originale The Plot Against America

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788806173173


Traduttore Vincenzo Mantovani

2 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il complotto contro l'America

Martina Frammartino - 05/07/2005 17:25

voto 4 su 5 4

L'ipotesi che la Seconda Guerra Mondiale avrebbe potuto svolgersi in un modo molto diverso da quello narrato dai libri di storia ha affascinato parecchi scrittori in questi ultimi decenni. Come sarebbe stata la realtà di oggi se il nostro passato non fosse stato quello che conosciamo? A questo interrogativo avevano già risposto, fra gli altri, Dick, con il suo consueto stile visionario, Richard Harris, con un thriller dai risvolti inquietanti, e Turtledove, con il suo recente, bellissimo, "In presenza del nemico". Adesso Roth ripropone questo stesso tema attraverso gli occhi, ormai adulti, di un bambino, voce narrante ne "Il complotto contro l'America" e vero e proprio alter-ego dello scrittore. Il giovane Phil assiste impotente alla graduale trasformazione dell'eroe dei cieli Lindbergh in una minaccia per la sua famiglia e per il mondo in cui vive. L'Aquila solitaria, infatti, riesce a sconfiggere alle elezioni presidenziali del 1940 Franklin Delano Roosvelt garantendo al Paese che nessun americano sarebbe morto nella nuova guerra divampata in Europa. Questa politica di non-intervento, unita alle sue idee filonaziste, guadagna al presidente l'immediata avversione dei genitori di Philip e di quasi tutta la comunità ebraica. L'eccezione, drammatica, si trova all'interno della stessa famiglia del protagonista: la sorella della madre, infatti, vede nei cambiamenti apportati da Lindbergh una grande opportunità per il suo popolo, causando involontariamente una spaccatura all'interno del piccolo nucleo familiare. Movendosi sul difficile filo di ciò che sarebbe potuto accadere, Roth costruisce un romanzo affascinante, nel quale piccoli eventi quotidiani vengono trasfigurati dall'immaginazione di un bambino e dominato da una paura incombente per qualcosa che esita a rivelarsi ma rifiuta di scomparire. L'unica pecca, a mio avviso, è riscontrabile nel linguaggio: periodi troppo lunghi a volte rendono la narrazione poco scorrevole e di difficile lettura.

Il complotto contro l'America

Davide Zordan - 26/04/2005 17:36

voto 3 su 5 3

L'ultima fatica di P. Roth ci mostra un autore di qualità e talento che accetta nuove sfide e sceglie una cornice rischiosa per continuare a raccontare quello che ha sempre raccontato. La cornice è un classico ''what if...'', una variabile imprevista che si inserisce nelle vicende della Storia che noi conosciamo e la modifica in modo sempre più massiccio e drammatico. Il risultato è un libro pieno di spunti, ammirevole per il modo in cui intreccia la sua vicenda biografica ad una storia alternativa degli anni 1940-42. Un aspetto soprattutto non mi convince: una storia alternativa è sempre una realtà parallela, un mondo a parte. Dal momento in cui si apre la porta su una realtà ipotetica, come fa Roth, si accetta la sfida fornita di questa ipotesi e non si può tornare indetro. Roth invece ci propone un terrificante mondo parallelo, per poi farlo rientrare placidamente nelle pieghe della Storia conosciuta. Certo, è per meglio mostrarne le crepe e gli abissi, ma il gioco letterario non funziona del tutto. Non si esce dalla Storia per poi rientrarci come se nulla fosse. Un tale procedimento mi sembra inguistificato, e toglie comunque forza e credibilità alla vicenda.

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