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Il dono di Paolino
Il dono di Paolino

Il dono di Paolino

by Lodovico Mancusi
pubblicato da youcanprint

18,70
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Disponibile.
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Un bambino di dieci anni sulla sua bicicletta viene investito da un pirata della strada e portato in ospedale. Una notte senza fine è quella dei pazienti in "morte cerebrale", forse per loro non tornerà mai il giorno. Ma ne siamo sicuri? La loro identità sia nella sostanza, sia nella sua forma, apparentemente vitale, è sempre la stessa, oppure no? Cosa avverrà ai suoi organi trapiantati, cosa diverranno per il trapiantato. Questo romanzo cerca risposte a queste domande. Organizzato in un thriller per punire chi mercifica una esigenza umanitaria già di per se stessa ambigua, rivolta tutta a chi è in attesa di organi e poco all'entità del donatore. Con spunti psicologici per chi deve dare il consenso, per chi cerca di opporsi ai soprusi finendo in uno stato indefinibile tra delirio e realtà, per un amore diverso nato tra accenni d'arte e filosofia. Una storia drammatica, tinta di giallo, con una tensione che sfiora la suspense, né pro né contro ma trasparente per entrare nell'argomento.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Thriller e suspence , Romanzi e Letterature » Legal, Thriller e Spionaggio

Editore Youcanprint

Collana Narrativa

Formato Libro

Pubblicato 23/12/2015

Pagine 388

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788891172983

5 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Il dono di Paolino lodovicomancusi

Lodovico Mancusi - 30/01/2016 17:35

voto 5 su 5 5

Il dono di Paolino tra esigenze di umanità e potenza della tecnologia Il romanzo thriller Il dono di Paolino tratta di bioetica riguardo ai trapianti dorgano. Sono messi a confronto gli esultanti risultati dei trapianti dorgano e perplessità sulla funzione degli stessi, sul concetto di morte cerebrale, da una parte in rapporto alle possibili deviazioni nellambito dei circuiti addetti a tale funzione e dallaltra, soprattutto, dei problemi psicologici che si determinano nei famigliari dei donatori e negli stessi trapiantati. Il romanzo inizia con la dichiarazione di morte cerebrale apparentemente affrettata di un bambino di dieci anni, Paolino, travolto da unauto. I genitori di Paolino danno il consenso per la donazione dorgani, ma poi si pentono e ritenendo di essere stati plagiati e che non siano stati rispettati i tempi per valutare un eventuale ripresa del loro figliolo dal coma, si rivolgono ad uno studio legale per accertare i fatti ed eventuali responsabili. Un avvocato e un investigatore privato iniziano le indagini. Entrambi, luno per una castrazione anatomica che gli ha conferito alcuni aspetti femminili, laltro per una castrazione psicologica per la morte della moglie di cui si ritiene responsabile, nel corso del romanzo riscontrano affinità di interessi culturali e anche fisici che li porteranno ad ununione di tipo omosessuale. Sintuisce che in effetti nei rapporti tra lospedale dove è stato ricoverato Paolino e il vicino Centro Universitario Trapianti, avvengono scambi, per quanto riguarda i trapianti, al di fuori delletica richiesta e che anche elementi mafiosi fomentano e alimentano illeciti guadagni a spese dei pazienti in attesa di trapianto. Di questo soffre molto la psichiatra del Centro Trapianti addetta alla selezione e preparazione psicologica dei pazienti, che vede i suoi suggerimenti continuamente inascoltati per dare precedenza a pazienti paganti, il che è causa mi morte per altri pazienti in vana attesa. Invano cerca di opporsi e viene sottoposta a un duro mobbing, tanto da finire in uno stato psicotico e allucinatorio che la vede protagonista di vari omicidi. A mano che proseguono le indagini anche attraverso le testimonianze nel processo che nel frattempo procede, verrà svelata la verità, puniti i responsabili sia del malaffare che degli omicidi e soddisfatta langoscia dei genitori di Paolino. Nel romanzo non cè una presa di posizione tout court contro i trapianti, ma un chiarimento per una propria rivisitazione del concetto di morte cerebrale, delle connessioni psicologiche che si stabiliscono già dalla richiesta di consenso alla donazione e dello scempio del corpo a cuore battente dei donatori dorgano, al lume delle sempre maggiori possibilità di utilizzare organi artificiali o di creazione biologica in animali o da cellule dello stesso individuo. Il concetto di morte cerebrale al posto della morte cardiocircolatoria è da molti ritenuta una forzatura scientifica per favorire lutilizzo di organi ancora viventi di un corpo solo apparentemente morto, giudicando centro della vita il cervello. Forse può essere considerato giusto per una sperimentazione scientifica mirata a traguardi futuri meno crudeli di soccorso a persone malate, ma non come diffuso diritto a tutti di ricevere un organo sottratto ad un altro umano, spacciato come dono che dono non è, perché il dono si fa per ricevere o per aver ricevuto e il morto dà senza poter ricevere e senza niente aver ricevuto.

Il dono di Paolino lodovicomancusi

Lodovico Mancusi - 29/12/2015 19:38

voto 5 su 5 5

Dal punto di vista della legge, viene considerato donatore chiunque non abbia espresso intenzione di non esserlo; un consenso in tal caso «obbligatoriamente tacito», visto lo stato di coma, che trovo ingiusto e opportunista. Molte persone che non hanno mai neppure preso in considerazione il problema vengono legalmente identificate come disponibili. E vero che prima dell'espianto viene fatto firmare un consenso informato ai parenti, spesso in condizioni di grave confusione emozionale. Ma con quale diritto un parente decide della vita di un congiunto e con che tipo di informazione? Il parente è morto o è moribondo? L'uso del termine «morte» riferito al cervello è chiaramente strumentale: evoca l'idea che quell'individuo è realmente morto. Il sostenere che «non c'è più niente da fare» e che il paziente è moribondo bloccherebbe di fatto la possibilità legale di espiantare gli organi. I parenti probabilmente non si sentirebbero in grado, giustamente, di prendersi questa grande responsabilità. Se il paziente è moribondo non può essere espiantato. Si commetterebbe un omicidio.

Il dono di Paolino lodovicomancusi

Lodovico Mancusi - 29/12/2015 19:33

voto 5 su 5 5

Il definire «irreversibile» una funzione significa applicare una categoria di giudizio assoluta. Il progresso scientifico e tecnologico nell'assistenza ai pazienti comatosi sposta continuamente il confine della «irreversibilità» funzionale, svuotando la definizione dalla sua presunzione assolutista. Le diverse società scientifiche nazionali si sforzano quindi di cercare di identificare degli strumenti da proporre come sicuramente diagnostici di danno anatomico al quale corrisponda una irreversibilità della funzione.Tali criteri, seppure applicati, sono stati sottoposti a continue modifiche, a testimonianza della loro temporanea inadeguatezza; essi sono oltre tutto differenti nei diversi Stati. Un dichiarato «morto cerebrale» con criteri italiani non sarebbe «abbastanza» morto in un altro Paese. Ciò imbarazza non poco: se non esiste un sistema comune per definire una morte, sorge spontaneo il dubbio della inadeguatezza di qualche certificazione. La morte di un individuo invece deve essere considerata una verità oggettiva, certa, assoluta, da constatare con criteri univoci e inequivocabili. Non è lecito utilizzare parametri di giudizio che si riferiscano «allo stato attuale delle conoscenze» e che normalmente il medico applica nelle diagnosi e alle cure delle malattie.

Il dono di Paolino lodovicomancusi

Lodovico Mancusi - 29/12/2015 19:29

voto 5 su 5 5

Qualche sostenitore della pratica dei trapianti, pur ammettendo la vitalità del donatore, giustifica l'espianto d'organi a cuore battente affermando che ad un «essere» in tali condizioni non può essere riconosciuto lo status di persona e quindi perderebbe ogni diritto. Non si può allungare la vita ad un uomo malato o forse migliorarne la qualità, sopprimendone un altro. Tutto ciò sarebbe raccapricciante; evoca una sorta di primitiva e bestiale depredazione fatta a danno delle persone più indifese. Una specie di «rottamazione» dell'essere umano. Vi sono inoltre altre questioni che devono essere considerate non solo sotto il profilo strettamente tecnico. La domanda è: una vittima di incidente con trauma cerebrale che risulta essere candidato ad espianto d'organi è curato dall'inizio alla fine con il massimo delle risorse scientifiche a disposizione per cercarne il recupero o è semplicemente tenuto in osservazione in quanto raro candidato all'espianto?

Il dono di Paolino lodovicomancusi

Lodovico Mancusi - 29/12/2015 19:23

voto 5 su 5 5

Una Notte senza fine è anche quella dei pazienti in morte cerebrale, forse per loro non tornerà mai il giorno. Ne siamo sicuri? Come La nave di Teseo la loro identità sia nella sostanza, sia nella sua forma, è sempre la stessa, oppure no? Cosa avverrà ai suoi organi trapiantati, cosa diverrà il trapiantato. Questo romanzo cerca risposte a queste domande. Organizza un thriller per punire chi mercifica una esigenza umanitaria già di per se stessa ambigua, rivolta tutta a chi è in attesa di organi e che omette lesigenza del donatore. Forse thriller psicologico per chi deve dare il consenso, per chi cerca di opporsi ai soprusi, per un amore diverso che può nascere.

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