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Il giro di boa
Il giro di boa

Il giro di boa

by Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio Editore Palermo

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Dopo una gran brutta nottata, dovuta a una crisi personale, il commissario Montalbano, all'alba, decide di dedicarsi a una nuotata ristoratrice. E fa un incontro inatteso col cadavere di un annegato. Riesce fortunosamente a trascinarlo a riva, convinto che si tratti di uno dei tanti, troppi, cadaveri d'immigrati che tentano di raggiungere clandestinamente le nostre coste. Ma le cose non stanno così come sembrano: quell'uomo, che non è un immigrato clandestino, è stato crudelmente assassinato. Fin dalle prime battute l'indagine si profila assai difficile, sembra quasi impossibile riuscire a identificare il morto. Mentre l'inchiesta si muove tra difficoltà, incertezze e false piste, Montalbano si trova ad assistere casualmente all'arrivo di un folto gruppo di clandestini intercettati in mare. Nella confusione un bambino extracomunitario, atterrito, sfugge alla madre e corre a nascondersi sulla banchina del porto. Il commissario lo rincorre, lo convince a uscire fuori dal nascondiglio, lo riconsegna alla madre. Non sa che quel gesto, che gli costerà uno straziante rimorso, sarà all'origine di una nuova complessa inchiesta che lentamente, passo dopo passo, confluirà nella prima indagine.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Sellerio Editore Palermo

Collana La memoria

Formato Libro

Pubblicato 01/01/2003

Pagine 269

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788838918605

28 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il giro di boa

Anonimo - 24/06/2008 20:48

voto 1 su 5 1

...sostiene di amare tutti i libri di Camilleri ma è innegabile che questo romanzo abbia risentito della ventata politica che l'autore gli ha voluto riservare. Inoltre l'indagine lascia davvero un po' a desiderare. Un Montalbano così non lo voglio più leggere.

Il giro di boa

Helene - 07/02/2008 21:52

voto 4 su 5 4

Quando ho letto il mio primo ''Montalbano'' (''la gita a tindari''), il pensiero fu: è incomprensibile e pesante... non capisco come piaccia così tanto... non ne leggero più... Non so cosa mi abbia spinto via via, a consumare tutta la serie dei suoi mono-romanzi... fino a che l'ultimo rimasto da leggere è stato proprio il giro di boa (non ho seguito inizialmente la sequenza cronologica di pubblicazione). Montalbano rappresenta molti di noi e Camilleri è uno scrittore capace di cogliere in poche battute i caratteri umani. Un indagine, nell'indagine. E il siciliano fa la sua differenza. A me come a molti altri non resta che aspettare un seguito, sapendo che anche questa storia prima o poi, purtroppo, dovrà finire. Grazie Camilleri.

Il giro di boa

Andrea Cancelliere - 31/01/2007 19:57

voto 5 su 5 5

Il titolo di questo libro è ''il giro di boa''.L'editore è Sellerio e l'autore è Andrea Camilleri,nato a Porto Empedocle(Agrigento)nel 1925 e adesso vive a Roma.Tra i suoi libri ricordiamo ''l'odore della notte'' e ''La gita a Tindari''.Questo libro narra di una ennesima inchiesta per il commissario Salvo Montalbano.Un libro molto intrigante che mi ha colpito molto. In questo libro,ma anche in tutti gli altri, Camilleri usa come lingua una sorta di siciliani moderno.I protagonisti del libro sono:il Commissario Montalbano,Fazio,Mimì Augello, e il tenente Catarella. Montalbano ha più di 40anni,ama la Sicilia,i libri,la cucina e la sua fidanzata Livia.Fazio il braccio destro e collega fidato del commissario.Mimì Augello,altro compagno di Montalbano,che è sempre affranto dalle sue pene d'amore.Infine c'è Catarella,un tenente che parla una lingua tutta sua,molto maldestro e sbadato. La storia si svolge in Sicilia, a Vigata. Il genere è il thriller perchè il commissario giunge alla conclusione tramite la sua intuizione e non mediante la raccolta di prove e perchè il racconto coincide con l'azione. Questo libro è Fantastico

Il giro di boa

Anonimo - 18/01/2007 07:59

voto 3 su 5 3

Ho letto tutti i romanzi di Camilleri, mi piacciono e comprerò senza dubbio anche quelli futuri. Le idee politiche dell'autore sono abbastanza evidenti, in ogni suo libro c'è una frecciatina in una direzione ben precisa e, pazienza, va bene anche questo. Solo frecciatine, però, mentre in questo romanzo c'è una tirata politica che poteva tranquillamente risparmiarsi, insomma ''s'è allargato troppo''. A me interessa Montalbano e non per chi vota Camilleri.

Il giro di boa

Aurelio - 03/11/2005 19:43

voto 4 su 5 4

L'impatto ti disorienta un po' per chi come me non aveva ancora letto niente di Camilleri...ma dopo qualche pagina diviene familiare il siciliano con cui e' scritto il libro.Ottima la storia e lo svolgersi della stessa, e' stata proprio una bella scoperta!!! Consigliato.

Il giro di boa

Anonimo - 12/11/2004 14:38

voto 4 su 5 4

da leggere tutto d'un fiato !!

Il giro di boa

anna de stefano - 19/08/2003 00:00

voto 4 su 5 4

credo come tanti che questo Camilleri un po' spiazzi,soprattutto perche' l'eroe di mille avventure e' a terra...sorpresa l'eroe e' un uomo vero!Montalbano e' schifato...come noi...cosa deve fare?lui almeno fa.Grande Camilleri,e comunque auguro al cinquantino la forza per continuare.

Il giro di boa

Anonimo - 11/08/2003 16:21

voto 4 su 5 4

E' incredibile come questo scrittore riesca a descrivere una storia triste (purtroppo d'attualità) facendoci sorridere e facendoci sognare una regione così bella come la Sicilia! Il libro è davvero meraviglioso !

Il giro di boa

Anonimo - 11/08/2003 09:33

voto 4 su 5 4

un libro che si legge tutto di un fiato, ben fatto l'aggancio a fatti realmente accaduti dove l'autore ha modo di esprimere le sue opinioni personali. nota stonata : Ingrid troppo bella, sexi, libertina, intelligente, ottimo pilota e chi più ne ha più ne metta, una donna cosi si trova solo nei film di James Bond.

Il giro di boa

Anonimo - 07/08/2003 11:33

voto 1 su 5 1

Niente a che vedere con le altre storie del Commissario Montalbano. Un commisssario troppo disamorato e politico, storie troppo irreali persino per la inventata Vigàta, una soluzione del caso troppo confusa. Inoltre Camilleri questa volta ha esagerato con il dialetto siciliano che ho trovato efficace, scorrevole e persino divertente nel precedente libro ''la voce del violino'' mentre noiso e di difficile comprensione in questo ultimo romanzo. Speriamo che il prossimo sia migliore del penultimo uscito!

Il giro di boa

Anonimo - 04/08/2003 14:24

voto 4 su 5 4

Bello. Ben Scritto. Camilleri ha la capacità di ''dipingere'' i personaggi ed i luoghi dei suoi libri con mirabile stile e così, leggendo, ti trovi a camminare per le strade di Vigata, a mangare il pesce ''da Enzo'' e a sorseggiare il wisky sulla verandina di Marinella insieme a questo grande eroe moderno e uomo d'onore che è il commissario Montalbano.

Il giro di boa

Anonimo - 22/06/2003 01:29

voto 4 su 5 4

Un bel libro da leggere e da non perdere per gli appassionati del famoso Commissario siciliano. E' unico perchè questa volta non tutto il contenuto del racconto è di fantasia e devo aggiungere che lo stato d'animo di Montalbano, davanti ad alcuni fatti realmente accaduti, è lo stesso che ho provato io. Camilleri è sempre BRAVO. ALCATT Padova

Il giro di boa

dony - 09/06/2003 11:54

voto 4 su 5 4

ironico e triste al tempo stesso Camilleri non smentisce il suo estro, nonostante abbia evidenziato un argomento così scottante come la 'nuova tratta degli schiavi' ha saputo dare anche un volto ironico alla storia. bello bello bello.

Il giro di boa

fabrizio - 01/06/2003 11:05

voto 4 su 5 4

Camilleri è un autore di cui non si può assolutamente perdere un libro, e Montalbano è assolutamente il commissario meglio riuscito della letteratura giallistica italiana, ne consegue che anche quest'ultima opera si legge tutta d'un fiato. Non ha la freschezza dei precedenti titoli, c'è una filippica politica che l'autore ci poteva sinceramente risparmiare, ma a Camilleri perdono questo ed altro.

Il giro di boa

angela - 23/05/2003 16:09

voto 4 su 5 4

Bello anche se estremamente triste specialmente se si pensa che non è tutta fantasia ma è basato su storie di cronaca della quotidianità italiana. Si legge in un baleno, come del resto tutti i romanzi di Camilleri, ma ti lascia l'amaro in bocca proprio perchè rispecchia una realtà purtroppo esistente. Buona lettura Angela

Il giro di boa

Anonimo - 23/05/2003 15:42

voto 4 su 5 4

Premetto.....non sono di sinistra...chissa' forse neppure di centro-destra..ma questo ha poco a che fare con l'arte dello scrivere, con l'arte ancora maggiore, che e' proria di Camilleri, del saper comunicare attraverso lo scritto sensazioni che sono proprie del gusto, del tatto, sensazioni di gioco e di tristezza, sensazioni ,insomma, che vanno ben oltre il semplice(ammesso e non concesso che sia tale)scrivere. Camilleri è padrone di quest'arte ed in quanto tale da me sarà sempre ammirato e letto nella speranza che il nostro Montalbano continui a portare i nostri sensi ad immergersi nella dolcezza e nella durezza della grande Sicilia. Se più di due secoli orsono Cicerone, acerrimo nemico di Cesare, riconosceva una bravura somma nell'arte oratoria al suo antagonista, oggi, credo che i soggetti politicamente destrofili possano riconoscere al ''nostro'' un'arte che va oltre la normale bravura.....l'arte del viaggio mentale, del trasporto, del coinvolgimento estremo di cui Camilleri ci fa dono.

Il giro di boa

Anonimo - 09/05/2003 20:54

voto 4 su 5 4

Camilleri è un grande autore. Leggere i suoi libri, anche se trattano di temi così duri come la tratta dei minori, omicidi e altre nefandezze, mi trasporta lontano da casa. Mi porta in Sicilia: mille profumi, mille sapori... tutti diversi dai miei. Un pò di magia.... ecco Montalbano mi porta sempre in viaggio con sè e mi fa sognare. E di questo ringrazio il Sommo.

Il giro di boa

Anonimo - 06/05/2003 08:09

voto 4 su 5 4

mentre piangevo ridevo. Solo CAMILLERI e' capace di scrivere una storia cosi' triste ed allo stesso tempo farti chiudere il libro con un sorriso ripensando ad una battuta detta dal commissario: ''posso nitrire un'altra volta?''.

Il giro di boa

Anonimo - 06/05/2003 00:03

voto 3 su 5 3

E' un altro piccolo capolavoro che, come tutti gli altri episodi della saga Montalbano, si legge a velocità supersonica. Quella velocità e quello smalto (fisico) che il nostro commissario ha (umanamente), in piccola parte, perso. Ed il libro è bello anche per questo, oltre a mettere in luce uno dei tanti traffici di vite umane che, solitamente, viene dimenticato dai media. Un sola nota stonata: l'attacco sferrato alla realtà politica italiana e agli accadimenti del G8. Montalbano/Camilleri poteva evidenziare il suo scoramento anche in altro modo. Fortunatamente c'è Mimì che in piccola parte smorza i toni.

Il giro di boa

Nicole - 29/04/2003 15:35

voto 2 su 5 2

Sono Francese, imparo l'italiano e mi piace leggere autori italiani.Sono stata delusa da quel libro perchè ci sono troppo parole siciliane. Dovrebbe essere indicato.Nonostante mi è piaciuto molto.

Il giro di boa

Francesco - 18/04/2003 18:11

voto 1 su 5 1

Io montalbaniano e camilleriano DOC a mio malgrado esprimo questa mia opinione: il libro è come al solito bello, ben scritto, intelligente e coinvolgente, ma NON mi è piaciuto. Camilleri qui sfoga la sua rabbia per come l'Italia stia andando in malora, ma questo non giova al libro. Ovvero abbiamo il solito grande Montalbano (anche se colpito da un decadimento fisico inaspettato) alle prese con una delle sue storie più nere, la grande capacità narrativa di Camilleri, i soliti grandi personaggi, ma questo tuffo nell'attualità (il G8, Napoli, la Cozzi-Pini! ecc...) e le miserie italiane, invece che dare una marcia in più al libro lo appiattiscono. Montalbano vive a Vigata, paese inventato e summa di tutti i paesi siciliani, e personaggio di fantasia doveva restare. Camilleri ha ragione in tutto, ma questa volta l'attualità ammazza la fantasia e questo non doveva succedere.

Il giro di boa

Umberto Palmiero - 15/04/2003 16:58

voto 5 su 5 5

Grandissimo Camilleri, il libro e' semplicemente un capolavoro. Si legge tutto d'un fiato e ci sono molteplici novita'. Chiude il ristorante preferito di Montalbano, il playboy Mimi Augello diventa niente meno ...geloso della sua Beba, ma la cosa che mi ha lasciato senza fiato e' il mitico Catarella che riesce a far diventare un tale Sozio Melato in Ponzio Pilato....e Montalbano con la ''raggia'' che gli ''acchiana'' in tutto il corpo gli chiede di riferire a Ponzio Pilato che lui e' con Caifa al Sinedrio! Ok dottori! Mitica la simpatia di Camilleri. Un autore completo.

Il giro di boa

Anonimo - 07/04/2003 15:02

voto 4 su 5 4

non è il solito Montalbano ma si tratta sempre di Camilleri. Bravo come al solito, più radicato al momento. Un bel libro, anche se amaro..

Il giro di boa

antonino - 06/04/2003 22:02

voto 5 su 5 5

Camilleri è semplicemente un grande! Il libro è bellissimo, va giù veramente tutto d'un fiato. E poi è uno di sinistra, il che di questi tempi non guasta: grande la trovata della legge Cozzi - Pini per sfottere la Bossi - Fini... Che tristezza l'Italia di oggi, sebra voler dire Montalbano! Mille anni di lunga vita a Camilleri!!!!

Il giro di boa

Stefano - 02/04/2003 12:53

voto 4 su 5 4

Il mondo di Montalbano sembra crollare e lui, il grande ''commissario'', sembra non resistere al peso che grava sulle sue spalle. Montalbano è un ''uomo'' e questo è il pregio di Camilleri, aver creato un personaggio che, prima di tutto, è un uomo: con le sue certezze ma anche i suoi dubbi, con la sua forza ma anche le sue debolezze. In questo libro c'è tutto questo e quando le fondamenta cominciano a cedere, si riesce a sentire la paura di un uomo di fronte al proprio mondo che sta crollando; dov'è la giustizia, qual'è il bene? Dov'è l'ingiustizia, qual'è il male? E'un libro del nostro tempo, è un libro che ci obbliga a pensare e dubitare del nostro mondo, in cui la democrazia si ''esporta'' con un'assurda guerra preventiva, in cui è lecito colpire chi è diverso o la pensa diversamente da te. Ma Montalbano è un uomo e, come dovremmo esserlo tutti noi, con la capacità di reagire e dire no! E lui, dopo aver toccato il fondo riesce a riconoscere e seguire una piccola luce, sufficiente per reagire e, proprio perchè è un uomo, lo fà. Un grande libro scritto da un grande autore che dimostra un grande impegno.

Il giro di boa

Giuseppe Riccardo Festa - 31/03/2003 17:02

voto 5 su 5 5

Il libro è amaro, molto più amaro del solito. Il suo tono generale fa pensare alla reazione di Caponetto dopo l'assassinio del giudice Borsellino e della sua scorta: Camilleri ha perso la fiducia, e Montalbano con lui. Così, anche Montalbano è insolitamente violento, di una violenza che fa pensare ad una rabbiosa voglia di giustizia privata, per compensare quella legale che viene calpestata proprio da coloro che dovrebbero farsene paladini. Come se non bastasse il senso di frustrazione morale, i malori di Montalbano, il suo decadere fisico e, perché no, la chiusura del suo ristorante preferito, sembrano preludere ad una fine imminente del ciclo. Speriamo di no.

Il giro di boa

Anonimo - 26/03/2003 13:25

voto 4 su 5 4

E' il solito Camilleri, bravissimo, che si legge in un fiato, ma...... questa volta è stato troppo bravo. Il traffico di minori è già di per se un argomento che fa star male anche quando è asettico. Quando poi aggiungi la descrizione di sguardi imploranti, di labbra che sanguinano perchè si preferisce morderle piuttosto che gridare...bhè, il mio cuore di mamma mi ha fatto chiuderer gli occhi più di una volta per respirare forte e andare avanti....

Il giro di boa

Anonimo - 25/03/2003 11:02

voto 5 su 5 5

Il libro è il ''testamento politico'' di Camilleri, in linea con il suo recente impegno pubblico. Montalbano si confronta con i fatti e gli avvenimenti di oggi, li vive e li soffre. Per i suoi ''forti'' contenuti di attualità ritengo che non vedremo mai ''Il giro di boa'' in televisione, in questa televisione. Camilleri questo lo sa. Sembra di cogliere, nel linguaggio del commissario, più dialettale del solito, anche le ragioni per le quali lo scrittore non vuole che il Suo lavoro venga trasmesso. Forse, le ragioni sono legate alla demente idea di regionalizzare la televisione pubblica. All'idea, di per sé positiva se non avesse un velato risvolto razzista o quanto meno un tentativo di divisione culturale, di portare sugli schermi un commissario del nord, magari biondo e con gli occhi azzurri.

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