Mondadori Store

Trova Mondadori Store

Benvenuto
Accedi o registrati

lista preferiti

Per utilizzare la funzione prodotti desiderati devi accedere o registrarti

Vai al carrello
 prodotti nel carrello

Totale  articoli

0,00 € IVA Inclusa

Il piatto piange
Il piatto piange

Il piatto piange

by Piero Chiara
pubblicato da Mondadori

Prezzo:
9,00 6,75
Risparmio:
2,25 -25 %
mondadori card 14 punti carta PAYBACK
Disponibilità immediata - pochi pezzi a magazzino.
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24 €.
Ordina ora per riceverlo mercoledì 25 gennaio.  (Scopri come).

Descrizione

Con "Il piatto piange" fa la sua comparsa nella letteratura italiana un piccolo paese di frontiera, Luino, con il suo profumo di lago e di boschi, con la sua umanità truffaldina, fatta di giocatori, di piccoli ladri, di prostitute e di funzionari dello stato fascista. Il romanzo è infatti ambientato negli anni '30, e la Luino di Chiara è rappresentativa dell'atmosfera - fatta di apparente rispettabilità e di reale inquietudine e irregolarità - delle città di provincia dell'Italia di allora. Protagonisti, annoiati e grotteschi, del romanzo sono un gruppo di giovani, che passano il loro tempo tra il gioco d'azzardo e le case d'appuntamento, fra gli uffici e i boschi attorno alla cittadina, ombrosi e accoglienti. Persone modeste, che, incapaci di evadere dal loro paese di origine, sfuggono così alla retorica altisonante dell'epoca, ma che sono destinate ad affrontare in modo più o meno tragico nel corso della seconda guerra mondiale eventi più grandi di loro.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Mondadori

Collana Oscar classici moderni

Formato Tascabile

Pubblicato  01/01/1986

Pagine  240

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804307877


Curatore M. Bonfantini

2 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
Scrivi una recensione
5 star
1
4 star
1
3 star
0
2 star
0
1 star
0
Il piatto piange

LUIGI LIVERINO - 23/07/2007 01:38

voto 5 su 5 5

Un libro formidabile. Ambientazioni, personaggi e avventure: tutto è descritto in modo impareggiabile dal grandissimo Chiara. E' uno di quei pochi romanzi le cui pagine si vorrebbe non finissero mai...

Il piatto piange

Renzo Montagnoli - 15/03/2007 11:56

voto 4 su 5 4

Sono trascorsi ormai oltre 40 anni dall'uscita di questo romanzo (era il 1962) e in quest'arco di tempo ho avuto l'occasione di leggerlo più volte, ritraendone sempre un gradimento crescente. E' stata la prima fatica, nella narrativa, di Piero Chiara, a cui ne seguirono diverse altre dall'esito egualmente fortunato (La spartizione, 1964; Il balordo, 1967, con cui vinse Il Bagutta; Il Pretore di Cuvio, 1973; La stanza del vescovo, 1976; Il cappotto di astrakan, 1978; Vedrò Singapore ?, 1981). Benché abbia letto tutti questi romanzi, apprezzandoli, Il piatto piange mi è rimasto dentro con un'emozione che si rinnova a ogni lettura. Non so spiegarmene esattamente il motivo, ma penso che a questa mia preferenza non poco contribuisca l'aver scoperto tanti anni fa come sia possibile scrivere di eventi, del tutto normali, in modo semplice, ma efficace. Sì, perché lo stile di Piero Chiara è del tutto particolare, nel senso che, senza ricorrere a magistrali descrizioni, ha un'immediatezza che consente al lettore di vedere trasformarsi le parole in immagini. Un pregio, quindi, rilevante che, unito all'originalità delle trame, ha decretato il successo di questo grande scrittore che ha visto poi molte delle sue opere trasposte sul grande schermo. In questo senso, Il piatto piange assume caratteristiche proprie del neorealismo, con un'ambientazione della vita di paese, nell'arco fra le due guerre, di rilevante interesse, non solo letterario, ma anche sociologico. E' un mondo chiuso, quasi addormentato, dove la vita scorre ancor più monotona per effetto del regime fascista che tende a impedire ogni novità. In quest'atmosfera di un ozio quasi logorante, gli accaniti giocatori di poker o chemin de fer trovano nelle carte un'evasione quasi surreale, una forma di innocua primordiale ribellione. Gli unici eventi, quindi, che si staccano dal grigiore quotidiano sono le interminabili partite, con i lazzi nei confronti dei perdenti, oppure le avventure boccaccesche, anche queste una sorta di gioco per rivendicare la propria essenza di uomini fondamentalmente liberi. In un clima ovattato, fra le montagne e il lago, si delineano, più che una serie di storie, una varietà di personaggi, ognuno con pregi e difetti, ma soprattutto con caratteristiche del tutto proprie. Troviamo così il biscazziere Sberzi, disposto perfino a giocare se stesso, Mammarosa, la tenutaria del bordello del paese, descritta con senso di tenerezza come una delle istituzioni del luogo, l'anonimo Camola, se pur nell'intimo misterioso, e il tombeur des femmes Tolini. E' tutto un mondo proprio di un'epoca e che verrà spazzato via dalla seconda guerra mondiale e dalla Resistenza, tanto che i due personaggi più tipici e anche più forti, il Camola e il Tolini, moriranno in circostanze diverse, ma in seguito a una zuffa con i tedeschi. Assicuro che leggere queste pagine è di un'estrema piacevolezza, quasi a riscoprire una diversa civiltà, ora perduta, una sorta di archeologia letteraria che Piero Chiara ha saputo e voluto farci conoscere.

Accedi o Registrati  per aggiungere una recensione

usa questo box per dare una valutazione all'articolo: leggi le linee guida
torna su Torna in cima