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Il segno dei quattro
Il segno dei quattro

Il segno dei quattro

by Arthur Conan Doyle
pubblicato da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

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Descrizione

Ciascuno deve fare i conti, da solo, con la bravura di Sherlock Holmes: soprattutto il lettore, più volte tentato e speranzoso di coglierlo in errore. Non accade mai, anche se Conan Doyle pare voglioso, talvolta, di mettere nei pasticci più complicati il suo protagonista. Ma, evidentemente, un eroe di racconto, un eroe inventato, riesce a plagiare persino chi lo ha messo al mondo. E accaduto a Pinocchio, è accaduto a Holmes, principe di tutte le investigazioni possibili.

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli classici » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Bur Biblioteca Univ. Rizzoli

Collana I grandi romanzi

Formato Tascabile

Pubblicato 14/05/2002

Pagine 168

Lingua Italiano

Titolo Originale The Sign of Four

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788817058254

1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Il segno dei quattro anicka.pasi

Anicka Pasi - 23/05/2013 12:10

voto 5 su 5 5

Secondo romanzo di Conand Doyle in cui compare Sherlock Holmes (e il fido Watson, ovvio). Commissionato a Conan Doyle dal direttore del Lippincott's Monthly Magazine, durante una cena al Langham Hotel nel 1889. Alla cena partecipò anche Oscar Wilde che contribuì al numero di Luglio 1890 della rivista con il suo Ritratto di Dorian Gray . Curiosità: questa rivista, venduta allora per uno scellino, vale oggi diverse migliaia di dollari il pezzo ed è rarissima. Ma veniamo al caso: Holmes e Watson perdono amabilmente tempo al 221B di Baker Street Holmes, nello specifico, si inietta cocaina in vena (soluzione al 7%) perché si annoia. Watson brontola (è un salutista) ma Holmes già dal secondo libro ha iniziato ad ignorarlo sistematicamente, benché ogni tanto se ne esca con: Il mio prezioso collaboratore Watson, probabilmente per tenerlo buono o, visto che il resoconto lo scrive Watson, è unaggiunta del Dottore per farsi bello agli occhi del lettore, visto che la sua figura è utile alleconomia della storia come un dito in un occhio. Holmes infatti si ricorda che il buon dottore esiste solo quando cerca la rivoltella, praticamente come fa Dylan Dog con Groucho. Comunque: compare una graziosa fanciulla con un mistero da risolvere. Watson inizia a farle il filo appena la signorina oltrepassa la soglia di casa tanto che alla fine della storia la sposa anche. Il caso è celeberrimo: il padre della signorina, ufficiale ritornato anni prima dallIndia, è scomparso. Dal giorno della sua scomparsa, Mary (la futura Signora Watson) riceve ogni anno unenorme perla da ignoti. Inoltre ha ricevuto un misterioso invito per incontrarsi con chi può (forse) fare luce sulla scomparsa di suo padre. Come da copione, bat-segnale: Holmes e Watson si attivano (più che altro Holmes, Watson ha altro per la testa) e dopo indagini che ci riportano indietro nel tempo sino allAmmutinamento Indiano dei Sepoys, un inseguimento lungo il Tamigi tipo CSI Miami con rocambolesca cattura del cattivo, si giunge alla soluzione del caso. Segue proposta di matrimonio di Watson e (supponiamo) suo trasloco dal 221 B di Baker Street a dio sa dove insieme alla bella Mary. Sipario. Premio speciale al cane Toby, segugio infallibile. Fossi in Holmes scaricherei il Dottore e mi metterei in casa il botolo: mangia meno, non fa il filo alle clienti ed ha buon fiuto. Basta appendergli la pistola al collare e voilà, "Holmes & Toby", successo garantito. Decisamente più dazione rispetto allo Studio in Rosso e molto esotico vista lambientazione indiana di parte della storia

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