Mondadori Store

Trova Mondadori Store

Benvenuto
Accedi o registrati

lista preferiti

Per utilizzare la funzione prodotti desiderati devi accedere o registrarti

Vai al carrello
 prodotti nel carrello

Totale  articoli

0,00 € IVA Inclusa

Jezabel
Jezabel

Jezabel

by Irene Némirovsky
pubblicato da Adelphi

Prezzo:
17,00 14,45
Risparmio:
2,55 -15 %
mondadori card 29 punti carta PAYBACK
Disponibile.
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24 €.
Ordina ora per riceverlo martedì 4 aprile.  (Scopri come).

Descrizione

Quando fa il suo ingresso nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni più sordido dettaglio di quello che promette di essere l'affaire più succulento di quanti il bel mondo parigino abbia visto da anni. E ancora molto, molto bella, Gladys Eysenach: il tempo sembra averla "sfiorata come a malincuore, con mano cauta e gentile", quasi si fosse limitato ad accarezzarla teneramente, e le donne presenti nell'aula si sussurrano con invidia i nomi dei suoi innumerevoli amanti. Ma pochi giorni dopo, allorché vengono pronunciate le arringhe, tutta la sua bellezza pare averla abbandonata, e Gladys è ormai soltanto una donna vecchia e sfinita, che a mani giunte supplica i giudici di infliggerle la pena che merita. La condanna sarà lieve, invece, solo cinque anni: il movente passionale ha fatto sì che le venissero concesse le attenuanti previste dalla legge. Ma qual è la verità - quella verità che Gladys Eysenach ha cercato ad ogni costo di occultare? Capace come pochi altri scrittori di scavare nel cuore femminile con implacabile, chirurgica precisione, Irène Némirovsky ci svela a poco a poco il segreto di questa donna che ha desiderato più di ogni altra cosa di rimanere immutabilmente bella, di essere amata per sempre - e che per questo è arrivata a uccidere.

La nostra recensione

"Una donna entrò nella gabbia degli imputati. Nonostante il pallore, nonostante l'aria stanca e stravolta, era ancora bella; solo le palpebre, di forma squisita, erano sciupate dalle lacrime e la bocca aveva una piega amara, ma la donna sembrava giovane. I capelli erano nascosti dal cappello nero". Siamo nella Parigi degli anni Trenta, in un'aula di tribunale, in un "giorno d'estate freddo e scialbo". Gladys Eysenach è una donna di grande bellezza e fascino, che il tempo sembra "aver sfiorato a malincuore, con mano cauta e gentile". Sembra impossibile, eppure ha ucciso un uomo, Bernard Martin, un ventenne squattrinato, considerato dall'accusa il suo giovanissimo amante. Gladys non nega di aver ammazzato il ragazzo e non chiede alla corte né pietà né clemenza. Ammette ogni responsabilità e si dispera. Uno dopo l'altro sfilano a deporre i testimoni che hanno conosciuto Gladys (il conte Aldo Monti, suo amante ufficiale, la sua cameriera, un'amica, lo zio). E dalle loro parole emerge il ritratto di una donna vacua e superficiale, frivola e ossessionata dalla paura di invecchiare, che trova in viaggi, denaro, gioielli e amanti la compensazione a un desolante vuoto interiore. Pallida e spettrale, Gladys evoca la figura di Jezabel che Racine descrive in Athalie: lontana e inaccessibile perché neppure il dolore ne aveva "smorzato la fierezza". "Gladys era circondata da uomini innamorati", scrive Irène Némirovsky. "A giuramenti, suppliche, lacrime era assuefatta come l'alcolizzato lo è al vino; non le bastavano mai, ma il loro dolce veleno le era necessario come l'unico alimento che potesse tenerla in vita. Non se lo nascondeva. Pensava che una donna non è mai sazia, che è un piccolo animale infaticabile, che un ambizioso può stancarsi degli onori e un avaro dell'oro, ma una donna non rinuncerà mai al suo mestiere di donna". La condanna è lieve, solo cinque anni per le attenuanti del delitto passionale. Ma dopo che il pubblico esce compatto dall'aula di tribunale, inizia la rievocazione della vita di Gladys, e la ricerca della verità che si nasconde dietro l'omicidio. Una verità feroce e inconfessabile che Gladys ha cercato in tutti i modi di occultare. Jezabel è un romanzo di Iréne Némirovsky uscito nel 1936 e ritrovato recentemente da una delle due figlie di Irène, Denise. Un romanzo che, dopo il successo di "Suite francese", aggiunge un altro tassello alla riscoperta della grande scrittrice ebrea franco-russa, vero e proprio caso letterario di ritorno. Jezabel, di cui si erano perse le tracce, era stato in realtà tenuto per anni nella cassaforte dalla madre di Irène, Fanny, sopravvissuta alla figlia e morta ultracentenaria nel 1989. Madre e figlia ebbero sempre un rapporto tempestoso. Tanto che in Gladys Eysenach e nel suo mondo vacuo Irène Némirovsky aveva voluto rappresentare la figura materna: una donna mondana e superficiale, bella e distaccata che rimproverava alla figlia le ragioni del proprio invecchiare, fino ad arrivare a un vero e proprio odio nei suoi confronti. Il destino della figlia di Gladys, nel romanzo, è doloroso. Come del resto quello della stessa Nemirovsky, morta a 39 anni nel campo di concentramento di Auschwitz, dove era stata deportata. Ma salvata e richiamata in vita, infine, dalle due figlie Denise e Elizabeth, che si sono dedicate anima e corpo alla sua postuma riscoperta letteraria. Storie di donne, quindi, di amore e di odio. Storie universali descritte con uno stile asciutto e implacabile che rende ogni romanzo di Irène Némirovsky un capolavoro. -Benedetta Marietti-

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Classici stranieri

Editore Adelphi

Collana Biblioteca Adelphi

Formato Brossura

Pubblicato  01/01/2007

Pagine  194

Lingua Italiano

Titolo Originale Jézabel

Lingua Originale Russo

Isbn o codice id 9788845921476


Traduttore L. Frausin Guarino

5 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
Scrivi una recensione
5 star
1
4 star
1
3 star
1
2 star
1
1 star
1
Jezabel

Anonimo - 30/08/2011 10:54

voto 3 su 5 3

Carino, ma un po' troppo ripetitivo.

Jezabel

Anonimo - 07/09/2008 12:43

voto 2 su 5 2

Scritto con prosa ''voluttuosa'' e ottocentesca ma , pur nell'esasperazione del terrore della perdita della bellezza nelle donne la cui gioventù è stata trionfante e che, nella maturità, non riescono a trovare compensazioni, può rappresentare un insegnamento proprio per le donne la cui bellezza non dovrebbe rappresentare l'unico dono delle fate.

Jezabel

Anonimo - 05/12/2007 12:50

voto 4 su 5 4

L'ossessione della vecchiaia, ma non l'ossessione della morte quasi cercata prima che la vecchiaia diventi palese a tutti. Ma il vero problema è la solitudine cui vuole sfuggire con l'imprescindibile bisogno di essere amata, ma non necessariamente di amare. Si ribalta quello che troviamo in Proust cioè amare per il solo piacere di amare senza la necessità di essere ricambiati. Jezebel non ama perchè è solo nell'essere amata che trova la prova del proprio esistere ed esprime il suo desiderio di potenza. Forse un suicidio sarebbe stato il modo migliore per uscire di scena.

Jezabel

alina - 19/11/2007 11:10

voto 1 su 5 1

Non mi è proprio piaciuto. Ben scritto certamente, ma ho trovato che l'ossesione della vecchiaia fosse veramente esagerata. In più era parecchio scontato. Non lo consiglierei a nessuno.

Jezabel

cristina - 29/04/2007 23:03

voto 5 su 5 5

bellissimo del resto la nemirovsky ci aveva abituato alla sua scrittura che ti cattura dall'inizo alla fine l'ho letto in fiato..la paura d'invecchiare l'amore l'odio la perdizione la sofferenza tutti mescolati in un libro meraviglioso da leggere e rileggere

Accedi o Registrati  per aggiungere una recensione

usa questo box per dare una valutazione all'articolo: leggi le linee guida
torna su Torna in cima