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L'amore graffia il mondo
L'amore graffia il mondo

L'amore graffia il mondo

by Ugo Riccarelli
pubblicato da Mondadori

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Descrizione

E' come se portasse il destino nel nome, Signorina: suo padre, capostazione in un piccolo paese di provincia, l'ha chiamata così ispirandosi al soprannome di una locomotiva di straordinaria eleganza. E creare eleganza, grazia, bellezza è il suo talento. Un giorno dal treno sbuca un omino con gli occhi a mandorla e, con pochi semplici gesti, crea un vestitino di carta per la sua bambola. L'omino scompare, ma le lascia un dono, un dono che lei scoprirà di possedere solo quando una sarta assisterà a una delle sue creazioni. Potrebbe essere l'atto di nascita di una grande stilista, ma ci sono il fascismo, la povertà e gli scontri in famiglia, le responsabilità, i divieti e poi la guerra... e Signorina poco a poco rinuncia a parti di se stessa, a desideri e aspirazioni, soffocando anche la propria femminilità, con una generosità istintiva e assoluta. E quando infine anche lei, quasi all'improvviso, si scopre donna e conosce l'amore, il sogno dura comunque troppo poco, sopraffatto da nuovi doveri e nuove fatiche, e dalla prova più difficile: un figlio nato troppo presto e nato malato, costretto a "succhiare aria" intorno a sé come un ciclista in salita. Nonostante i binari della ferrovia siano ormai lontani e la giovinezza lasci il posto a una maturità venata di nostalgia, ancora una volta Signorina sfodera il suo coraggio e la sua determinazione al bene e lotta per far nascere suo figlio una seconda volta, forte e capace di respirare da solo.

La nostra recensione

Porta il nome di una locomotiva a vapore dalle linee aggraziate in funzione nei primi anni del secolo scorso, e in sé coltiva un'aspirazione, frenata però da un carattere votato al sacrificio che le sottrae ogni illusione e ruba la vita a questa donna che lotta per tenere il dolore lontano dalla sua famiglia. Una saga famigliare in cui le vicende personali si intrecciano alle pagine più crudeli e amare dell'Italia del Novecento, ma restituiscono a Signorina lampi di desiderio, attenuati solo dal peso di una responsabilità cui obbedire senza soccombere. Una protagonista fragile e coraggiosa anche nel vivere l'amore che la travolge e le affida un figlio malato, per il quale inizia una nuova estenuante ricerca della felicità e per il quale avrebbe lottato e pianto, affinché fosse vivo e uscisse fuori nel mondo a mostrare cosa era capace di fare il suo amore. E per amore si possono anche rinnegare il proprio talento e la propria vocazione, barattandoli per un po' di ordinaria serenità. Ugo Riccarelli era uno scrittore delicato ed elegante, la cui prosa alterna slanci fantastici a tocchi di acre realismo, mirabilmente fusi in parole che scorrono tranquille, senza scosse apparenti. Ed è proprio in questa quiete drammatica che le vicende di Signorina e della sua famiglia (efficaci e potenti i ritratti del padre Delmo e della sorellastra Ada) trovano la luce che rischiara o abbaglia, una linfa che alimenta e che, a volte, distrugge. Signorina non sceglie mai, c'è sempre qualcuno o qualcosa che indirizza la sua vita, eppure la sua tenacia e la sua determinazione, e forse anche la sua umile generosità, fanno sembrare che sia sempre sua la mano che traccia il suo destino.
Antonio Strepparola

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Mondadori

Collana Scrittori italiani e stranieri

Formato Rilegato

Pubblicato 23/10/2012

Pagine 219

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804616276

1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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L'amore graffia il mondo monicaspicciani

Monica Spicciani - 20/05/2013 17:07

voto 4 su 5 4

Con il passare del tempo non ci sarà più nessuno che scriverà come Riccarelli. Questo suo modo toscano e contadino di dire le cose, adottato soprattutto nella prima parte del libro, accompagnato ad una delicatezza e proprietà linguistiche, non sarà ovviamente più adottato dalle nuove generazioni di scrittori. Il suo raccontare mi riporta alle radici che non ho nè vissuto nè udito ma che sono dentro di me perchè passatemi nel DNA dai miei avi, leggere queste pagine è come tornare a casa, una casa dove ritrovo i bisnonni mai conosciuti e i nonni con i loro racconti dei tempi che furono. Riccarelli è riuscito a farmi piangere come una bimba quando ha descritto la morte del povero Milio, il maiale "domestico" adottato dai ragazzini del quartiere, ha scritto questo passaggio così bene che anche adesso a ripensarci mi viene un nodo in gola. "L'amore graffia il mondo" è un romanzo nel vero senso del termine, menzogne che potrebbero benissimo essere la realtà di tanti, scritte con maestria non comune. Senza compiacimento o linguaggio troppo alto, tuttavia mai sciatto, la storia scorre dolcemente ed ha il sapore di un racconto fatto a veglia. Ha il sapore dei ricordi comuni a tanti,ricordi che una madre o una nonna possono raccontare ad una figlia o una nipote. In alcuni passaggi è anche ironico. Più bilanciato de "Il dolore perfetto" dove di spazio per l'ironia non ce ne era. In questo romanzo accanto alla serietà e drammaticità troviamo in alcune parti anche una leggerezza che lo rende molto scorrevole, facendo passare il lettore dalla lacrima al sorriso. Volendo dividere il libro in due parti devo dire che la seconda mi è piaciuta meno di quella iniziale, forse perché all'inizio si spera in una felicità che mai non viene, la vita di Signorina (la protagonista) si snoda fra un impiccio e un altro, non c'è serenità che duri, una lotta continua ora con i soldi ora con la malattia che la tengono lontana tutta la vita dal suo amore per la bellezza e per il suo lavoro. Da Riccarelli non mi aspettavo certo una storia allegra, anche in questo romanzo, nonostante qualche sorriso, la tristezza la fa da padrona. Come accennato lo svolgimento della storia non ha mantenuto le aspettative che mi ero fatta nei primi capitoli. Si tratta tuttavia di un bel libro, più leggero da leggere de "Il dolore perfetto" ma a mio parere meno bello. Proprio nella seconda parte da me meno apprezzata ho avuto la sensazione di una minestra riscaldata, all'inizio rimani stupita da quanto è buona e poi più la riscaldi e più la mangi perde sapore, alla fine ti sei abituata talmente tanto al gusto che non ci fai più caso. Per quanto alcuni passaggi mi abbiano commossa per colpa del DNA, per quanto Riccarelli sia bravo, per quanto gli argomenti toccati siano profondi, avverto una sorta di superficialità che lascia questo libro nella schiera dei bei romanzi senza elevarlo a qualcosa di più. Citazioni: "Passò la mano sulla tovaglia come a lisciare non tanto lino quanto l'amarezza che gli serrava la gola" "Si fermò e lentamente si voltò guardare, a vedere il lampo giallo e rosso che urlando inutilmente nell'aria il suo verso lo centrò in pieno, togliendogli la fame, la solitudine e la vita" "Le sembrò d'aver quasi commesso un sacrilegio, che non è bene essere più bravi dei maestri e mettersi troppo in mostra, specie se si è ospiti novelli, e accolti come apprendisti, e parenti di una sciagurata come l'Ada"

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