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L'isola
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L'isola

by Sandor Marai
pubblicato da Adelphi

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Descrizione

Se il professor Victor Henrik Askenasi, proveniente da Parigi e diretto in Grecia, ha deciso di fermarsi a Dubrovnik (che negli anni Trenta si chiama ancora Ragusa), è forse perché - non diversamente dal Giacomo Casanova della "Recita di Bolzano", né da tanti altri personaggi di Marai - è lì che ha un appuntamento con il destino. Perché lì, forse, troverà la risposta alla domanda che da sempre lo tormenta - quella che lo ha spinto, alcuni mesi prima, a lasciare sua moglie, i suoi studi e la sua cattedra di greco antico, e ad andare a vivere con una equivoca ballerina russa. Situazione banale, in apparenza, sebbene altamente 'sconveniente', come amici e colleghi l'hanno giudicata: un maturo signore si innamora di una donna giovane e attraente. E invece no: alla turbinosa Eliz, come a tutte le donne che ha incontrato nella sua vita, Askenasi non ha fatto altro che chiedere quella risposta. Ma nemmeno lei, pur nella sua solare sensualità, nella sua generosa impudicizia, ha saputo dargliela: Eliz non era la meta, poteva soltanto mostrargli la strada. Adesso, in un pomeriggio di maggio eccezionalmente caldo, allorché decide di andare a bussare alla porta della sconosciuta che gli ha rivolto uno sguardo provocante chiedendo la chiave della sua stanza a voce appena troppo alta, Askenasi sente che la risposta è vicina, che è infine arrivato il momento di oltrepassare quel limite al di là del quale forse c'è l'oscurità del crimine e della follia - o forse la verità.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Adelphi

Collana Biblioteca Adelphi

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2007

Pagine 174

Lingua Italiano

Titolo Originale A sziget

Lingua Originale Ungherese

Isbn o codice id 9788845921834

Traduttore Laura Sgarioto

1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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L'isola

Gian Paolo Grattarola - 27/09/2007 20:20

voto 4 su 5 4

Ci sono personaggi della letteratura di tutti i tempi che hanno impresso la loro vicenda nella nostra memoria come un sigillo indelebile, e che finiremo per portare dentro di noi per sempre. Ebbene Vicktor Henrik Askenasi, emerito professore di greco a Parigi, si inserisce di diritto tra questa folta schiera. Di questo personaggio contraddistinto da un’afflizione intensa e palpitante, sono certo che conserveremo a lungo il ricordo. In questo libro scritto nel 1934 e recentemente pubblicato in Italia da Adelphi Sandor Marai , non privo della sua riconoscibilissima cifra linguistica, spoglia il mondo dalle sue tinte consolatorie avvolgendo il lettore in un sentimento di desolazione ineluttabile. In quello stesso stato d’animo in cui precipitò il grande scrittore ungherese negli anni ’30 del secolo scorso, allorché dinanzi all’ offensiva ottusa e volgare dei nuovi regimi dittatoriali, gettò con le sue opere una luce di impressionante preveggenza sull’implosione della civiltà liberale ed umanistica a cui la società borghese sarebbe andata incontro di lì a poco. Si tratta infatti di un romanzo rivolto ai palati forti, ossia a quei lettori che amano inoltrarsi senza fretta e senza rassicurazioni negli azzardi, in regioni troppo impraticabili dello spirito, negli sprofondi di una storia inquietante. Concepito con intelligenza e scritto come sempre in modo elegante, questo libro ha il suo migliore pregio nella capacità di indagare e di condurci ad un passo dal baratro dell’animo umano, di cui l’autore si rivela ancora una volta un profondo conoscitore soprattutto nei suoi aspetti più tragici e dolorosi. Sandor Marai si interroga in questo romanzo sul senso compiuto della vita, che il professore Askenasi invano ricercherà ossessivamente per tutta la vita nelle pieghe dei libri, nella rassicurante stabilità famigliare, nei piaceri del sesso e perfino nel delirio omicida, trasfigurando la propria esistenza nell’implacabile lucidità di un incubo. Gian Paolo Grattarola 02.09.2007

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