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L'origine. Wild Cards. 1.
L'origine. Wild Cards. 1.

L'origine. Wild Cards. 1.


pubblicato da Mondadori

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Descrizione

New York, 1946. Nell'immediato dopoguerra la città è fatta oggetto di un esperimento batteriologico alieno: i takisiani hanno sviluppato una potente arma biologica, il virus wild card, in grado di mutare il DNA di chi vi entra in contatto, e hanno deciso di testarlo sui terrestri, geneticamente identici a loro. L'impatto sulla popolazione newyorkese, e poi in tutto il mondo, è devastante; due sono le possibilità per chi viene contagiato: la trasformazione e la morte. E non è detto che la morte sia la peggiore... La grande maggioranza degli infettati, infatti, subisce mutazioni genetiche letali. Ancora più tremenda è però la sorte dei joker, deformati orribilmente ma ancora vivi. Solo pochi si trasformano nei cosiddetti assi e ottengono superpoteri. Alcune di queste facoltà sono inutili o ridicole, come far levitare le monetine o cambiare colore della pelle; altre sono dei veri e propri doni da supereroe. Ma non tutti, in particolare tra i nat, i non contagiati, apprezzano i superpoteri. E così per joker e assi l'esistenza diventa una dura lotta... Racconti di: Edward Bryant, Michael Casutt, Leanne C. Harper, Stephen Leigh, Davide D. Devine, George R. R. Martin, Victor Milan, John J. Miller, Lewis Shiner, Melinda M. Snodgrass, Carrie Vaughn, Howard Waldrop, Walter Jon Williams, Roger Zelazny.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Fantascienza » Racconti e antologie letterarie , Fantasy Horror e Gothic » Fantascienza

Editore Mondadori

Collana Oscar bestsellers

Formato Tascabile

Pubblicato  24/06/2013

Pagine  483

Lingua Italiano

Titolo Originale Wild Cards 1

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788804630821


Traduttore R. Bentsik  -  Anna Benucci Serva

Curatore G. R. R. Martin

3 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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L'origine. Wild Cards. 1. morellini.maico

Morellini Maico - 23/10/2013 17:37

voto 3 su 5 3

Wild Cards (il primo volume della saga, questo per intenderci, uscì nel 1987) nasce da una lunga campagna di SuperWorld, ambientazione superoica basate sulle regole di Rolmaster, condotta dallo stesso Martin e il motore narrativo della raccolta di racconti è piuttosto interessante. E il 1946 quando unastronave aliena si avvicina alla Terra con un obiettivo ben preciso: utilizzare lintero pianeta come laboratorio per sperimentare gli effetti di un virus mutageno che gli stessi takisiani (questo è il nome della razza aliena) intendono impiegare per la perenne guerra che anima il loro mondo natale. Il virus viene scatenato limitatamente alla città di New York e tre sono gli effetti: morte (90% dei casi), tremenda deformazione fisica (9%) o acquisizione di super poteri (1%). La Grande Mela finisce perciò con lospitare i Joker o gli Assi, rispettivamente esseri umani deformati dal virus o veri e proprio super eroi. Limpianto è quello di una solida ucronia con riferimenti storici molto pertinenti (aggiungerei, da lettore non americano, pure troppo) e con una grande attenzione a come lavvento di super uomini può cambiare lassetto geopolitico del mondo intero (il virus, infatti, troverà il modo di infettare anche altre parti del globo). Il paragone con il capolavoro Watcmen (1986,1987) di Alan Moore non può essere ignorato e, come era facile prevedere, il confronto è impietoso: Moore vince su tutta la linea per equilibrio, forza e originalità. Lidea di tanti racconti scritti da penne diverse e ambientati in decenni successivi al 1946 è buona ma le differenze tra gli autori, sia come stile che come profondità narrativa, stridono troppo finendo con lamalgamarsi solo in parte. Se da un lato il desiderio di mantenersi saldamente ancorati alle realtà storiche è molto interessante, dallaltro allontana tutti quei lettori che non hanno ben presente la storia americana dal 1946 a oggi (io sono uno di quelli). Arrivato quasi alla fine il mio giudizio restava piuttosto freddo ma poi, come a volte accade, un colpo di coda ha salvato la raccolta: gli ultimi tre racconti scorrono bene, procedono senza nessuna inibizione e possiedono il giusto equilibrio tra vicende personali e macrotrama complessiva. E sufficiente per convincermi ad acquistare il volume successivo e seguire gli sviluppi del virus Wild Cards? Di sicuro non nellimmediato futuro. Come dicevo è una lettura piuttosto faticosa e, seppure sono lieto di aver esplorato il mondo tratteggiato da Martin e compagni (e vi consiglio di fare altrettanto), per il momento ne ho abbastanza.

L'origine. Wild Cards. 1. morellini.maico

Morellini Maico - 23/10/2013 17:20

voto 3 su 5 3

Prima di recensire questo volume di racconti voglio lanciare un messaggio di speranza a tutti i giocatori di ruolo: Wild Cards è nato proprio in seguito a lunghe sessioni di roleplay a cui George R.R. Martin e il suo gruppo di giocatori/scrittori si sono dedicati per più di un anno (erano i gloriosi anni ottanta). Morale: il gioco di ruolo non è una perdita di tempo e da tutti i personaggi, le situazioni e i mondi creati in ore e ore di pianificazione si può ricavare qualche soldo. Più di qualche soldo a patto di chiamarsi George Martin. Wild Cards (il primo volume della saga, questo per intenderci, uscì nel 1987) nasce da una lunga campagna di SuperWorld, ambientazione superoica basate sulle regole di Rolmaster, condotta dallo stesso Martin e il motore narrativo della raccolta di racconti è piuttosto interessante. E il 1946 quando unastronave aliena si avvicina alla Terra con un obiettivo ben preciso: utilizzare lintero pianeta come laboratorio per sperimentare gli effetti di un virus mutageno che gli stessi takisiani (questo è il nome della razza aliena) intendono impiegare per la perenne guerra che anima il loro mondo natale. Il virus viene scatenato limitatamente alla città di New York e tre sono gli effetti: morte (90% dei casi), tremenda deformazione fisica (9%) o acquisizione di super poteri (1%). La Grande Mela finisce perciò con lospitare i Joker o gli Assi, rispettivamente esseri umani deformati dal virus o veri e proprio super eroi. Limpianto è quello di una solida ucronia con riferimenti storici molto pertinenti (aggiungerei, da lettore non americano, pure troppo) e con una grande attenzione a come lavvento di super uomini può cambiare lassetto geopolitico del mondo intero (il virus, infatti, troverà il modo di infettare anche altre parti del globo). Il paragone con il capolavoro Watcmen (1986,1987) di Alan Moore non può essere ignorato e, come era facile prevedere, il confronto è impietoso: Moore vince su tutta la linea per equilibrio, forza e originalità. Lidea di tanti racconti scritti da penne diverse e ambientati in decenni successivi al 1946 è buona ma le differenze tra gli autori, sia come stile che come profondità narrativa, stridono troppo finendo con lamalgamarsi solo in parte. Se da un lato il desiderio di mantenersi saldamente ancorati alle realtà storiche è molto interessante, dallaltro allontana tutti quei lettori che non hanno ben presente la storia americana dal 1946 a oggi (io sono uno di quelli). Arrivato quasi alla fine il mio giudizio restava piuttosto freddo ma poi, come a volte accade, un colpo di coda ha salvato la raccolta: gli ultimi tre racconti scorrono bene, procedono senza nessuna inibizione e possiedono il giusto equilibrio tra vicende personali e macrotrama complessiva. E sufficiente per convincermi ad acquistare il volume successivo e seguire gli sviluppi del virus Wild Cards? Di sicuro non nellimmediato futuro. Come dicevo è una lettura piuttosto faticosa e, seppure sono lieto di aver esplorato il mondo tratteggiato da Martin e compagni (e vi consiglio di fare altrettanto), per il momento ne ho abbastanza.

L'origine. Wild Cards. 1. vane3000

Vanessa Calvelli - 10/10/2013 14:05

voto 4 su 5 4

E' fantastico!!! Nella sua fantascienza sembra così reale, fa accapponare la pelle!!!

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