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L'ultimo uomo nella torre
L'ultimo uomo nella torre

L'ultimo uomo nella torre

by Aravind Adiga
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

Il romanzo racconta gli ultimi giorni di un palazzo, il Vishram Society, preso di mira da un costruttore intenzionato ad abbatterlo per erigere al suo posto un complesso residenziale extralusso. Nonostante l'iniziale perplessità, poco a poco tutti i condomini si lasciano conquistare dalla generosa offerta di acquisto di Mr Shah e dai suoi "regali": una sapiente miscela di violenza e bustarelle. Tutti tranne uno, Yogesh Anantha Murthy, detto "Masterji", un insegnante in pensione da poco diventato vedovo e che ha perso la figlia spinta giù da un treno dalla calca di pendolari. La ferma resistenza che oppone alle minacce del palazzinaro costerà a Masterji il rispetto dei vicini e, addirittura, l'affetto dell'unico figlio superstite. Eppure, una volta rimasto solo, l'anziano insegnante potrà vedere il mondo che lo circonda con occhi nuovi, come se nel progressivo isolamento riscoprisse un senso di comunione che da tempo aveva perduto. Un intimo sentimento di solidarietà con gli ultimi, con tutti quelli che a Mumbai vengono schiacciati senza pietà negli ingranaggi dello sviluppo edilizio ed economico: manovali, donne di servizio, abitanti dei bassifondi, il mare stesso, aggredito dagli artigli d'asfalto e cemento della metropoli. Perché l'autentica protagonista di questo romanzo dal respiro dickensiano, brulicante di storie, di personaggi, di vita, è proprio Mumbai...

La nostra recensione

Aravind Adiga, Mumbai, ce l'ha negli occhi. Ma non è un semplice sguardo, di quelli che si posano appena in superficie e mostrano i contorni delle cose. Il suo penetra in ogni angolo, in ogni minima crepa, e nelle voragini del Vishram, edificio tanto solido al suo nascere, quando decadente oggi, dopo una lungo percorso. C'è la sua storia al centro de "L'ultimo uomo nella torre" (Einaudi) capolavoro dell'autore de "La tigre bianca", vincitore del Man Booker Prize. Il Vishram è un condomino a due torri, un luogo pieno di regole attaccate e scritte sui fogli, e di esistenze che prendono forme diverse, alcune accartocciate come pagine di giornale, altre scaldate dai colori accesi delle gonne delle ragazze, altre che suonano la notte fino a tardi disturbando il vicinato, altre ancora che sanno di profumo di pane. Tutt'altro che un paradiso. La costruzione è minata dall'incuria, dai monsoni (anche se nessuno crede che potrebbero abbatterla) e dalla mancanza di denaro. Un terreno perfettamente fertile per Shah, l'arricchito costruttore che vuole radere al suolo le torri per sostituirle con lo "Shangai", grande edificio di lusso.Per raggiungere i suoi scopi, Shah porta con sé qualche "regalino" da offrire ai condomini. Le rupie rendono addomesticabili anche i più ostili ma non Masterji, colui che l'Herald ha definito l'eroe perfetto per i nostri tempi antieroici: "Yogesh Murthy, noto come Masterji - scrive Adiga - era stato uno dei primi indú ammessi al Vishram, in considerazione della sua nobile professione e della sua impeccabile condotta. Era magro, baffuto e di altezza media: in termini fisici, un tipico rappresentante della vecchia generazione. Versato nelle lingue (ne parlava sei), generoso in fatto di libri, pedagogo appassionato. Un onore per il suo condominio". Un professore che insegna gratuitamente ai ragazzi, passando il tempo prima delle lezioni con una lettura induista, Il percorso della vita dopo la morte. Sarà lui l'ultimo fronte di resistenza al potere dei costruttori. Lui, che sente quel posto come l'ultimo sottile filo con il passato che gli ha tolto prima la figlia, e poi la moglie. L'autore gioca molto sull'attesa della risposta di Masterji, proponendo continuamente il dilemma etico che regge il romanzo: i soldi sono solo corruzione o aiutano a comprare qualche sogno per le nuove generazioni? Una panoramica sociale sulle caste, sulle dicotomie forti di una società che Adiga conosce fin troppo bene. In mezzo alla sua prosa ricca, al suo incedere che è un continuo fermarsi per dar voce alle minuzie, c'è il sottile confine tra il bene e il male. "Una comunità si riconosce dai lussi cui è in grado di rinunciare", scrive nelle prime pagine del romanzo, come un monito. Il problema è che spesso, più che lusso, è sopravvivenza.
Diletta Parlangeli

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Einaudi

Collana Supercoralli

Formato Rilegato

Pubblicato 28/02/2012

Pagine 441

Lingua Italiano

Titolo Originale Last Man in Tower

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788806205164

Traduttore N. Gobetti

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