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La leggenda di Redenta Tiria
La leggenda di Redenta Tiria

La leggenda di Redenta Tiria

by Salvatore Niffoi
pubblicato da Adelphi

Prezzo:
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Disponibile.
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Descrizione

"Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l'agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune". Al bambino che chiede il perché, la nonna risponde solo che quando la Voce ti chiama tu non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, non si sa da dove, è arrivata in paese "una femmina cieca, con i capelli lucidi come ali di corvo e i piedi scalzi": ha detto di chiamarsi Redenta Tiria, e di essere figlia del sole. Da quel giorno la gente di Abacrasta ha smesso di impiccarsi. Questo il filo che regge la narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia: scrittore rapace, è stato detto, fulmineo nel calarsi a ghermire la preda, e altrettanto nel risalire a dominare gli spazi. E le sue prede sono gli innumerevoli personaggi, o "creature", che descrive con pochi tratti di micidiale incisività, con una sorta di straniata e nera comicità, e insieme con la pietà di chi non è estraneo a ciò di cui parla, anzi ne fa intrinsecamente, visceralmente parte. Il minuscolo paesino di Abacrasta è un caotico e grottesco teatro del mondo, in cui ciascuna delle creature - quelle che finiscono "appese" come quelle che si salvano quando Redenta Tiria riesce a "tagliare la lingua alla Voce" - rappresenta una delle forme possibili che può assumere, nella sua beffarda, stupefacente molteplicità, la condizione umana. Con Niffoi si presenta finalmente un narratore vero, una voce che riconosciamo all'istante come quella, antichissima e vivificante, di uno scrittore di razza: capace di inventare una lingua insieme alta, primigenia e sensuale, ibridata di dialetto in un modo che non è mai futile o meccanico o folkloristico, ma sempre necessario, preciso e forte.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Adelphi

Collana Fabula

Formato Brossura

Pubblicato  01/01/2005

Pagine  161

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788845919725


7 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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La leggenda di Redenta Tiria

Anonimo - 26/11/2007 22:15

voto 5 su 5 5

Veramente una bella storia: originale, accattivante e a tratti comica. Dopo Diavoli di Nuraiò di Soriga, ho scoperto un altro bellissimo libro ''produzione sarda'', riscontrando anche qualche analogia... Leggetelo!!!

La leggenda di Redenta Tiria

alessandro fei - 22/07/2007 16:33

voto 5 su 5 5

Quando si cerca una storia che parli di gente vera, di gente comune, quando siamo stanchi dei ''super'' di turno, in tutti i sensi (super-cattivi, super-seduttori, super-ricchi, super-depressi etc.) che tanto vanno di moda nella narrativa di questi ultimi tempi... ecco quasi per magia questa serie di racconti, ''La leggenda di Redenta Tiria''. Un paesino della Barbagia, con i suoi ritmi, le sue storie, immerso da tempi immemorabili nella contemplazione congelata del suo essere, scandito non dal flusso del tempo ma bensì dal ritmo che il paese stesso si è assegnato, nel quale la morte diventa una Voce inesorabile che ti ordina il suicidio: ma nemmeno nel suicidio ognuno è capace di sublimarsi, di inventare la propria morte. Ci si deve impiccare, quasi si trattasse di un sacrfificio rituale, ad un albero, ''gli uomini con la cintura, le donne con una fune'', quasi che un Destino già scritto da sempre ordinasse ad ognuno perfino il proprio suicidio. E in questo mondo nel quale non avviene nulla di importante da ricordare, nemmeno l'atto di abbandonarlo, dove il male di vivere sembra si acquisisca con il latte materno giunge una figura magica, quasi una Maga Circe che non ha bisogno di vedere perché già conosce i destini di ognuno di noi... ma che non ci illustra quanto sia bello vivere, ma si limita a riportarci in carreggiata, ci spinge verso la contemplazione di noi stessi e ci reimmette nel flusso della vita. ''Se tu non ci fossi nel mondo mancherebbe qualcosa'', sembra dire un attimo prima che qualcuno mediti di andarsene volontariamente. E dall'incontro con lei non si esce diversi, ma semplicemente si impara ad aspettare... perché forse con il gesto supremo avremmo semplicemente obbedito alla nostra hybris, e non al corso della Storia.

La leggenda di Redenta Tiria

Anonimo - 18/08/2006 21:18

voto 4 su 5 4

Veramente un bel libro. Molto particolare ed originale la trama. Notevole personalità dello scrittore che utilizza uno stile tutto suo, senza imitare altri o cercare il consenso (l'utilizzo di frequenti parole dialettali, peraltro prive di traduzione in nota, rappresenta una scelta coraggiosa). Una delle qualità del romanzo è secondo me la sua coralità: non c'è un protagonista (se non il Paese di Abacrasta stesso e, in minor misura, la Voce. Nemmeno Redenta è la protagonista). Gli episodi non seguono un ordine cronologico, la sequenza temporale è scardinata. Proprio perché in fondo non importa chi viene prima e chi dopo. L'unica distinzione che conta è tra le storie che avvengono prima e quelle che avvengono dopo l'arrivo di Redenta, che, in sostanza,rappresenta una sorta di ''anno zero''. E' il primo libro di Niffoi che leggo e spero vivamente che ''La vedova scalza'' sia all'altezza di questo. Lo consiglio vivamente.

La leggenda di Redenta Tiria

Anonimo - 19/04/2006 09:21

voto 5 su 5 5

Il libro più bello che abbia mai letto. Lo stile è sincero ma poetico. Il tema è così attuale che fa riflettere, ma poi si eleva a una speranza superiore che porta una ventata di ottimismo.

La leggenda di Redenta Tiria

valeria - 18/10/2005 16:44

voto 4 su 5 4

Sono abbonata alla rivista VANITY FAIR che ha pubblicato una intervita all'autore di questo libro...essendo sarda non ho esitato all'acquisto...lo consiglio vivamente a tutti perchè oltre ad avere dei risvolti a volte comici fa pensare alla vita e ai suoi intrecci...

La leggenda di Redenta Tiria

Anonimo - 24/07/2005 18:32

voto 2 su 5 2

devo ammettere che non é per niente facile per me recensire quest'opera...infatti i miei nonni sono compaesani di niffoi,pertanto mi risulta estremamente difficile essere obbiettiva in tale contesto!mi dispiace enormemente dare un basso voto al libro, ma voglio essere obbiettiva fino in fondo.premetto che conosco benissimo il paese di niffoi(orani),conosco i suoi straordinari abitanti:gente schietta, dura come le rocce scalfite dal vento e dalla pioggia, gente fiera delle proprie radici, ma allo stesso tempo gente molto ospitale e cortese, sempre pronta ad accoglere il forestiero di turno con il sorriso sulle labbra:insomma..tipica ospitalità barbaricina!perché dico tutto questo?sempice:perché ho riscontrato tante analogie tra i luoghi descritti nel romanzo e il paese di niffoi.la trama e i personaggi non sono affatto male, ma l'intreccio delle vicende é molto confuso:sembra quasi che ci sia un rifiuto da parte dell'autore a seguire un filo logico.La collocazione spazio-temporale dei personaggi risulta molto vaga, confusa e sfumata(mi é sembrato di riscontrare alcuni anacronismi,ma probabilmente si tratta di espedienti letterari voluti dall'autore);la vicenda non ruota attorno al medesimo protagonista e ai medesimi personaggi:si tratta di un insieme di storie e di personaggi, legati da un unico filo conduttore, che é il loro inevitabile destino.inoltre non ho apprezzato particolarmente l'utilizzo di un linguaggio troppo ''rude'', nonostante (e ci tengo a precisarlo)io apprezzo tantissimo il dialetto barbaricino che i miei nonni mi hanno insegnato.per carità, non vi é nulla di male nel cercare di valorizzare la propria cultura,la propria lingua e il proprio dialetto,ma mi aspettavo un linguaggio un pò più....raffinato!spero di non essere stata troppo spietata!

La leggenda di Redenta Tiria

Anonimo - 22/05/2005 20:45

voto 5 su 5 5

Ho sentito la recensione al Tg3 regionale, e mi ha subito colpito. L'ho comprato, e non me ne sono pentita, anzi! E' bellissimo, non sono riuscita a staccarmene finchè non l'ho finito! Lo consiglio vivamente!

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