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La mia stirpe
La mia stirpe

La mia stirpe

by Ferdinando Camon
pubblicato da Garzanti Libri

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1,80 -15 %
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Disponibile.
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Descrizione

"La mia stirpe" è il racconto dell'immortalità attraverso la specie: il protagonista sente che, quando non ci sarà più, la nipotina che ora tiene in braccio farà rinascere, ma sente anche di essere stato presente, prima di nascere, nell'amore tra il ragazzo e la ragazza che saranno i suoi genitori. E l'amore del primo Novecento, quando la ragazza temeva di restare incinta per il bacio di un uomo. Ereditando le vite dei padri, il figlio eredita il dovere di realizzarne le missioni incompiute: vendicarsi per quel che han patito nella prima e nella seconda guerra, qui rievocate per squarci fulminei e potenti, e arrivare a un contatto con la più alta istituzione della Terra, custode e garante della verità in cui credono. E la loro "gita al faro", l'impresa che dà un senso all'esistenza. Il padre e suo padre non ci sono riusciti. Ora tocca al figlio. L'incontro col successore di chi ha portato la verità sulla Terra avviene davanti al Giudizio Universale di Michelangelo e trova le parole umili e commosse delle grandi narrazioni mistiche.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Garzanti Libri

Collana Gli elefanti. Narrativa

Formato Tascabile

Pubblicato  03/10/2012

Pagine  151

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788811686798


1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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La mia stirpe renzo.montagnoli

Renzo Montagnoli - 13/06/2014 17:52

voto 5 su 5 5

Si arriva a un momento della vita in cui, ricollegandosi idealmente al passato, si cerca di dare una soluzione alleterno problema di ogni essere umano, cioè si aspira a che ci sia una continuità. Camon, nella dolorosa circostanza della grave malattia che colpisce il padre, cerca questo filo ideale che si perpetua nei secoli, così che ognuno di noi esiste perché qualcun altro è venuto prima e di lui portiamo segni inequivocabili, una parte del dna che accomuna i bisnonni ai nonni, ai figli dei nonni, cioè i nostri genitori, noi e i nostri discendenti, un segno indelebile, incancellabile che insieme costituisce traccia e presenza anche quando la nostra vita sarà cessata. Il suo è un racconto in prima persona, in cui la figura paterna assume una dimensione quasi mistica e se in Un altare per la madre proprio il padre aveva elevato, con commosso omaggio, unara a perenne e perpetuo ricordo dellamata scomparsa, in questo libro lo scrittore padovano diventa lofficiante di una liturgia commemorativa della figura del genitore, più presente nelle prime pagine, assente nominalmente nelle ultime, anche se sempre aleggia la sua personalità, perché la vita è così, perché di chi ci lascia portiamo in noi, oltre che la memoria, alcuni tratti distintivi, così che di ognuno possiamo dire che è parte di una determinata stirpe. E Camon è particolarmente toccante quando, memore di una caratteristica familiare (la cisti che prima o poi cresce in testa), ogni volta che incontra le nipotine e ne accarezza i capelli, tasta per percepire se anche nel loro caso si annunci la piccola protuberanza. Nella narrativa di questo scrittore le nascite e le morti appaiono per quel che sono, cioè un ciclo naturale a cui è impossibile sfuggire, e quindi, per quanto ami il padre, è perfettamente consapevole dellineluttabilità del destino, riuscendo anche a gestire un passaggio, che se pur normalissimo è comunque doloroso per chi vi assiste, con una sottile vena di distaccata ironia. Il libro cresce soprattutto dalla seconda metà in poi, con i capitoli dedicati allincontro con il Papa in Vaticano, un Benedetto XVI letteralmente fotografato dalla mano dello scrittore, e con il viaggio in treno a Venezia con le due nipotine. Nello scompartimento della carrozza ferroviaria la serena innocenza di una bimba di sette anni, disarmante nelle sue affermazioni, riporta a un candore che il ricevimento in Vaticano ha solo sfiorato, e, nel suo modo pur infantile di ragionare, segue una logica che, con le dovute considerazioni riguardo alletà, è un po quella adottata da Camon in questo libro: la sincerità, la completa e totale sincerità dellautore che più che in ogni altra sua opera deve essere se stesso, per raccontarci quello che lui prova. E in effetti appaiono del tutto naturali lapprensione per la sorte del padre, la disperazione di non poter esaudire la richiesta del genitore di vedere il pontefice (ma allincontro con il Papa ci sarà anche lui, sia pure in fotografia), lemozione di trovarsi di fronte al rappresentante di Dio in terra, la certezza di essere un anello di una catena che lega indissolubilmente una stirpe. Non vado oltre, perché le righe che seguono e chiudono il libro sono congiuntamente un commosso ricordo della genitrice e la raggiunta convinzione che anche post mortem qualcosa di lui resterà, magari con una rinascita dal ventre di quella bimba.

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