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La presa di Macallè

by Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio Editore Palermo

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"L'idea di scrivere questo romanzo è nata dalla domanda: perché io, bambino di dieci anni, che vivevo in una famiglia passivamente fascista, avevo di nascosto scritto una lettera a Mussolini chiedendo di partire volontario in guerra in Abissinia? Quale meccanismo psicologico scattò in me per avere un solo desiderio: ammazzare il nemico, un abissino?"
Protagonista del romanzo è un bambino violato che viene trasformato della martellante propaganda fascista dell'epoca, che tra l'altro "sacralizzava" Mussolini definito "l'uomo della Provvidenza", in un assassino, ma è un assassino innocente perché privato della possibilità di sviluppare la sua autonomia critica.
"La presa di Macallè" è ambientato nella Sicilia del 1935 durante la guerra in Abissinia, quando l'autore aveva dieci anni. Ed è questa una novità, perché sino ad ora i romanzi storici di Camilleri erano tutti ambientati fra Sette e Ottocento: per la prima volta l'autore non utilizza documenti dell'epoca, ma attinge ai ricordi della sua infanzia, pur non trattandosi di un libro autobiografico.
"A differenza di altri romanzi, dove prevale la figura del narratore romanziere, ne "La presa di Macallè" propongo una lettura dall'ottica del bambino. E' come se riprendessi la scena con una telecamera dal basso. Inevitabilmente questa scelta indice sulla tecnica narrativa, ed è ovvio che sia così perché il bambino è più immediato e coglie i passaggi cruciali di una vicenda in maniera diretta."

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Romanzi storici , Romanzi e Letterature » Narrativa d'ambientazione storica

Editore Sellerio Editore Palermo

Collana La memoria

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2003

Pagine 274

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788838918964

14 recensioni dei lettori  media voto 2  su  5
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La presa di Macallè

Anonimo - 16/04/2007 16:31

voto 1 su 5 1

Considerato l'insieme mi viene quasi il dubbio che sia stato scritto da Camilleri. Mi spiace, ma non riesco a vedere nulla di buono, nè nella narrazione , nè nei contenuti. Da evitare.

La presa di Macallè

Paolo - 08/05/2006 15:44

voto 1 su 5 1

Ieri notte, con grande sforzo, ho terminato la lettura della Presa di Macallè di A. Camilleri : veramente brutto, stomachevole e deludente!!!! Una brutta sorpresa per me che mi sono scoperto un divoratore di libri di Camilleri.... E' tutto strano, irreale.....un bimbo di 6 anni plasmato dall'odio e dall'ambiente fascista in Sicilia che arriva ad ammazzare un altro bimbo di 6 anni perché comunista ed usa il coltello come un adulto (forse perché il suo ''acidruzzo'' è come quello di un adulto?). Ho sentito disagio nel seguire i ragionamenti di Michelino che non capisce di subire la violenza sessuale del suo precettore ed invece accoltella nel cinema un altro pedofilo ed uccide suo padre e la cugina ''diavola''........ O forse Camilleri vuole farci capire che un bimbo di 6 anni, nella sua innocenza, riesce ad essere violendo ed ingiusto, senza saperlo, perchè è educato da persone iposcrite che fanno passare per giusto ciò che umanamente e moralmente è ingiusto (pedofilia, adulterio, ninfomani, l'ammazzare i comunisti, l'iposcrisia del clero ecc.)? Forse Camilleri vuole farci scoprire come è facile crescere e diventare un vero fondamentalista se l'ambiente, la religione, la culture e le ingiustizie personali creano delle sicurezze ed un senso di giustizia distorta benedetta dal proprio Dio...e quindi si crede di essere nel giusto e di punire gli ingiusti anche con la morte??.............. Ma un bimbo di 6 anni può avere la determinazione, il sangue freddo e l'indipendenza di Michelino? E' realista? E' possibile che un bimbo di 6 anni si ecciti al solo sentire la voce del Duce o quando viene a conoscenza della morte dei comunisti? Malgrado tutto Camilleri è stato molto bravo nel descrivere l'ambiente e la mentalità del periodo fascista.......l'ipocrisia imperante e il potere della propaganda che deifica il Capo e i capetti...... La lettura di questo libro è stato un tormento: continui pugni allo stomaco !!!!

La presa di Macallè

Anonimo - 02/04/2005 00:12

voto 4 su 5 4

molto bello e molto triste.

La presa di Macallè

Anonimo - 12/10/2004 10:04

voto 3 su 5 3

Ho letto il libro appena uscito, e la prima reazione è stata di disgusto, ma non nei confronti del libro, che mi è piaciuto molto, ma nei confronti di un mondo di adulti che vive senza rendersi conto che i bambini vedono e interpretano la realtà con occhi di bambini. Mi è sembrato che chi ha commentato in modo negativo non abbia capito quanto è vero il tema proposto da Camilleri, che non è solo la condanna del fascismo ma soprattutto la denuncia di un modo completamente distorto di guardare i bambini : loro sono gli adulti del futuro, attraverso le loro esperienze, distorte o meno,interpreteranno la loro vita di adulti. Un libro che sconvolge per la sua crudezza ma che va letto con il cuore

La presa di Macallè

Biagio - 07/09/2004 11:54

voto 4 su 5 4

Camilleri è un ottimo scrittore abile ed ironico e questo libro si inserisce perfettamente nel suo stile narrativo. Non condivido le opinioni di disgusto e anzi apprezzo molto che Camilleri sia stato in grado di parlare delle atrocità fasciste attraverso gli occhi e con i gesti di un bambino. Un ottimo risultato narrativo.

La presa di Macallè

Anonimo - 19/05/2004 20:56

voto 1 su 5 1

Sono un'appassionata lettrice dei libri di Camilleri e mi aspettavo qualcosa di diverso e invece... Cosa troviamo? Un'infanzia tradita e umiliata. Perchè, mi chiedo, tanta cattiveria?

La presa di Macallè

Anonimo - 03/04/2004 18:50

voto 1 su 5 1

Ma perchè? Non ho capito! Che delusione tremenda!!! Che bisogno c'era di tutto quell'orrore da parte di Camilleri! Intendiamoci le cose forti le reggo benissimo ma da chi me le aspetto, non da chi ha tuttaltro stile e non ne ha necessità per farsi leggere. Mi sono sentita tradita

La presa di Macallè

Giuseppe R. Festa - 26/02/2004 19:40

voto 1 su 5 1

Non riesco proprio a capire cosa Camilleri volesse dire con questo libro. E' semplicemente brutto, una brutta caricatura del grande Camilleri del Re di Girgenti, del Birraio di Preston, della Bolla di Componenda. Perché l'hai scritto, Andrea?

La presa di Macallè

Anonimo - 09/02/2004 23:28

voto 1 su 5 1

ho letto quasi tutti i suoi libri ''stupendi'', ma questo non mi è piaciuto.

La presa di Macallè

Stefy - 21/01/2004 13:58

voto 5 su 5 5

Andrea Camilleri, è un autore di grandissima fama mondiale, mi è piaciuto tantissimo questo libro, diciamo forse un pò più degli altri, un libro pieno di suspence, un libro da vero Montalbano....

La presa di Macallè

Anonimo - 12/01/2004 15:19

voto 3 su 5 3

Invece io non sono un profondo conoscitore delle opere di Camilleri, ma questo libro non mi è dispiaciuto. Non posso quindi affermare quanto questo rappresenti un passo indietro nella sua produzione, ma a me è parsa una fotografia nitida ( ed anche divertente)dell'Italia del sud (e non ) in quegli anni bui... un modo leggero per leggere di storia.

La presa di Macallè

Anonimo - 20/11/2003 15:00

voto 1 su 5 1

Malgrado sia un appassionato lettore delle opere di Camilleri non riesco a riconoscere in quest'opera lo stile e la bellezza del''Birraio di Preston'' o della ''La concessione del telefono''. Ritengo sia un pessimo libro.

La presa di Macallè

Anonimo - 31/10/2003 11:49

voto 1 su 5 1

Seguo Camilleri da prima che diventasse un fenomeno: scoperto con ''il birraio di Preston'' ho poi di fatto acquistato e letto tutta la sua produzione con i suoi inevitabili alti e bassi. Non mi piace entrare nella distinzione tra letteratura di serie A o B (in Francia si sono accorti tardi che Simenon era un ''grande'') o se Camilleri meritasse l'onore del ''Meridiano''. Ho letto già alcune stroncature e lascio ai critici il loro lavoro ma , da lettore che ha apprezzato tanti suoi libri , mi riservo di citare il primo Fantozzi alla proiezione de ''La corrazzata Potiomkin'' : ''Per me è una boiata pazzesca !''.

La presa di Macallè

Anonimo - 01/10/2003 15:37

voto 2 su 5 2

Seguo Camilleri da anni, ma nonostante qualche punta verso il basso della sua produzione, non mi era capitato ancora di imbattermi in un testo così poco riuscito. Ben scritto, naturalmente, nel suo solito siculo-italiano veloce alla lettura. Ma molto particolare nella costruzione della trama. Il bambino non è in realtà un bambino e si ha qualche volta l'impressione che piuttosto che abusato, sia lui l'abusante. Forse Camilleri pensava ad un'adolescente ma per motivi che non comprendo ha voluto scegliere un bambino per protagonista. Probabilmente era meglio evitare le ingenuità stucchevoli che non rendono lo spirito umoristico che forse volevano avere nelle intenzioni. Alcuni personaggi fondamentali scompaiono all'improvviso in modo del tutto illogico (è possibile che la famiglia della madre, allontanata di casa per il suo tradimento, non si presti a giochi di sponda tra la madre stessa e il bambino?) Insomma, qualcosa stona ed è un peccato perché l'intuizione della ''telecamera'' dal basso poteva essere vincente.

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