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La separazione del maschio
La separazione del maschio

La separazione del maschio

by Francesco Piccolo
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

Ci sono libri destinati a ricoprire il mondo con una coltre di parole. Ce ne sono altri che sollevano l'angolo del tappeto per vedere quanta polvere c'è sotto. Il maschio che parla in questo romanzo è un poligamo recidivo e impenitente, ma anche un padre capace di tenerezza e di attenzione, un marito allegro e appassionato. Il sistema in apparenza è semplice, basta scomporre le giornate in segmenti, per cercare di vivere molteplici vite: frammenti di tempo, stie parallele, frazioni di felicità possibile. Per non parlare del sesso, che è un pensiero costante: un'ossessione e una consuetudine, un linguaggio, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Piú ancora della seduzione e della conquista, piú dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna relazione. Ascoltando il suo racconto ci ritroviamo a ridere, sorridere e pensare, e mentre inorridiamo delle sue malefatte siamo costretti a riconoscere quanta verità ci sia nelle sue parole. E' questo "La separazione del maschio", dunque: la speranza (vana?) di riuscire a tenere tutto insieme, di dare e prendere felicità e piacere eludendo - spudoratamente - il senso di colpa. Dove per maschio s'intende davvero, genericamente, il maschio di uomo all'apice dell'età riproduttiva. E per separazione s'intendono due cose: quella, letterale, dalla moglie, a cui sembra condurre fatalmente il percorso del romanzo; e quella, fisica e metaforica, che divide all'interno dello stesso uomo gli impulsi e i sentimenti. Per scoprire, amaramente, che la felice separazione è un'utopia, perché lo spirito non è all'altezza di tanto filosofico materialismo.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Einaudi

Collana Supercoralli

Formato Rilegato

Pubblicato 07/10/2008

Pagine 198

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806193546

4 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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La separazione del maschio robertaa.

Roberta - 23/06/2014 14:32

voto 3 su 5 3

Per la prima volta mi trovo pienamente concorde sulla scelta del titolo del libro. Separazione del maschio, infatti di questo si tratta: di un maschio, un essere maschile che ragiona secondo impostazioni mentale dettategli dalle convenzioni sociali che al maschio s'adattano, quasi si impongono: provarci con una bella donna come dovere maschile, affermare il proprio spazio vitale e difenderlo fino alla morte, perseguire egoisticamente sempre e solo i propri piaceri. E della sua separazione, quasi vitale. Da una parte un padre amorevole e protettivo, innamorato perso di sua figlia e con tutta l'intenzione di starle accanto nella crescita; dall'altra un uomo carnale, senza il mino senso di colpa -da sua stessa ammissione- che si barcamena tra molteplici relazioni ed enormi segreti, provando addirittura un adrenalinico piacere da questo terrore di perdere tutto in seguito alla scoperta e caduta del suo castello di carte. E' un libro molto mentale. Nel presente non succede nulla o quasi: di fatto il tempo e le azioni sono molto limitate. Il vero sugo del libro sono tutti i ricordi, le riflessioni, le spiegazioni che l'uomo, padre, marito, amante compie; senza una chiara scansione cronologica né tematica. Forse un po' buttati alla rinfusa, ma per questo molto d'effetto. Mi si è aperto il mondo maschile, ho letto nelle recensioni sopra, ed effettivamente è stato così anche per me. Credo che il 95% di uomini ragionino, a linee generali, secondo gli stessi stereotipi mentali. Certo con un po' di senso di colpa in più, SPERO! Mi sono tanto tanto arrabbiata più volte durante la lettura, per la veridicità crudele e cruda di ciò che Piccolo racconta: fatti quotidiani che conosciamo e ci passano sotto il naso ma che difficilmente ammetteremmo di conoscere. Il solo arrabbiarmi così spesso dimostra la bravura dell'autore nel mettere in scena e raccontare senza freni e senza bugie la psicologia maschile. L'unica cosa che non ho proprio apprezzato sono le scene di sesso presenti ma nemmeno troppo. Forzate, esagerate, superflue. In un libro tanto mentale credo che certe scene intere potessero essere tagliate. Okay i particolari della fissa del culo femminile, o la descrizione dei corpi femminili delle donne che ama, ma le scene di sesso senza spiegazione né senso intrinseco mi hanno disturbato molto. Non per la morale (dopotutto io leggo Bukowski!) ma per il senso di fuori tema che danno. In generale credo sia un libro-perla che ogni coppia LUI E LEI debba leggere per conoscersi (e accettarsi) meglio!

La separazione del maschio

Anonimo - 24/05/2009 19:20

voto 4 su 5 4

Non concordo coi commenti fatti, secondo me è un libro scritto davvero bene, la mentalità di un uomo -spero non medio- che vive questo dualismo tra la sfera emotiva e quella animalesca e sessuale cercando di scindere il più possibile pulsioni, emozioni e istinti diversi. Mi congratulo con l'autore per il mondo in cui esprime la psicologia e i meccanismi mentali maschili in modo veritiero, schietto, sincero, e noi lettori non potremmo che essere grati per la fluidità e la scioltezza con cui piccolo scrive e fa descrivere il suo personaggio. ricordo ai commentatori qui sopra che non stiamo giudicando o esprimendo preferenze su un comportamento (maschile, femminile, che cambia?) ma su un libro a cui, invece, scritto e impostato davvero bene!

La separazione del maschio

Anonimo - 09/03/2009 12:06

voto 1 su 5 1

FASTIDIOSO. Ecco l'aggettivo che mi è venuto in mente leggendo questo libro... Esatto. fastidioso. Non capisco per quale motivo vengano pubblicati simili libri. C'è tanto autocompiacimento (della serie quanto si figo, quanto so bravo, quanto cito il cinema...), c'è tanto sesso (dettagliato ed inutile! Ma sto autore si crede Celine in morte a credito, o che so, Gean Jenet in notre dames de fleurs? Oppure ancora... Si crede di esser Rocco Siffredi? Ma per favore.... Anzi no ma mi faccia il piacere. Un dualismo maschio e padre (affettuoso) al limite del ridicolo. Spero solo vivamente che il libro non sia autobiografico, sebbene qualche dubbio ce l'ho, perchè in tal caso l'autore è messo proprio male...

La separazione del maschio

Anonimo - 17/10/2008 20:08

voto 3 su 5 3

Si,ma...è tutto visto nel modo autoreferenziale-narcisista tipico della mentalità maschile. Come se queste cose di cui parla fossero tipiche del maschio.Invece la frammentazione dell'esperienza emotiva appartiene anche alle donne. Siamo tutti poligami,per fortuna, e tutti ''frammentiamo'' e indossiamo le maschere del caso giocando con le identità.Sta a vedere poi fino a che punto questo gioco sia davvero ''semplice'' e ''allegro'' per tutti e si integri realmente e non solo superficialmente nella nostra personalità...non a tutti riesce e allora sono guai.

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