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La solitudine dei numeri primi
La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

by Paolo Giordano
pubblicato da Mondadori

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Descrizione

Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. È una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e di Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Questo romanzo è la storia dolorosa e commovente di Alice e di Mattia, e dei personaggi che li affiancano nel loro percorso. Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo, con una scrittura di sorprendente fermezza e maturità, una materia che brucia per le sue implicazioni emotive. E regala ai lettori un romanzo capace di scuotere per come alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

La nostra recensione

La calzamaglia di lana punge le gambe, i guanti paralizzano le dita, mentre il casco saldamente calcato in testa comprime il viso schiacciando le guance. Fa freddo quella mattina e la nebbia non permette di scorgere la cima della montagna. Le voci si perdono, attutite dalla foschia e dal desiderio di non trovarsi in quel luogo. Alice è sola. Sola come può esserlo una bambina di sette anni in mezzo ad altri bambini con i quali nulla condivide, se non la circostanza di trovarsi nella stessa scuola di sci. Alice è sola di fronte al desiderio del padre che già la vede come una campionessa in erba, una vincitrice, sempre e comunque. Da sola Alice si allontana dal gruppo, da sola decide di scendere da quella montagna che non la ama, da sola si ritrova a faccia in giù nella neve, una gamba spezzata, il terrore e l'umiliazione, l'angoscia e la consapevolezza di non essere all'altezza per l'ennesima volta nella sua breve vita. Anche Mattia è solo, segregato dalla sua intelligenza, privo di amici e con una sorella gemella ritardata che, felicemente inconsapevole della sua disabilità, vive in mondo fatto di suoni incomprensibili e azioni prive di senso. Ma neppure Mattia si sente "normale" e forse la festa di compleanno di un compagno di classe è per lui l'ultima occasione di confondersi con il gruppo, di non sentire più i bisbigli alle sue spalle mentre si allontana. Mattia crede che sia Michela la causa del suo ostracismo e mostrarsi a quella festa con lei significherebbe ancora una volta venire umiliato dai suoi compagni. Mattia lascia sola Michela nel parco cittadino, solo per un paio d'ore, solo finché non finisce la festa. Allora tornerà a riprenderla e andrà a casa con lei senza dire nulla, perché tanto i genitori non possono capire... La fortissima propulsione di questo romanzo d'esordio avviene qui, nelle prime pagine che vedono Alice e Mattia bambini, segnati da due vicende parallele e mai risolte, che li accompagneranno lungo tutto il corso della vita. La potenza linguistica di Paolo Giordano, che descrive la parabola di queste due giovani esistenze attraverso parole commosse eppure lucidissime, si evolve insieme ai suoi protagonisti mentre si incontrano e si scontrano, si riconoscono l'uno nell'altra come due numeri primi gemelli, sempre vicini ma non abbastanza per toccarsi davvero. Mentre Alice e Mattia crescono, diventano adolescenti e infine adulti, il linguaggio di Giordano si sviluppa insieme a loro, complica i pensieri e le sensazioni, amplifica sentimenti e distanze. Incapaci di lasciarsi alle spalle un'infanzia dolorosa, i due protagonisti sono così impegnati a costruire barriere che li separano dal mondo, da non riuscire neppure a ritrovarsi a vicenda. Ma è il viaggio, soprattutto in questo caso, ad essere indiscusso protagonista di un romanzo che rompe completamente gli schemi dei consueti romanzi giovanili. Il viaggio che Alice e Mattia compiono involontariamente nel vivere le proprie vite irrisolte, imperfette, marginali, ma proprio per questo delicate e terribili insieme, capaci di momenti di spietata durezza come di attimi ricchi di tenerezza e di speranza.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Mondadori

Collana Scrittori italiani e stranieri

Formato Rilegato

Pubblicato  25/01/2008

Pagine  304

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804577027


178 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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5 star
35
4 star
45
3 star
21
2 star
18
1 star
27
La solitudine dei numeri primi samantha_ferrari

Samantha Ferrari - 28/10/2014 14:06

voto 3 su 5 3

L'ho letto tempo fa ma vedendo il film andato in onda qualche giorno fa me l'ho ricordato. E' innanzitutto un horror e questo va ricordato, non è un libro leggero di narrativa. C'è uno psicodramma che è faticoso da assimilare senza lasciarsi coinvolgere dalla crisi esistenziale dei protagonisti, viene voglia di conoscerli per portarli a un luna park e farli divertire.

La solitudine dei numeri primi 3lsit4

3lsit4 - 13/07/2014 15:40

voto 1 su 5 1

Ho faticato a finire questo libro. Le storie possono essere anche di un certo spessore, ma il modo di raccontarle non mi ha né coinvolta né emozionata anzi mi ha, a tratti, anche infastidita. Lo stile narrativo l'ho trovato un po' elementare. Poi de gustibus.

La solitudine dei numeri primi manuela.christille

manuela christille - 24/06/2014 15:04

voto 3 su 5 3

Bel libro, non certo allegro, ma di una tristezza che fa pensare alla vita e alla conseguenze anche tragiche delle nostre scelte. Da leggere !!

La solitudine dei numeri primi angelicapita07

angelicapita07 - 15/06/2014 19:07

voto 3 su 5 3

Un libro che ha riscontrato una dura lotta per la recensione, chi lo definisce orribile, chi fantastico, per me è stato un bel libro, non sarà un capolavoro, ma si legge bene e ti tiene incollata fino alla fine!!!

La solitudine dei numeri primi riccardo.nava

Riccardo Nava - 15/10/2013 22:19

voto 4 su 5 4

A me è piaciuto molto, letto un po di tempo fa ma che ancora ho ricordi ben nitidi di cosa volesse esprimere l' autore con dei concetti e con il filo logico con cui è stato scritto!

La solitudine dei numeri primi virginia1895

virginia1895 - 11/10/2013 18:56

voto 3 su 5 3

Il libro è scritto molto bene. Ciònonostante, non è piaciuto per il vuoto che alla fine lascia. E' piatto, non rispecchia a fondo ciò che la gioventù è adesso. Non sono tutti drogati, non sono tutti così terribilmente sfortunati -e menomale!-. Tuttavia, il titolo del libro è azzeccatissimo e in sintonia con il messaggio che, forse, l'autore voleva dare: infatti, la solitudine dei ragazzi che non riescono a trovare un posto in questo mondo è identica alla solitudine che il libro lascia in conclusione.

La solitudine dei numeri primi nikkas

nikka belliardi - 08/10/2013 15:22

voto 2 su 5 2

bello , avvincente, da leggere

La solitudine dei numeri primi elitadi

Elita Di Renzo - 19/09/2013 10:52

voto 4 su 5 4

molto bello, originale soprattutto! Una storia mai narrata, ti fa venir voglia di un lieto fine che riscatti i due personaggi, ma in realtà non c'è finale più azzeccato per due numeri primi...!

La solitudine dei numeri primi veronica_rossella

veronica_rossella - 29/05/2013 08:52

voto 5 su 5 5

Bellissimo!:)Ho sentito e letto varie persone a cui non è piaciuto il finale, ma credo che ci sia bisogno di rifletterci un po' sopra, prima di capire la scelta dell'autore. Io penso che sia un libro da leggere, anche solo per le storie narrate all'interno: abbiamo bisogno di comprendere che non tutto è sempre rose e fiori!

La solitudine dei numeri primi sarabergamin

sara bergamin - 24/05/2013 11:08

voto 1 su 5 1

è uno di quei libri che "o si odia o si ama", ecco, io faccio parte dell'altra metà del cielo! ovvero tra quelli a cui non è piaciuto! l'ho trovato "secco" "sterile". risulta evidente che l'autore non ha mai provato nemmeno nella sua cerchia di amicizie i problemi di cui parla quindi li presenta in modo troppo distaccato e privo di approfondimento psicologico e "sentimentale".

La solitudine dei numeri primi lamemole.manuela

Manuela Oretano - 21/05/2013 16:25

voto 5 su 5 5

Trama avvincente. Personaggi fuori dal comune. Empatia. Climax crescente. Emozioni a ripetizione. Toni forti e crudi. Finale imprevedibile. Una serie di elementi che fanno di questo libro un capolavoro, sebbene la mancanza di punteggiatura mi abbia spesse volte urtato. Ma il gioco vale davvero la candela. Una storia che piace proprio perché fuori dai classici canoni.

La solitudine dei numeri primi mon.par

mon.par - 21/05/2013 15:57

voto 2 su 5 2

Per vincere un premio letterario ci vuole senz'altro di più. Anche se ben narrato, sia il contenuto che la sintassi sono povere, senz'anima. Un libro deve far battere il cuore dei protagonisti all'unisono con quello del lettore e questo non ci riesce, anche se la storia che racconta ben si presterebbe. Peccato

La solitudine dei numeri primi hegles

Chiara Ciofolo - 20/05/2013 19:56

voto 1 su 5 1

Bel libro,ben scritto.Niente da togliere ma niente da aggiungere

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 30/03/2012 11:38

voto 1 su 5 1

quando ascoltai l'intervista all'autore, appena vincitore del premio strega, l'intervistatore sottolineava una particolarità: anche chi odia la matematica potrà appassionarsi e riscoprirne il fascino... si vabbè, solo perchè la storia è banalmente incentrata sui 2 protagonisti che sembrano ovviamente vicini perchè alla fine uguali, ma non si incontreranno mai veramente come banalmente potremmo aspettarci. Ma non è neanche questo il punto. E' proprio il racconto, il contenuto, la storia, così normale da essere assolutamente banale. E' un libro leggerissimo, un pomeriggio sono troppe ore per finirlo. E questo non è bene. mariangela

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 30/09/2011 09:36

voto 0 su 5 1

La solitudine dei numeri primi è un libro che non potete assolutamente perdere. Paolo Giordano ha esordito con un romanzo davvero unico e il premio Strega è stato un riconoscimento meritatissimo.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 10/08/2011 15:32

voto 1 su 5 1

Se volete leggere qualche scrittore che sa parlare dei problemi dei nostri tempi andate a leggere Kafka, Dostoevskij (n.b.: scriveva 150 anni fa), Camus e compagnia...i personaggi di Giordano sono poveri, monodimensionali e, a dispetto delle apparenze, per nulla plausibili. L'ho letto in un pomeriggio, e pensare che un libro del genere ha vinto lo Strega, è stato pubblicato da una "major" ed ha ispirato un film... beh, mi ha messo tristezza. Linguaggio molto semplice e diretto (questo non è necessariamente un difetto), stile a tratti discutibile, trama un po' scontata e poco interessante. Rimane sopra la verità senza tentare di tuffarcisi davvero dentro...come i suoi personaggi, del resto. C'è sicuramente di meglio! Ma moooolto di meglio. Però adesso non mangio più caramelle.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 21/02/2011 11:33

voto 2 su 5 2

Sinceramente mi aspettavo di più da questo romanzo...tutti ne facevano un gran parlare, ma non ha mantenuto le promesse! Scorre velocemente, è vero, ma la storia è piatta, senza colpi di scena e il finale è tutt'altro che imprevedibile. La figura di Mattia non è positiva: un ragazzo imbranato, timido e impacciato, sebbene sia un mostro nelle materie scientifiche! Alice, invece, è più estroversa anche se con qualche problema. Alcune scene sono gratuitamente troppo crude e lo scrittore avrebbe fatto meglio ad eliminarle. Il lieto fine non c'è, ma non è questo il punto. Rimane l'amaro in bocca per questi due personaggi. Non c'è un significato pedagogico: nella vita bisogna rischiare, buttarsi, tentare, volare in alto. Tutto il contrario di ciò che fa Mattia che si limita a galleggiare!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 13/02/2011 21:04

voto 4 su 5 4

Bel libro, narrato con molta semplicità e scorrevolezza. Sinceramente il mio romanticismo avrebbe voluto una fine diversa, ma in realtà, purtroppo, il destino delle persone che soffrono è quello di poter scegliere sempre: tra continuare o la fine. Alle volte purtroppo quest'ultima prende il sopravvento.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 06/11/2010 18:20

voto 4 su 5 4

Bel libro, molto intenso, ben scritto. E' avvicente: ti porta nelle vite dei personaggi, dei loro pensieri, anche attraverso la descrizione di piccoli gesti.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 11/10/2010 17:16

voto 5 su 5 5

Forse sarò di parte ma il racconto l'ho trovato strano e coinvolgente.... un po' come il caro Paolo che ho conosciuto all'età delle medie perché figlio della mia professoressa di inglese, colei che mi ha regalato il fortunato libro con dedica! Paolo è davvero una persona eccezionale e soprattutto bello dentro e fuori! A mio parere è un ottimo romanzo in cui anche se in piccole parti ognuno di noi si sarà pur rispecchiato almeno un po' in Alice o in Mattia. Dai Paolo... metticela tutta che vogliamo leggerne tanti altri di tuoi romanzi!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/06/2010 01:35

voto 4 su 5 4

Secondo me la bellezza del libro è proprio nel finale.... lì si capisce finalmente il senso del romanzo e soprattutto i caratteri dei due personaggi ed il loro senso di inettitudine alla banalità della vita e delle convenzioni della società...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 19/04/2010 22:59

voto 4 su 5 4

Libro ben scritto, di facile comprensione, si legge tutto di un fiato. Non mi stupirebbe se ci facessero una sceneggiatura per un film. A me è piaciuto, anche perchè l'autore riesce ad illustrare bene i due protagonisti, ti sembra quasi di conoscerli e di comprenderli. Unico difetto è il finale, in quanto il libro crea molte aspettative per come va a finire, aspettative che vengono mantenute solo in parte. Comunque ottimo libro. Bravo Giordano.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 06/04/2010 02:36

voto 1 su 5 1

Manca di esperienza. impensabile fare un confronto con i grandi tipo: Jorge Amado, Allende, ecc. e il confronto di questo tipo me lo chiede l'autore stesso, visto che il suo libro costa 18 euro.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 25/03/2010 10:03

voto 5 su 5 5

Ho letto questo libro molte volte. E ogni volta mi emoziono... Non è Descrivibile ... Dire che è FANTASTICO è dire una bugia!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 05/03/2010 16:05

voto 3 su 5 3

E' un romanzo che suscita emozioni estemporanee. Le vite dei protagonisti Alice Della Rocca e Mattia Balossino sono segnate dagli episodi descritti negli ottimi due primi capitoli, certamente funzionali alla trama ma mal sfruttati sul piano lessicale, in particolare nella narrazione della vita adolescenziale ed adulta di Mattia. Errori grammaticali e di stampa a parte (comunque contenuti), il corpo del romanzo racconta le delicate fasi della crescita umana, in cui ci si riesce ad immedesimare ed in parte commuovere. La costruzione di alcuni flash-back è magistrale, oserei dire di follettiana memoria ed anche il titolo nasconde una profonda e ben congegnata metafora che lascio scoprire. Tuttavia ne "La solitudine dei numeri primi" aleggia un senso d'incompiutezza; Giordano sembra voler dare un tocco di poesia al suo lavoro, ma non sempre ci riesce; vorrebbe, più avanti, suscitare nostalgia nei lettori, ma non colpisce al cuore e allo stomaco. Si perde poi in un finale asettico ed indolore, tra l'irreale e l'insospeso che non offre vie di fuga. Una storia difficile, senza dubbio, che richiedeva esperienza e maturità artistica di cui l'autore non poteva usufruire data la giovane età. Pertanto, nell'attendere al varco Paolo Giordano, è consigliabile una rilettura del libro che capolavoro non è, ma godibile, scorrevole ed accettabile rispetto al classico Premio Strega si! Tre e mezzo, sperando di poter attribuire (finalmente) il tanto sospirato quattro.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 05/09/2009 16:54

voto 1 su 5 1

Secondo me il libro è emozionante nei primi due capitoli anche se il romanzo non si evolve durante la lettura. I personaggi sono estremamente concentrati su se stessi, sono infatti eccessivamente statici privi di una anche minima forma evolutiva. Onestamente credo che il tipo di solitudine descritta nel libro, non è causata da altro, ma è voluta dai personaggi principali, escludendosi e pensando continuamente in negativo. Inoltre, è praticamente privo di conclusione e i personaggi sono "piatti" senza alcuna evoluzione durante la lettura. Tutte queste osservazioni, secondo me portano alla noia del libro stesso senza alcun coinvolgimento del lettore. A parer mio la trama è poco interessante e il finale è scontato. Inoltre i personaggi rendono la solitudine parte di loro e non il contrario. Interessante comunque l'idea di intervalli tra i vari capitoli con la storia di Alice seguita poi da quella di Mattia. Ma io penso che sia in generale un libro scontato, dove la drammaticità viene usata per far commuovere i giovani con grandi frasi ad effetto, come la breve citazione sui primi gemelli o i vari temi sull'anoressia e l'autolesionismo che servono solo a nascondere l'evidente mancanza di un contenuto.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 31/08/2009 15:36

voto 0 su 5 1

...di uno stile piuttosto sempliciotto e semplicistico... la recensione di Bol descrive il libro...un finale non scontato...la storia ha anche un filo logico studiato... a mio avviso non credo sia all'altezza di poterlo consigliare.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/08/2009 17:47

voto 3 su 5 3

Letto in due giorni. Due personalità complesse e complessate con traumi infantili che si trascinano in età adulta forse con comportamenti che si rispecchiano i molti di noi. La realtà della vita è anche questa, in quanto il più delle volte la vita va vissuta malgrado sia a volte difficile doverla vivere. Non male come primo romanzo di Giordano.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 18/08/2009 08:19

voto 0 su 5 1

Un libro deve darmi emozioni , deve darmi punti di riflessione e soprattutto deve in qualche modo arricchire la mia conoscenza. Questo libro non ha fatto nulla di tutto ciò . Di solito do qualche possibilitá a un libro ma questo non riesco proprio a consigliarlo. Sono anche io curiosa di sapere quali criteri usano per assegnare il premio strega, perché darlo a un libro del genere, che ti lascia solo l'amarezza del tempo che hai sprecato a leggerlo, mi sembra assurdo. Da salvare solo lo stile "singolare" dello scrittore.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/08/2009 20:25

voto 4 su 5 4

E' sempre difficile sentir parlare o voler sapere certi argomenti. Come è finito? sicuramente in modo non scontato. Da leggere tutto di un fiato.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 04/08/2009 17:16

voto 4 su 5 4

Ho scelto questo libro a caso, appena uscito credo di essere stata una delle prime a leggerlo. All'inizio ero un pò titubante la storia mi sembrava quasi noisa non avrei mai immaginato che potesse svilupparsi in maniera cosi semplice eppure complessa con un finale per niente scontato. E' un libro che ho consigliato con successo e a oggi uno dei miei preferiti.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 18/07/2009 17:19

voto 2 su 5 2

...per favore qualcuno mi spieghi il finale perchè non ci ho capito niente!!!!!!!!!!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 13/07/2009 16:03

voto 4 su 5 4

Un libro piacevole da leggere, molto accurata la descrizione dei due personaggi e del loro ambiente sociale - un libro che consiglierei ai miei amici - finale non scontato

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 12/07/2009 23:55

voto 0 su 5 1

Una cosa è certa: l'autore non ha neanche la più pallida idea di come si prepara il risotto.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 06/07/2009 09:13

voto 0 su 5 1

Diciamo quel che deve essere detto: Paolo Giordano è alla sua prima opera, gradevole, niente da dire. Chiediamoci: com'è che Mondadori pubblica una prima opera di sconosciuto, mai sentito nominare, quando ce ne sono tanti magari più talentuosi relegati a pubblicare con case editrici minori? Rispondiamoci: leggiamo i ringraziamenti e vediamo menzionata una certa signora Re Rebaudengo (chi vive a Torino sa cosa significa quel cognome), presumibilmente conoscente dell'autore ed ecco svelato l'arcano. Quindi va bene che serva da esempio ai suoi coetanei, ma quanti di loro potrebbero contare sull'appoggio di persone "che contano" in certi ambienti? Apriamo gli occhi e non diamo mai nulla di scontato.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 02/07/2009 21:03

voto 3 su 5 3

Il libro può anche non essere un Capolavoro, è comunque soggettivo. Ma non credo si debba giudicare negativamente un ragazzo giovanissimo che ha avuto la caparbietà, l'intrapendenza, e lo spirito di scrivere. Credo che dovrebbe essere preso come modello per la maggior parte dei ragazzi della sua età. Questa sua vittoria è un incoraggiamento a tutti quei ragazzi che non vogliono rischiare perchè spenti dalle futilità, che non hanno modelli positivi e un perchè per vivere con un senso nella vita. Paolo complimenti!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/06/2009 11:08

voto 2 su 5 2

Il libro non è male e si legge bene, ma sicuramente non è da Premio Strega. Mi piacerebbe sapere con quale criterio assegnano il premio ultimamente, visto che questa prima opera di Giordano non è in nulla comparabile ad autori come Moravia o Magris. Mi dispiace di averlo comprato perchè non è un libro che rileggerò.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 14/06/2009 17:02

voto 0 su 5 1

Non vedo la necessità di giudicare in termini così negativi un libro e un autore la cui unica colpa - ammesso e non concesso che di colpa si tratti - è quella di suscitare sensazioni sgradevoli, stimolando la riflessione su tristi temi dei nostri giorni; esiste l'infelicità ed esiste il dolore, inutile lamentarsi se qualcuno ne parla. L'autore, dotato di uno stile del tutto particolare, tratteggia con grande maestria i ritratti di personaggi in cui ognuno di noi può ritrovare sé stesso, raccontando nello stesso momento una storia che - a prescindere dal fatto che possa o meno piacere - è raccontata con rara maestria e sensibilità profonda.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 07/05/2009 15:47

voto 1 su 5 1

Prosa scorrevole ............trama troppo triste e infelice..........è il paradosso della sfortuna....

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 01/05/2009 12:19

voto 0 su 5 1

Che dire...certo un libro bellissimo...che suscita tanti dubbi. Il problema è che o sono cretina o non so cosa...perchè ancora non ho capito come finisce..sicuramente non bene però dicooo come finisceeee lei si ammazza? O rimane sul prato a pensare..mattia che fine fa? Forse credo che ogni libro debba accompagnare la vita intera dei suoi protagonisti..perchè tanto lo sappiamo tutti che ci sarà un seguito,un altro libro che forse ci lascerà delusi..zaooo!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 27/04/2009 00:24

voto 4 su 5 4

Romanzo triste, molto triste, raccontato in maniera ''ermetica'' ma essenziale, da uno scrittore giovanissimo, che senza girarci troppo con mielose parole ha descritto l'infelicità dei due protagonisti principali e di tutti gli altri protagonisti secondari, genitori inclusi. Triste l'inizio e triste il finale, di mezzo ci sta la storia, toccante fino in fondo, da sciogliere il cuore e qualche lacrima, e non esiste via di mezzo, perchè questo romanzo o si ama o si odia. Famiglie benestanti, un pò troppo superficiali non concretizzano che al povero Mattia serviva un neuropsichiatra infantile prima ed uno psicologo dopo, quanto ad Alice, prima il padre poi la madre non capiscono il suo disturbo anoressico, in ultimo il giovane e bello oncologo Fabio si accorge del problema solo dopo tre anni di matrimonio. Ebbene malgrado tutto, questa tristezza l'ho amata, la storia è ben scritta, la lettura è fluida e a tratti i protagonisti si intrecciano e si sfiorano in punta di piedi per poi respingersi, come i poli opposti di una calamita, come solitari numeri primi statici e malinconici.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 12/04/2009 14:18

voto 0 su 5 1

Malgrado non abbia trovato eccezionale il racconto ritengo che sia un libro che tratta delle temetiche interessanti quali l'autolesionismo, il bullismo, la crisi adolescenziale.... mi ha suscitato tristezza, a volte stupore in quanto spesso lo trovavo vuoto e noioso poi un non so per quale motivo mi faceva ricredere e mi capitava di apprezzarlo. Sostengo che i concetti importanti sono stati poco approfonditi come il rapporto genitore - figlia. Lo scrittore ha preferito dare spazio alla fantasia, che è ammirevole. La scrittura è semplice alla portata di tutti, è scorrevole da leggere, e incuriosisce, questi sono gli elementi che mi hanno indotto a finire di leggerlo,on tanto le emozioni che ho provato. Giudizio finale? Un mancato capolavoro...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 01/04/2009 14:03

voto 5 su 5 5

Si può sembrare all'apparenza vuoto, ''sciallo'', povero di sensazioni addirittura questo libro! Ma sapete Perchè?! Perchè non l'avete saputo leggere, questo libro è ricco di umanità, è prezioso e le tematiche che affronta non sono facili, ma nemmeno difficili se lette con piena fiducia! Ammettiamolo che di fronte a qualcosa di diverso siamo un pò tutti diffidenti, è già.. io consiglierei alle persone che non hanno colto la vera essenza di questo libro di rileggerlo, e rileggerlo quante più volte volete ma.. abbandonandovi se pur con molte incertezze a ciò che state nn leggendo ma ''vivendo''..

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 31/03/2009 22:28

voto 0 su 5 1

Sinceramente anche a me è piaciuto davvero tanto! Giordano scrive molto bene...usa le parole come bisturi, cioè colpisce nel segno, nell'animo del lettore. Magari utilizza certe volte delle perifrasi, ma è molto convicente e profondo. C'è da dire però che mi aspettavo un altro tipo di finale, ma alla fine ho riflettuto :''Allora perchè s'intitola la solitudine dei numeri primi?'' Mi ha aiutato ad ordinare tutte le idee più confuse che avevo in mente e soprattutto mi ha colpito il genere di parole che usava Giordano: principalmente della quotidianeità. Il libro è molto avvincente e intenso. Lo consiglio a molti di leggerlo. Io questo l'ho letto solo in due giorni...e pensare che i libri finisco di leggerli dopo una settimana, minimo. Comunque Ottimo Direi!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 24/03/2009 21:18

voto 5 su 5 5

Credo sia in assoluto il miglior libro che abbia letto fino ad ora...mi è piaciuto veramente tanto...mi ha da subito incuriosito e interessato..con i suoi argomenti che sono riuscita a finire di leggerlo in una notte..l'ho trovato molto ricco di sentimenti...sentimenti che non riguardano l'amore ma riguardano anche altri aspetti della vita....come ad esempio la sofferenza o i sensi di colpa...in un periodo molto buio della mia vita questo splendido libro mi ha dato la forza di guardare avanti.....

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 23/03/2009 01:44

voto 1 su 5 1

Una cretinata. E lo posso dire forte. Sono arrivato alla fine a stento tanto per avere il diritto di giudizio. Giordano non scrive male ma la storia è vuota. I due personaggi principali sono estremamente patetici. Non consiglierei questo libro a nessuno. Per me è stata una clamorosissima perdita di tempo e di soldi.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 18/03/2009 14:38

voto 0 su 5 1

a me è piaciuto e anche tanto ...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 14/03/2009 17:39

voto 0 su 5 1

Non mi è piaciuto per niente , l'ho trovato un libro molto povero di sensazioni , non ci si affeziona al personaggio ne di Alice ne di Mattia perchè sono troppo cupi e assolutamente negativi al punto tale che questa lettura diventa solo deprimente !!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 11/03/2009 23:08

voto 1 su 5 1

Uno dei libri peggiori che mi siano mai capitati tra le mani... e ne ho letti veramente tanti. Una prosa insipida scarabocchia sulla pagina personaggi che dovrebbero essere borderline nelle relazioni e risultano invece piatti, bidimensionali. Psicologie schematiche rese per azioni sommarie e a volte stereotipe. La trama semplificata in una serie di quadri a distanza di tempo ma del tutto slegati l'uno dall'altro, in certi casi inutili, in altri incomprensibili (ad esempio, come fa Alice a rialzarsi?). Almeno l'ho avuto in prestito da un amico e non ci ho speso un soldo.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 26/02/2009 13:59

voto 3 su 5 3

libro molto molto bello, inizialmente ti prende un sacco, come in una morsa, divori una pagina dietro l'altra con la trepidazione di conoscere la parola seguente a quella che stai leggendo.... ma poi, in fondo, diventa pesante! Non sono riuscita a finirlo:)

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 24/02/2009 18:40

voto 4 su 5 4

Stlie essenziale, lineare, deciso. Visti gli studi dello scrittore e il titolo, l'imprinting razionale domina nello svolgimento delle vicende. Il dolore dell'anima e' la costante. Non c'e un lieto fine, se cosi' lo si vuole vedere, ovvero i conti tornano. L'adolescenza puo' essere crudele, inevitabilmente riflette il contesto familiare e prelude a quello che potenzialmente potremmo essere. La salvezza e' difficile a meno di incontri con elementi molto diversi da noi e capaci di lasciarci emergere, se non si e' caratteri forti tali da uscire da soli dalle proprie gabbie autopunitive. Appartiene ai giovani-adulti di oggi. Bravo Paolo Giordano.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 22/02/2009 21:00

voto 2 su 5 2

Si legge velocemente, ma quanti argomenti scottanti in 300 pagine: autolesionismo, anoressia, handicap, lutto, fallimento di un matrimonio, omosessualità, bullismo... è un po' troppo! Finito il libro si ha bisogno di una buona cioccolata in tazza per tirarsi su il morale!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 14/02/2009 19:58

voto 5 su 5 5

Un libro commovente. I have read this book in one night because I couldn't stop reading and wanted to know who it ends.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 12/02/2009 14:28

voto 5 su 5 5

Bellissimo !!!!!!!!!!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/02/2009 21:42

voto 5 su 5 5

Un libro fantastico, che descrive gli stati d'animo degli adolescenti alla perfezione.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/02/2009 11:12

voto 5 su 5 5

Ho solo 15 anni, ma credo che al giorno d' oggi noi adolescenti dovremmo veramente abbandonarci alla lettura per il piacere di farlo, non perchè ce lo impone qualcuno, in particolare con autori così straordinariamente dotati a mio avviso. Io ho fatto così con questo libro, dopo che sentivo i gridolini di mia mamma mentre lo leggeva. L' ho letto tutto d' un fiato ieri sera, mi sono appassionata fin da subito.Questo libro mi ha fatta riflettere davvero molto e il finale mi ha fatta piangere. Devo dire la verità, me lo aspettavo più dolce, magari con i 2 protagonisti che si rincontravano ma decisi a non lasciarsi mai più. Comunque questo romanzo rispecchia fedelmente la situazione di alcuni adolescenti, che per la loro insicurezza smettono di mangiare e diventano anoressici, oppure di ragazzi che si isolano dal mondo, dediti solo allo studio come se potesse compensare questo vuoto che hanno dentro. Io sto passando un periodo piuttosto brutto, ma questa lettura mi ha veramente aperto gli occhi.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 01/02/2009 14:09

voto 5 su 5 5

Bello, bellissimo, tristissimo, angosciantissimo, terribile. Non so, mi ha suscitato di tutto, ma mi ha affascinato profondamente. E' un vero viaggio nell'incognita matematica dell' esistenza degli esseri umani.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 27/01/2009 18:28

voto 5 su 5 5

Noi l'abbiamo trovato veramente bello, realistico, che lascia al lettore la possibilità di provare empatia o no verso i personaggi. bibi e alex

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 22/01/2009 13:55

voto 4 su 5 4

Un libro malinconico ma allo stesso tempo emozionante e realistico. L'ho letto d'un fiato in pochi giorni perché la storia dei due protagonisti è molto avvincente ed il finale non è per niente scontato! Ve lo consiglio vivamente!Miriam

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 14/01/2009 12:27

voto 5 su 5 5

Ho dato una scorsa veloce ai vari commenti. Ho 46 anni e per me è davvero splendido, Sono tornata bambina (sciatrice e non solo) e ho apprezzato moltissimo il commento di un ragazzo di 15 anni: bravo ! Preferisco non dilungarmi ma aggiungo solo che, consapevole di quello che significa, "ho voluto" regalare questo libro ad un'amica che stimo molto. Merita di essere acquistato, letto e lasciato in una prima fila di libri (in libreria io li ho in profondità di 3 file).

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 10/01/2009 17:21

voto 1 su 5 1

Faccio spesso questo errore, leggere un libro solo per la pubblicità che esso è capace di fare; in questo caso è proprio tanto rumore per nulla, anche se P. Giordano ha vinto il premio Strega 2008, non mi è assolutamente piaciuto il suo libro. Forse gli altri libri in gara erano peggiori dei suoi,....mah.... con una teoria così bella dei numeri primi, un pò poetica, mi aspettavo un best seller come le affinità elettive.........forse ho puntato troppo in alto.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 10/01/2009 15:18

voto 0 su 5 1

Un libro malinconico ma, allo stesso tempo, emozionante e realistico. L'ho letto d'un fiato in pochi giorni perché la storia dei due protagonisti è molto avvincente ed il finale non è per niente scontato! Ve lo consiglio vivamente!Miriam

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/01/2009 19:31

voto 5 su 5 5

Un libro bellissimo che dovrebbero leggere molti lettori. L' autore Paolo Giordano vuole conferirci diversi messaggi. Lo consiglio a tutti!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/01/2009 14:18

voto 0 su 5 1

Siamo in presenza di uno scrittore dalla straordinaria capacità di creare ed avvincere, più che di narrare. Altrimenti non sarebbe stato facile scrivere 300 pagine avendo introdotto come protagonisti una disgraziata anoressica ed una specie di psicopatico bipolare. Lo stato angoscioso che mi ha accompagnato leggendo le ultime pagine mi ha ricordato il profumo di Patrick Saskind ed anche il film Festen... Per me Giordano ha un grande futuro, mentre per il momento mi sembra ancora incompiuto. Certo che se pensiamo che ha vinto lo Strega, c`è da chiedersi quanto valgano gli altri...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/01/2009 15:50

voto 3 su 5 3

Storia apparentemente interessante grazie alle tematiche svolte purtroppo il ritmo non incalza , anzi rimane tristemente piatto con un finale che si sposa perfettamente con l'intero libro; ma probabilmente è voluto considerando il titolo che trae spunto dai numeri primi così vicini, ma mai abbastanza per potersi incontrare così la storia dei 2 personaggi ... avrei comunque scelto un finale diverso , sembra quasi non sapesse come concludere il romanzo. Discreto

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 05/01/2009 07:56

voto 1 su 5 1

Purtroppo non soddisfa le aspettative, sebbene la prosa sia scorrevole è vittima di una grave pecca: la caratterizzazione psicologica dei personaggi è completamente annullata dalla voce/pensiero dell'autore...i personaggi finiscono tutti per seguire modalità di pensiero e di elaborazione che appartengono, non a loro stessi, ma al loro creatore. Risultato: un insieme di personaggi con un'unica voce. Pecca , a mio avviso, troppo determinante per un libro che si propone di scavare nella psicologia e nei meccanismi più intimi dell'animo.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 03/01/2009 18:28

voto 5 su 5 5

Ho letto i primi capitoli ma questo libro lo trovo interessante complimenti all'autore.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 02/01/2009 19:22

voto 4 su 5 4

Ho letto il libro quest'estate, sicuramente uno dei migliori romanzi letti negli ultimi anni. Avvincente, emozionante, si soffre insieme ai protagonisti. Giordano ha saputo esplorare sentimenti che non si raccontano facilmente, la solitudine di Alice e Mattia è in fondo quella che accompagna un pò ognuno di noi, chi per un motivo o un altro non si è trovato nella vita a dover fare i conti con qualcosa che è la conseguenza inevitabile di un'azione che appartiene al passato?

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 29/12/2008 18:21

voto 4 su 5 4

Bellissimo libro, lo consiglio vivamente. Molto realistico, sicuramente da leggere.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 29/12/2008 15:59

voto 0 su 5 1

Tutti commenti superficiali ! Il libro ti prende moltissimo, ambiguo e misterioso, come del resto la fine non banale, ma secondo me sorprendente. Lo rileggerei di sicuro!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 28/12/2008 20:38

voto 4 su 5 4

Un libro malinconico, ma, allo stesso tempo, emozionante e realistico. L'ho letto d'un fiato in pochi giorni perché la storia dei due protagonisti è molto avvincente ed il finale non è per niente scontato! Ve lo consiglio vivamente! Miriam

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 21/12/2008 22:30

voto 4 su 5 4

Non è un capolavoro ma ha i suoi aspetti interessanti... Mi è piaciuto il finale aperto, così che ognuno di noi possa attribuire alla storia la fine che preferisce... (Spero però che l'autore non sia così banale da farne un seguito). Un buon libro, tutto sommato. Ve lo consiglio.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 19/12/2008 23:45

voto 0 su 5 1

Ma scusate, dove la vedete la realtà in questo libro?Io ho 22 anni, sono quindi giovane e faccio parte della generazione che questo libro pretende di ritrarre, però delle persone così ININTERESSANTI nella mia vita vi giuro che non le ho mai incontrate!2 personaggi piatti, tratteggiati malissimo, che in 20 e passa anni di spazio temporale non cambiano di una virgola(vi sembra realistico?),incongruenze a go-go nella trama(2 bambini di 8 anni di cui una ritardata che vanno in giro da soli per Torino?Un medico che in 10 anni non si accorge che la moglie è anoressica e non ha mai avuto il ciclo mestruale?mah...)e una storia infarcita di stereotipi fino alla nausea...Poi finalmente appaiono 2 personaggi potenzialmente interessanti(Denis e Fabio) e l'autore li fa sparire nel giro di un capitolo ritornando alla piattezza totale di quei 2 encefalogrammipiatti di Mattia e soprattutto Alice...Ti fa quasi più simpatia Viola per assurdo, che per lo meno una personalità ce l'ha!Poi quel finale finto ottimistico con lei che si sente finalmente in pace è odioso...Non è cambiata una virgola, ha allontanato l'unica persona decente che aveva intorno(suo marito) è ancora anoressica e fiera di esserlo (dal libro traspare quasi una apologia dell'anoressia, ritratta come uno stato normale, senza un minimo di profondità, come se fosse solo una sua caratteristica, come il colore dei capelli per dire: Alice era alta, mora, anoressica e zoppa!)mentre lui se ne torna tronfio in Danimarca a fare la sua vita convintamente sociopatica...Che palle di personaggi!Come scrivere un libro sulle piastrelle di maiolica del bagno. PS: Comunque ho apprezzato la scrittura, scorrevole e avvincente nella sua semplicità, seppur purtroppo non sostenuta da contenuti adeguatamente sfruttati. Leggete di più!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 17/12/2008 14:13

voto 5 su 5 5

Secondo me il libro è veramente bellssimo...certo finisce un pò male come se in qualke modo Paolo Giordano volesse continuarlo e ci lascia in sospance...ma x me è stupendo sopratutto l'inizio mi è piaciuto moltissimo,forse è vero ke i due protagonisti hanno troppi problemi però è anke veo ke al girno d'oggi tuto ciò si verifica...e ci ritroviamo magari in qualke punto del libro...P.G. CONTINUA A SCRIVERE LIBRI COSì...MA UN CONSIGLIO METTICI UN LIETO FINE LA PROSSIMA VOLTA...LA GENTE HA BISOGNO DI PIù SPERANZA....

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 13/12/2008 12:24

voto 0 su 5 1

Dov'è finita la lingua italiana? Penoso.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 13/12/2008 12:14

voto 0 su 5 1

l'autore non conosce le regole principali della sintassi e della buona scrittura. Non consce la struttura del periodo o la differenza esistente fra discorso diretto e indiretto. Con argomenti volgari e pruriginosi riesce ad interessare il lettore medio italiano, che non cerca niente di più.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 11/12/2008 17:38

voto 4 su 5 4

che bell'inizio per uno scrittore alle prime armi. Prosa scorrevole, ma profonda ed incalzante; storia complessa, ma intrigante. Insomma un libro finalmente "intelligente" costruito con rara sapienza da un attor giovane: chapeau signori miei!! Eccellente.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/12/2008 11:44

voto 4 su 5 4

Bellissimo libro, scritto in maniera scorrevole, contenuti profondi. Se si considera, inoltre, che l'autore è un ragazzo di 30 (?) anni e che il suo lavoro ha a che fare con tutt'altro genere di cose, va apprezzato ancora di più. Lo consiglio a tutti e lo rileggerei ancora, perché, secondo me, è anche ricco di sottotesti, che emergono solo con letture successive.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 04/12/2008 23:16

voto 0 su 5 1

Io l'ho trovato terribilmente inconsistente e privo di spessore. Sono un 'attentalettrice di autori italiani, ma questo secondo me è fermo all'adolescenza. La scrittura è senz'altro scorrevole (l'ho letto in 2 sere) ma se bastasse questo per farne un caso...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 02/12/2008 16:10

voto 0 su 5 1

libro veramente affascinante e anche se la trame in alcuni punti risulta diciamo un po' scabrosa e molto triste sicuramente rimane avvincente dalla prima all'ultima pagina .. il mio voto:8 ..libro accattivante:)

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 29/11/2008 01:07

voto 0 su 5 1

Noioso.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 24/11/2008 21:37

voto 4 su 5 4

Piacevole, diverso e insolito nel contenuto. Una prosa molto elegante. L'ho prestato a molte amiche ed è stato apprezzato da tutte. E prima che arrivasse lo strega!!!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 24/11/2008 13:02

voto 4 su 5 4

Una grande capacità narrativa quella di Paolo Giordano, per raccontare con uno stile di notevole efficacia e coinvolgimento emotivo la storia e la vita irrisolta di due personaggi come Alice e Mattia che conservano sulla pelle e nella carne il segno di un trauma che non passa. Perché loro stessi non vogliono che passi, abbandonandosi, aggrappandosi ad esso come a qualcosa di caldo, di conosciuto e rassicurante. Quel peso che è sempre lì, presente come il senso di fame o una mano che sanguina, a ricordare la loro "diversità". Li accumuna un senso di solitudine assoluta, impenetrabile, uguale e diversa al contempo, un isolamento dal mondo che porta i rumori dell'esistenza attutiti e lontani. Esserci senza esserci mai davvero, respirando a fatica dentro una bolla ovattata. Per non vivere fino in fondo, per non soffrire vivendo davvero. Ognuno di loro reagisce alla propria sofferenza in modo masochista e terribile. Per punirsi e per giustificare la propria inadeguatezza. Due percorsi paralleli, vicini ma mai così vicini da toccarsi, due solitudini che si comprendono senza compenetrarsi mai. Come i numeri primi gemelli, appunto. Personaggi fuori dal coro i due protagonisti, che portano stampati in loro un dolore che in fondo consola e che, forse, è la loro unica via d'uscita alla fatica di vivere. Di vivere nonostante tutto. E moti, leggendo questo romanzo, troveranno tratti di sé, di quel qualcosa di irrisolto che ognuno ha dentro come un segno, una cicatrice, un tatuaggio. Un romanzo d'esordio per un grande talento in grado di scavare nella coscienza con la forza delle parole e dei sentimenti più profondi e inviolabili. Complimenti a Paolo Giordano e auguri vivissimi per la sua carriera letteraria.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/11/2008 23:21

voto 0 su 5 1

è un buon libro, l'ho letto in una sera e mi ha coinvolto soprattutto per i problemi citati come l'autolesionismo e l'anoressia. mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca il finale avrei preferito un finale più positivo!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 19/11/2008 16:17

voto 1 su 5 1

Personaggi pietosi che non mi hanno ispirato tenerezza ma fastidio. situazioni paradossali per i due protagonisti che negli anni, nel bene e nel male, non cambiano di una virgola. Se questo ha vinto il premio strega...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 12/11/2008 15:59

voto 5 su 5 5

questo libro è mlt bello e avvicente la descrizione di ogni movimento dei personaggi è spiegato bn anke la fine mi piace nn finisce sempre cn il ''felici e contenti'' complimenti a Paolo il suo libro è bellissimo!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 03/11/2008 15:13

voto 4 su 5 4

L'ho letto d'un fiato in due giorni e mezzo. Triste, forse anche ''soffocante'', ma terribilmente emozionante. E' vero che non trapela alcuna forma di soluzione ma questo, a mio giudizio, lo rende più realistico.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 03/11/2008 13:18

voto 5 su 5 5

e invece no...x me è un libro carino...nn si è limitato ad un racconto vuoto affatto...ho 15 anni l'ho letto x un compito a scuola..gg ne abbiamo parlato...la solitudine è in ognuno di noi..cm è in alice e mattia...rimangono soli alla fine...soli...xk infondo ognuno di noi è solo

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 28/10/2008 11:21

voto 1 su 5 1

Inconcludente. L'autore poteva approfondire tanti di quegli argomenti. e invece si è limitato ad un racconto vuoto. non si afferra davvero questa ''solitudine'' si sa solo che c'è. secondo me è un libro sopravvalutato. sembra una montatura voluta, come i famosi Cento colpi di spazzola... lo portano tanto e invece non c'è nulla sotto la copertina.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 23/10/2008 13:18

voto 3 su 5 3

Scorrevole, ben scritto, l'ho letto in una settimana.. Però mi ha lasciato un senso di tristezza.. e anche un po di angoscia se vogliamo.. Perchè si tratta di problemi che nella vita reale possono capitare.. anoressia.. autolesionismo.. temi forti..!! Anche se a parer mio sono temi trattati senza entrarne nello specifico ma soprattutto senza farti vedere in qualche modo un modo di provare ad uscirne.. Io sono generalmente una lettrice di thriller e non mi aspettavo da questo libro che mi lasciasse così ''triste''... e questo mi è successo proprio perchè si tratta di problemi reali..

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/10/2008 08:25

voto 3 su 5 3

"Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero." Premio Strega 2008. Se lo aggiudica il giovane esordiente Paolo Giordano, laureato in Fisica presso l'Università di Torino, con questo libro dal titolo indubbiamente intrigante: "La solitudine dei numeri primi", scelto sapientemente dall'editor Mondadori Antonio Franchini. In Matematica i numeri primi sono dei numeri che hanno la particolarità di essere divisibili solo per se stessi e per uno. Ma ci sono dei numeri primi ancora più singolari: i numeri primi gemelli. Essi sono coppie di numeri primi vicini ma separati da un unico numero pari che si frappone tra loro. Gli studiosi ci dicono che, proseguendo nella sequenza numerica, i primi gemelli sono sempre più rari ma, ogni tanto, ecco che possiamo sempre incontrarne una coppia che cerca di abbracciarsi senza mai incontrarsi per davvero, pur viaggiando sulla stessa strada. Così sono i protagonisti di questa storia: Mattia e Alice. Due persone speciali che pur trovandosi molto vicine sono predestinate a non incontrarsi mai sul piano relazionale. Alice, costretta dal padre a frequentare una scuola di sci, dopo un brutto incidente rimarrà menomata. Mattia si porterà dentro l'intensa colpa di aver abbandonato la sorellina handicappata che scomparirà senza che di lei si sappia più nulla. Seguiremo la loro vita attraversando la loro infanzia, l'adolescenza e l'età adulta con tutto il carico di problemi consequenziali ai loro traumi infantili e partecipando a tutte le loro fragilità, alla loro incapacità di esprimersi e comunicare, alla loro diversità che li fa riconoscere ed attrarre, al loro rifugio nel rifiuto, sia esso del cibo, dell'amicizia o dell'amore, al loro precario equilibrio, alla loro lenta emancipazione che si avvererà solo con un'accettazione totale della propria solitudine, delle proprie forze e dei propri limiti. Sicuramente interessanti i capitoli dedicati all'adolescenza: il "non detto", le chiusure in silenzi tenaci, le scelte prese d'impulso che avranno la capacità di condizionare il futuro, l'inquietudine che opprime, le relazioni familiari prive di parole, incapaci di contenere dolore e rabbia costretti così ad implodere frantumando l'anima. Il libro è carico di tematiche importanti, come l'anoressia, l'omosessualità, l'autolesionismo, l'emarginazione, il bullismo, le problematiche familiari, l'insoddisfazione nei rapporti di coppia, spesso però vestite più da luoghi comuni che da vere e proprie esplorazioni interiori. Il mondo adulto, poi, è evanescente o quasi inesistente, inesplorato, con personaggi non delineati, scoloriti, dai contorni vaghi ed imprecisi. La scrittura è scorrevole e lineare, alcune metafore e similitudini indovinate, il lessico non particolarmente ricco ed entusiasmante, i ritmi scanditi in sezioni temporali cadenzate in capitoli brevi, ognuno contrassegnato dall'anno e strutturato intelligentemente in modo da invogliare il lettore a non interrompere la lettura ed è anche per questo che si legge molto velocemente. Il finale è aperto e sapientemente ci sottrae ad un tragico epilogo o a un irreale coronamento di felicità anche se è scarno nei particolari e non completamente coinvolgente. Un autore giovane che, per la sua scrittura semplice ed essenziale e per le tematiche affrontate, si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, lasciando però ai lettori più adulti numerosi spunti di riflessione sicuramente degni di un maggior approfondimento, in attesa di una sua seconda opera per meglio giudicarne il talento. Maristella

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 16/10/2008 10:28

voto 5 su 5 5

Poalo Giordano ha il dono delle parole sospese, delle cose non dette ma per questo ancor pià importanti, dei sussurri leggeri tra le stanze deserte. Attraverso una storia triste e dolorosa, egli crea un filo dolcissimo, fatto di piccoli gesti e teneri sorrisi che illuminano anche le anime più bue. Dà speranza lì dove sembra non ve ne siano, crea un mondo magico ma reale in cui tutto può ancora accadere. Anche il finale, pur lasciando la storia non conclusa, sembra in realtà un nuovo inizio, una nuova possibilità, un nuovo modo possibile di vivere e cambiare il nostro destino.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 13/10/2008 11:29

voto 3 su 5 3

Il libro è sicuramente ben scrittto, ma trovo che l'autore abbia raccontato la storia come vedendola da oltre un vetro, ponendo cioè un filtro frase e i suoi personaggi... I temi "importanti" trattati sono tanti (anoressia, depressione, solitudine, diversità ecc...) forse troppi tutti assieme, ma nel trattarli non c'è empatia e non si riesce ad entrare completamente nella vita dei personaggi, nei loro turbamenti, nella loro sofferenza e questo mi è spiaciuto perchè trovo renda la storia, che di per sè è bella e profonda, "asettica"! In definitiva buon esordio ma credo si possa fare davvero meglio!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/10/2008 22:22

voto 0 su 5 1

Io l'ho trovato un po' piatto. Certo due storie particolari e molto tristi, però raccontate con un po' di superficialità. Il libro non è difficile da leggere: l'ho letto in pochi giorni. Ma a differenza di tanti altri bei libri che ho letto mi ha lasciato una sensazione di vuoto. E' pessimista in modo eccessivo e alcuni lati dei personaggi sono stupidi o infantili. Anche il finale non è una vera conclusione. In sintesi tratta in modo semplice temi comuni di cui la gente vuol sentire parlare. Consigliato a chi ha voglia di deprimersi.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 07/10/2008 11:55

voto 2 su 5 2

Non potrei dare di più ad un libro che mi ha fatto perdere l'appetito a tavola: ogni boccone era un calcolo di calorie e grassi. E' vero, ci sono casi limite di ragazze anoressiche che trovano la pace solo dopo la morte, ma che ad una disgrazia se ne aggiunga un'altra, questo è troppo. Raccontata ai nostri giorni più avere un senso di verità, ma se si guarda da un altro angolo, ci si veste di umorismo perchè fa tanto fantascienza. Un libro passatempo, come la vita dei due protagonisti... un passatempo.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 06/10/2008 22:10

voto 4 su 5 4

Mi é davvero molto piaciuto. Scorrevole, ben scritto, commoventi per certi aspetti i 'limiti' dei due protagonisti che si cercano, si attraggono ma non riescono mai ad unirsi. Consigliato!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 03/10/2008 14:36

voto 3 su 5 3

A chi non ha chiaro il termine coalescere: è, ad esempio, la proprietà delle goccione d'acqua di riunirsi tra loro e formare una pozza di dimensioni maggiori.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 02/10/2008 22:05

voto 1 su 5 1

Chiuso il libro davvero ci si sente un po' più soli.. Coatto

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 02/10/2008 09:56

voto 0 su 5 1

Coalescere-coalescenza sono parole che ho adoperato al tempo dell'università,e che non ho mai più utilizzate da allora (più di 20 anni fa). Questo la dice lunga: invece di adoperare altri termini più "umani" come riunirsi, ritrovarsi, ricongiungersi... Giordano fa un po' sfoggio (come molti suoi coetanei) delle sue conoscenze scolastiche e ci piazza li' una specie di metafora: "come tessuti di una ferita che si rimargina" o anche "come stelle che si agglomerano in una galassia"... penoso!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 01/10/2008 16:27

voto 5 su 5 5

Indecisa tra il 4 e il 5. Giordano non va fuori dai canoni italiani del romanzo, però li reinterpreta. Lo stile è crudo, sebbene abbastanza ''addolcito''. Ha il potere di tenervi incollati alle pagine e, be', in alcune parti fa male il cuore. Personalmente ho apprezzato anche le parentesi, quasi ossessive, di fisica!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 01/10/2008 13:41

voto 0 su 5 1

Il classico libro scritto a tavolino: si definisce il target medio del lettore (trent'enne, istruito, urbano e 'sensibile' ai problemi esistenziali), s'imbastisce una trama con i personaggi giusti, con le storie che fanno tendenza, con la solita superficialità da fiction televisiva sulle tematiche adolescenzial-tardive, ci si inventa una copertina da shampoo per capelli alle erbe che fa molto 'nature', un titolo d'effetto e poi si lancia sul mercato con un battage pubblicitario martellante. Che il libro sia scritto senza un guizzo di originalità, persino con errori di grammatica, con superficialità e luoghi comuni; che l'autore qua e là ci delizi gratutitamente con le sue conoscenze scolastiche di fisica e racconti in modo spento una storia che di per sé avrebbe anche potuto essere appassionante, evidentemente sono cose che non interessano a nessuno. Così in 800.000 e più ci siamo comprati questo romanzetto e siamo lì a gridare 'capolavoro assoluto'! I premi oggi valgono quello che valgono. Un tempo li vincevano Bassani, Pavese, Eco. Mi chiedo: è possibile che la letteratura italiana di successo oggi serva solo a compiacerci, a essere solo lo specchio rassicurante della nostra esistenza. Perché nessuno dei nuovi autori ha voglia di osare, di farci viaggiare in qualcosa che sia diverso da noi, che ci sappia far vivere il libro come un'avventura?

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 30/09/2008 10:25

voto 0 su 5 1

Qualcuno mi può spiegare questa frase letta nel libro: "...il cui destino chiaro è quello di coalescere in qualche punto dello spazio e del tempo"

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 28/09/2008 12:48

voto 4 su 5 4

Molto bello; scritto bene. Decisamente coinvolgente. Lo consiglio sicuramente. Magari rimarrà un po' d' amaro in bocca riflettendo su, quanto fare o non fare certe scelte possa cambiare completamente la nostra vita; trovo terrorizzante rendermi conto di quanto sia fragile il nostro esistere se possiamo cambiare tutte le nostre carte in tavola in un sol colpo.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 26/09/2008 17:02

voto 2 su 5 2

si parla di situazioni estreme, spero rare come i numeri primi, ho letto questo libro in tre giorni, mi ha catturato, scrittura pulita... ma... alla fine, mi è rimasta l'impressione di una intelligente costruzione, poco partecipata...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 25/09/2008 12:44

voto 2 su 5 2

perfetto per una fiction.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 23/09/2008 15:04

voto 5 su 5 5

davvero super, un libro da leggere tutto d'un fiato, non perché ci sia suspance, non é certo un thriller, ma non vedi l'ora di vedere come va a finire!! e la fine é degna del libro... non poteva che finire così!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 21/09/2008 11:29

voto 0 su 5 1

Risulta essere uno di quei libri inutili, che non lasciano nulla. Sembra di leggere il diario di un quattordicenne che ancora non sà veramente nulla del mondo reale. Il premio strega, chissà qui altri non perderò certo tempo a paragonarli, visto il risultato. Anche lui è giovane è si capisce.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/09/2008 12:55

voto 0 su 5 1

secondo me il libro è scritto bene ma mancano le emozioni, lo stile è freddo... vuole essere un libro sul disagio infatti si parla di tutto dall'anoressia, autolesionismo, un ragazzo che si scopre omosessuale... ma i singoli racconti dei personaggi sono, secondo me, frammentati... penso che c'è un concentrato di argomenti sul disagio... quindi sembra un'enciclopedia di questo argomento. Interessante comunque la trattazione dell'argomento tabù dell'autolesionismo. chi ha questa patologia viene deriso e non capito e il romanzo ha avuto successo proprio per questo... perché questa malattia si insinua nelle persone per i motivi più svariati... e queste persone sono normalissime come mattia e alice... scatta un senso di colpa... sarebbe interessante che se ne parlasse di più...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 18/09/2008 18:51

voto 0 su 5 1

Non ho mai letto un libro così velocemente, si lascia leggere molto bene e la storia è appassionante... in fondo un po' tutti ci sentiamo dei numeri primi! Ho trovato la fine un po' deludente, forse perché sono troppo romantica.. Credo comunque che abbia vinto il premio meritatamente.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 17/09/2008 17:20

voto 1 su 5 1

Psicodramma adolescenziale in salsa pessimistica, il libro di Giordano è angosciante, vuoto, nichilista e senza speranza, come dire... se le cose vanno male, andranno sempre peggio, sino alla catastrofe! Il libro è bruttino, non lascia altro che la sgradevole sensazione di avere passato qualche ora con personaggi depressi e demoralizzanti. Per me è da evitare!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 15/09/2008 15:54

voto 3 su 5 3

Nelle ultime tre pagine ho provato l'emozione del sollievo, dopo aver trascorso il resto del libro in empatia con i due personaggi. Questo l'ho apprezzato, è stato come uscire a galla dopo esser stata in apnea per troppo tempo. Eppure uscire consapevolmente dallo stato nevrotico come sembrano fare anche solo per un momento Alice e Mattia non è cosa che si resce a fare da soli d'emblè e come viene suggerito nel libro... Subito dopo, questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente. Giordano è molto giovane ma promette bene: opera secondo me imperfetta ma la promuovo per la giovane età dello scrittore e per la passione con la quale l'ho letta.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 11/09/2008 16:58

voto 5 su 5 5

Bellissimo letto velocemente... storia che appassiona...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 11/09/2008 16:07

voto 0 su 5 1

...ma cosa è successo ai giurati del premio strega? ci sono o ci fanno? oppure il premio di quest'anno è figlio delle esigenze della società moderna? il liquore gli ha dato alla testa... così come sono scaduti definitivamente il cinema e la musica ora ci stanno togliendo anche i libri in ode al Dio denaro ed alle strategie commerciali (questo è più un romanzetto per adolescenti, e neanche troppo svegli). banale ed infantile; non si può premiare un modo di scrivere così ''semplificativo''... ''aridatece i sordi''

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/09/2008 15:04

voto 1 su 5 1

Il libro è stato sovrastimato a partire dai giurati del premio Strega. I personaggi sono solo bozze tutte ripiegate su un leitmotiv di accadimenti di unico segno (negativo). Non c'è riscatto, nè messaggio. Il romanzo mi ha lasciato molto perplesso. Scrittura probabilmente un po' troppo fluida. Scrivere non è parlare.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 07/09/2008 18:36

voto 0 su 5 1

ho appena terminato questo libro e mi ha deluso davvero: frammentazione eccessiva, temi banali e finale insignificante; l'inizio coinvolgente lascia supporre una storia densa ed emozionante, ma poi il racconto perde di interesse e quello che sembra un dramma del quale non si vede l'ora di scoprire il finale rimane sospeso senza possibilità di comprensione. Promette bene, ma la storia è assai scarna e deludente.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 05/09/2008 18:25

voto 2 su 5 2

Un buon libro per le vacanze, leggero, anche se il finale è un po'... Si vede che a scrivere è un giovane alle prime esperienze.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 05/09/2008 12:27

voto 0 su 5 1

capolavoro. sono pochi i romanzi che meritano un complimento simile e che meritano davvero il premio strega, ma questo libro è davvero un gioiello di scrittura, cattura ed ipnotizza, crea un'empatia tra il lettore ed i protagonisti, ci fa sentire il loro disagio nella vita, la loro solitudine. bravo paolo, scrivi ancora, scrivi così.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 04/09/2008 22:53

voto 1 su 5 1

Si fa leggere, ma non è un romanzo da Premio Strega.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 03/09/2008 16:48

voto 0 su 5 1

Sarà perché sono un fisico anch'io, ma tutte le metafore matematiche, (ab)usate anche per esprimere concetti elementari, non le reggevo più. Il libro scorre, ma dove voleva andare a parare? Sarà perché fortunatamente non ho vissuto nessuno dei drammi dei protagonisti e perché Mattia incarna lo stereotipo dello "scienziato" tutto lavoro e niente rapporti umani, ma proprio non sono riuscita ad affezionarmi. E poi la boiata sulla riapparizione di Michela... Gi° abbastanza improbabile, ed ancor di più il fatto che Alice lo abbia cercato per questo, senza, per altro, confessarglielo. Non commento dal punto di vista stlistico, non ne ho competenze, ma per la staticità dei personaggi lo boccio.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 03/09/2008 15:57

voto 4 su 5 4

Ho solo 15 anni e so di aver meno esperienza di un lettore adulto riguardo al mondo dei libri, ma a mio parere questo romanzo ha un profondo significato. Aiuta il lettore a riflettere sulla realtà in cui ci troviamo e sulla società che ci circonda. Io l'ho praticamente divorato e lo rileggerei quante volte possibile! Per quanto mi riguarda lo consiglio a tutti gli adolescenti, e chiedo cortesemente ai lettori adulti di non cascare nella superficialità ma di guardare più nel profondo delle cose.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 31/08/2008 01:27

voto 5 su 5 5

sottile e pungente incredibile la comparazione tra un grande dolore che ci segna e una vita trascorsa segnata dal diventare irrimediabilmente un numero primo.. e la solitudine che accompagna inesorabilmente chiunque abbia avuto il privilegio di ritrovarsi così l'eredità di una sconfinata sensibilità. Autore giovanissimo... complimenti e grazie.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 30/08/2008 16:20

voto 1 su 5 1

è un testo che si legge in mezza giornata, come ho fatto io, per il linguaggio molto adolescenziale; i temi certo sono molto forti e attuali, ma mi dà l'aria di un "romanzo" che ti fa correre tanto, per non trovare nulla alla fine. Un romanzo che lascia l'amaro dentro... confrontandolo con i due ultimi premi strega, veronesi e ammaniti! ...questa giuria mi sa che...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 26/08/2008 18:42

voto 2 su 5 2

...sicuramente è un testo dal contenuto forte, dalla lettura molto scorrevole... ma credevo in una profondità diversa... senza demerito per i temi trattati...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 26/08/2008 16:53

voto 1 su 5 1

Orizzonti corti imprigionati nel proprio court-yard, questa è la caratteristica di questo scrittore alla sua prima esperienza. Il premio Strega attualmente è come l'Alitalia che nessuno riuscirà a salvare e, tantomeno, un romanzetto inespressivo e insapore, scritto in un linguaggio scolaresco. Personaggi anonimi non molto bene tratteggiati che passano come stinte ombre sulla parete opaca del racconto. Mattia e Alice numeri primi, perché? Forse per essere dei campioni di nevrosi romanzesca, più giustificata per lui che per lei.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 25/08/2008 11:43

voto 2 su 5 2

ho letto molti dei commenti e devo dire che più del libro, mi ha colpito la percezione così diseguale dei lettori. Dunque, l'autore ci ha preso ma che questa sia un opera prima lo si legge dalle prime righe. Giordano è bravo e capace ma ha concentrato in 300 pagine la trama dei prossimi dieci libri, ricavandone un pastone abbastanza informe che, per le troppe tematiche sulle quali passa, appare improbabile e poco profondo, o meglio, poco approfondito. Se si ricerca l'interiorità delle cose e degli uominini c'è bisogno di maggior concentrazione sui temi dati o discussi, di più senso del vissuto, mentre qui si salta di palo in frasca senza soluzione di continuità. L'esperienza che tanto giova alla costruzione della storia e da il respiro della vita vera, qui non si percepisce e dunque i profili non palpitano delle inquietudini ma delle proprie didascalie. Il genio matematico compone con oculatezza il puzzle ma tanto non basta a dare respiro e spirito, pathos ed emozione alla vicenda. Ma esiste una vicenda? Promosso ma soltanto per le qualità che promette di sviluppare.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 24/08/2008 20:12

voto 2 su 5 2

non da premio strega!!! la lettura è scorrevole ma non da annoverare tra i vincitori del prestigioso premio strega... la storia è carina i personaggi particolari... il finale prevedibile... insomma un libro così così

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 21/08/2008 13:36

voto 3 su 5 3

A me il libro è piaciuto molto, anche io credo che Mattia sia vicino a Paolo, mi ha dato subito questa impressione... ma come sempre i personaggi piu belli e forti sono femminili... complicata e molto femmina la povera Alice

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 20/08/2008 15:33

voto 1 su 5 1

Voto 2/10. Questo libro è veramente brutto, è bene metterlo subito in chiaro. Esaminiamo, punto per punto, gli aspetti poco convincenti di questo romanzo. La trama è veramente pessima e lacunosa; non ricordo nulla di tanto patetico e vuoto dai tempi delle telenovelas di Grecia Colmenares. Giordano approccia al libro come un neofita della cucina ai fornelli: non sceglie con cura gli ingredienti, non dosa le misure, non usa i tempi giusti. Il risultato è un pastone dei tempi moderni; ci vengono proposti in modo orticantemente patetico e disordinato tutti i luoghi comuni della nostra società : l'emarginazione, l'incapacità  decisionale, il bullismo giovanile, l'anoressia, l'omosessualità , la personalità  border line, il rapporto di coppia non appagante, la difficoltà  del ruolo genitoriale e chi più¹ ne ha più ne metta. Una puntata di Lucignolo non sarebbe riuscita a condensare tanta banalità  tutta assieme. Notevole sforzo di sintesi. La caratterizzazione dei personaggi è perfino peggio della storia. Non c'è introspezione, Giordano sembra conoscere la realtà  in modo indiretto. Il libro non sembra scaturire da esperienze personali, per definire i personaggi fa uso di un selvaggio copia/incolla apponendo sciattamente idee prese un po' qui e un po' lì; ne esce fuori un buffo vestito di Arlecchino. Le parole non sembrano nemmeno figlie di un mondo interiore. La storia della letteratura è ricca di capolavori scritti da prigioni di emarginazione: Bronte, Dickinson, Leopardi, solo per citarne alcuni, che ci hanno regalato pagine intense arandosi dentro. Giordano invece ci regala pagine vuote come un foglio intonso, non usa il Teorema 0 della buona letteratura: mai parlare di ciò che non si conosce (o che non si vive). Poco autentico. La scrittura, per quanto ripetitiva, è scorrevole. Il libro si lascia leggere e questa è di certo, la sua colpa più grande; se ci fosse stato qualche disincentivo alla lettura avremmo evitato di perdere tempo in una lettura sterile ed inutile. Sebbene alcune metafore e similitudini siano molto belle, evocative e di grande impatto perdono subito la propria vis per via del contesto arido in cui sono inserite. Alla lunga, poi, il ricorso alle similitudini fisico-matematiche risulta fastidiosissimo. Immaturo, da un quasi trentenne mi aspetterei maggiore spessore. Mi viene il solito dubbio che qualcuno ci stia prendendo per fessi. Basta una storiella insulsa ed un po' di pubblicità  per far diventare un libro vuoto un successo editoriale? Evidentemente sì. Usando un linguaggio matematico potremmo dire La solitudine dei numeri primi sta alla letteratura come Lucignolo sta al mondo dell'informazione.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 12/08/2008 17:51

voto 4 su 5 4

Molto Bello. Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato. L'ho trovato sul letto impachettato, come augurio di buone vacanze. Un regalo squisito da parte di due persone squisite. I miei complimenti a questo giovane autore che mi ha fatto commuovere fino alle lacrime e sorridere dei grandi drammi ma anche delle piccole gioie di Alice e Mattia. Complimenti per la sensibilità. Complimenti per questo stile asciutto e conciso che a mio parere sposa alla perfezione la storia che ha narrato, fatta di silenzi, cose pensate ma non dette, gesti schivi e veloci.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/08/2008 16:04

voto 3 su 5 3

Paolo Giordano è un ragazzo intelligente, c'è tanto di lui in Mattia, ma poca della forza che l'autore possiede è stata impressa nel carattere dei suoi personaggi! Si intravede nel finale del libro, nella sua Alice! Sfogliando il libro, si legge soprattutto di lui, in ogni piccola presenza.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/08/2008 22:55

voto 5 su 5 5

Speciale e unico a sé. Non ho mai letto un romanzo così particolare e ben scritto. Devo dire che dalle recensioni ero titubante a leggerlo... ora posso dire che ne sono contento. Felicitazioni e complimenti al giovane Autore!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 07/08/2008 14:40

voto 5 su 5 5

Veloci sono passati i momenti in compagnia di questo libro ma racchiuse in quelle pagine c'è molto di più di un racconto,molto di più di una semplice storia elaborata per fare successo... C'è la drammaticità  di due vite che parallele cercano di essere incidenti, ci sono i traumi della vita che come parassiti si nutrono della tua linfa, c'è il dolore di non essere capaci a trovarsi per non lasciarsi andare più... E' la descrizione di attimi di vita che sono tesi come corde di una chitarra... Tutto questo narrato e raccontato con una forma e con uno stile che ti tengono incatenato alle pagine,così mentre leggi la mente si assoggetta alla parole,alle righe e ai pensieri che naturali nascono leggendo spaccati di vita così sfumati ma vivi... E' un libro che commuove, che ti fa riflettere, non un libro banale!!! LEGGETELO CHE VI APRIRA' LA MENTE...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 04/08/2008 11:47

voto 2 su 5 2

Un libro particolare, la descrizione minuziosa e precisa degli atteggiamenti, dei pensieri e degli stati d'animo dei protagonisti riporta alla mente che lo scrittore è un fisico. Un libro terribile, bello, i protagonisti per via dei loro traumi racchiudono le paure e le angoscie dei giovani. Da legere

La solitudine dei numeri primi

Iole Mura - 31/07/2008 16:53

voto 5 su 5 5

Solo a fine lettura ho cercato di dimenticarli Mattia ed Alice ma non è stato facile. In causa non era solo la loro sofferenza e solitudine ma quella di tutti gli altri bambini, adolescenti e giovani sparsi per il pianeta. Durante la lettura li ho cullati come una mamma. Paolo Giordano non ha voluto, credo, suscitare sentimentalismi da soap opera, ma dirigere il nostro sguardo dove la sofferenza è spesso muta ma non per questo meno atroce. Un libro che a non averlo letto avrebbe lasciato un vuoto.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 31/07/2008 09:31

voto 4 su 5 4

Alice e Mattia,sono due numeri primi,divisibili per uno e per se stessi; l'autolesionismo è il metodo che adottano, per difendere il loro individualismo di persone autocondannate alla solitudine. E', certamente, un bel libro, con una sua originalità, pur trattando argomenti attuali: anoressia, bullismo, autolesionismo, difficoltà a relazionarsi con gli altri e con se stessi. Alice è terrorizzata, ma lo è anche Mattia, sono troppo fragili, li spaventa la vita; sono, sicuramente, entrambi, il ''prodotto''di un'infanzia sbagliata e non sono riusciti a venire fuori da quell'io, in cui si sono chiusi, ermeticamente, dove non c'è posto per nessuno, tranne che per se stessi e la loro unicità di numeri primi.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 28/07/2008 13:09

voto 4 su 5 4

E' molto difficile per una persona dalla mentalità ''scientifica'' rendere in termini matematici le relazioni umane e le loro implicazioni. Giordano ci riesce molto bene fin dal titolo,sfruttando la similitudine tra i numeri primi gemelli e le vite dei protagonisti, schiacciati l'una dal peso delle aspettative paterne, l'altro dal tragico errore di valutazione che porta alla scomparsa della sorella. Tutto il romanzo si gioca sui traumi di Alice e Mattia, tra l'esigenza di essere accettati (Alice) e l'asocialità (Mattia). Ribadisco; bellissimo e terribile.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 27/07/2008 22:39

voto 2 su 5 2

Mi trovo effettivamente in difficoltà a commentare questo libro. Molto dipende dal quali fossero target ed intenzioni iniziali. Come lettura da ombrellone, è ottima e la consiglierei: il libro è oggettivamente scritto bene e si legge d'un fiato. Lo stile è piacevole e scorre. Se le ambizioni erano invece più alte (e lo Strega mi fa presumere che l'ipotesi corretta sia questa), allora tutto cambia. Il libro, rientrante nel classico filone adolescenziale, è stato trasformato in ''fenomeno'' grazie un'ottima campagna di marketing: a cominciare dal titolo (peraltro non scelto dall'autore) che è davvero un capolavoro: attira, incuriosice, ma - ahimé - crea anche alte aspettative. Che puntualmente vengono deluse: i personaggi non sono costruiti in modo particolarmente profondo, gli eventi sono banali, potrebbero tranquillamente rappresentare la sceneggiatura di una fiction TV prime-time. Anche la fine delude: il libro si conclude in modo affrettato, senza incidere. Si sente l'immaturità dell'autore che, ribadisco, scrive bene e ''si farà''. Ma non posso credere che un libro del genere abbia vinto lo Strega, premio che un tempo andava a libri come Il Gattopardo, Tempo di uccidere, Il nome della rosa...

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 25/07/2008 17:06

voto 4 su 5 4

Intenso e molto emozionante. Si legge tutto d'un fiato ed è a tratti commovente... Credo che ognuno di noi possa trovare un po' di sè in questo romanzo.

La solitudine dei numeri primi

francy - 23/07/2008 11:53

voto 1 su 5 1

La cosa più bella e forte ed evocativa è il titolo. Preannuncia profondità, disperazione, introspezione. Poi nel libro non c'è nulla di tutto questo. Lo si legge sperando in un finale che dia un senso a pagine prive di descrizioni, anonime, ad un linguaggio che non si decide se essere colloquiale o ricercato (o forse non sa esserlo). Storia che pretenderebbe di essere realista, di trasmettere il disagio della attuale gioventù, ma che fallisce miseramente, senza aver contestualizzato fatti e persone. Non si capisce dove ci si trovi, e non perchè non figurino nomi di città o di strade o luoghi, ma perchè nulla nelle piatte pagine ancora il racconto ad una realtà riconoscibile. Tutto è bidimensionale, come in un disegno senza prospettiva. E il fatto che sia un'opera prima di un ''giovanissimo'' non è nè un pregio nè una scusante. La letteratura italiana è davvero in alto mare.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 22/07/2008 00:09

voto 4 su 5 4

Bellissimo ed accattivante, il titolo racconta con poesia la spietatezza dell'adolescenza e la difficoltà del crescere. Effettivamente l'inizio è la parte migliore, poi un pò si perde. Da leggere.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 18/07/2008 14:40

voto 1 su 5 1

Un romanzo come tanti. Scritto bene , si legge piacevolmente, ma non ha il potere di stupirmi; non segna nessuna tacca tra i miei libri preferiti. Ok, è il primo romanzo, ma addirittura Premio Strega mi pare eccessivo...sebbene sia scorrevole, è a tratti prevedibile...c'è ben altro sugli scaffali su cui concentrarsi!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 18/07/2008 11:09

voto 3 su 5 3

Questo libro, a mio avviso, è scritto molto bene. La lettura scorre piacevolmente. Mi ricorda però un po' ''Come Dio comanda'', vincitore del Premio Strega dell'anno scorso. Personaggi problematici e tutto. Leggerò il libro di Rea ''Napoli Ferrovia'' e deciderò se chi ha vinto quest'anno se l'è meritato o meno.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 16/07/2008 14:51

voto 1 su 5 1

Per quel che possa valere la mia opinione. Ho acquistato il libro perchè non leggo romanzi. Volevo cercare di ovviare a questa mia lacuna ma, se così è il romanzo, abbandono subito il genere. Banale, infantile, noioso dopo iprimi due capitoli. Lino

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 11/07/2008 16:03

voto 2 su 5 2

Parte bene. riesce a catturare la tua attenzione dopo appena due pagine. ti incuriosisce. ti fa davvero pensare che possa essere un buon libro, non scritto in modo particoalre, ma scorrevole, piacevole. poi emerge la giovane età dello scrittore, e la storia, i due eprsonaggi si perdono nelle pagine... tu lo finisci, perchè speri che si riprenda alla fine e invece no. anzi. sembra preso dalla fretta di finire. ero curiosa di leggerlo per poter dare anche io un mio personale giudizio su questo libro (ne ho sentite di ogni donde) e sono felice di poterlo dir: INCOMPIUTO

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 10/07/2008 16:08

voto 1 su 5 1

Ho comprato questo libro dopo aver letto i bei commenti lasciati qui sotto e devo dire che ne sono rimasta molto delusa, pensare che ha vinto pure il Premio Strega! Incredibile... ma con che criterio vengono affibiati certi premi? Pagina dopo pagina continuavo a dirmi ''adesso diventerà interessante'' e invece zero assoluto!

La solitudine dei numeri primi

maria - 10/07/2008 14:54

voto 3 su 5 3

L'esordiente scrittore italiano ci regala intensi momenti di riflessione, catturando l'attenzione del lettore mediante una trama avvincente ed originale. Il vero senso del romanzo, però, non risiede nel dipanarsi delle pur appassionanti vicende dei protagonisti, bensì nel messaggio più profondo della storia stessa, che ognuno - a seconda delle proprie esperienze personali - vi può ravvisare. In ogni caso, l'amarezza di fondo del libro lascia spazio a sprazzi di speranza, che ci inducono a meditare sul significato della vita. Personalmente, ne ho tratto l'insegnamento che ognuno di noi deve (e può)far conto solo su sé stesso senza imputare ad altri la responsabilità di ciò che ci accade e, soprattutto, delle successive ripercussioni degli eventi della nostra esistenza.

La solitudine dei numeri primi

Giakyda - 10/07/2008 13:36

voto 2 su 5 2

Si legge tutto d'un fiato, perchè è semplice. Il classico libro sotto l'ombrellone, giusto per far passare il tempo. Alla fine, dentro, non ti lascia molto.

La solitudine dei numeri primi

Paola - 10/07/2008 13:23

voto 4 su 5 4

Dico la verità, mi attirava il titolo ed ho acquistato il libro, incuriosita anche dal fatto che l'autore fosse giovane e sconosciuto. Non ho potuto staccare gli occhi e la mente dalle pagine, l'ho letto in un giorno, tutto d'un fiato, ed ho trovato qualcosa di me in quelle due creature protagoniste della storia. Scritto in modo eccellente, anche nella occasionale mancanza di virgolette nei dialoghi, quasi a non recintare l'impeto delle parole. Complimenti all'autore ed anche a chi, pubblicandolo, ha creduto in lui.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/07/2008 09:07

voto 4 su 5 4

Da bambina ho sofferto di una dolorosissima malattia della pelle, che ha colpito in particolare entrambe le mie mani, condizionandomi per tutta la vita... Dopo più di dieci anni, due mesi fa, ho rincontrato, casualmente ed in una maniera dolcissima, un amico di gioventù a cui avevo confessato di essermi innamorata di lui... In questa occasione ho scritto un po' di righe, per fermare per sempre sensazioni uniche ed irripetibili... Ho comperato il libro di Giordano, appena appreso alla radio che aveva vinto il premio Strega e tutto mi è sembrato una sequenza gigantesca di coincidenze riguardanti la mia vita. E' stato come svolgere un nastro di sensazioni, emozioni, sentimenti provati, difficili da spiegare, difficili da comprendere. Proprio come la solitudine dei numeri primi!!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 07/07/2008 11:25

voto 5 su 5 5

molto bello avvincente e adatto per i ragazzi della nostra età... finalmente uno scrittore che riesce a catturare anke qlli ke nn leggono tanto km me... P.s. sapete se c sn date per la presentazione del libro... ? dove?

La solitudine dei numeri primi

Armando - 03/07/2008 12:37

voto 1 su 5 1

Siamo di fronte ad un classico caso letterario costruito a tavolino. A questo libro è stato decretato un successo a priori. Ben diverso è l'evento del successo di libri come il recente ''L'eleganza del riccio'' dove parte dal basso, dai lettori un consenso su un libro non eccezionale ma di ben diverso spessore. Qualche intuizione interessante, forse una sola, quella dell'analogia fra i numeri primi ed il destino dei due protagonisti. Eccessivo e sopra le righe il personaggio di Mattia gravato comunque da un passato fortemente condizionante mentre paradossalmente viene meglio e ci si lega di più ad Alice anche se in fondo non si capisce perchè dovrebbe essere ''drammatico'' e singolare vivere in una famiglia benestante un pò grigia in cui il papà ti paga le lezioni di sci, anche se in seguito a questo ti rompi una gamba. Insomma, un compitino ''di maniera'' condotto con un discreto ritmo, con i classici artifici da scrittore di routine (metonimie, finti riconoscimenti). Una cosa che mi ha colpito è l'assenza totale di ''vissuto'', nel senso che lo scrittore parla di ambienti come quello universitario che a lui dovrebbero essere familiari senza regalarci punti di vista e racconti intimamente connessi con quel tipo di ambiente, quasi delle finestre che ad un estraneo sono chiuse e che nascono dalla quotidianeità della vita. L'università che lui descrive sembra un accozzaglia di luoghi comuni, conditi dall'ambientazione nordica, come se lui in una università non avesse mai messo piede e ne parlasse per immaginazione e sentito dire. Si inserisce comunque nella scia della pochezza della letteratura prodotta dai giovani scrittori italiani con le poche eccezzioni di gente come Isabella Santacroce.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 30/06/2008 12:15

voto 4 su 5 4

E' un libro che stra consiglio. Alla sua prima opera Giordano scrive un bel romanzo che si legge tutto di un fiato. La storia è avvicente e anche il finale non è assolutamente banale. E' assolutamente vero che certe esperienze che ti succedono da piccolo poi ti influenzano per tutta la vita. Mi auguro che vinca il premio strega

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 28/06/2008 07:56

voto 2 su 5 2

La storia, tutto sommato piacevole in se, dà la strana sensazione di essere incompleta. Infine malgrado l'idea sia avvincente e per certi versi originale lo stile letterario non colpisce per nulla. Potrebbe andar bene dunque come secondo libro e non certo come ''il libro'' per presentarsi al pubblico. Il mio giudizio finale: cosi' cosi'

La solitudine dei numeri primi

Arcangela Cammalleri - 27/06/2008 07:21

voto 4 su 5 4

La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano Questo notevole romanzo dell'esordiente Paolo Giordano scava nel labirinto dell'animo umano con grande vigore espressivo ed emotivo. I due personaggi centrali della storia, Alice e Mattia, sono stati segnati, nell'infanzia, da un'esperienza lacerante che ha devastato e come compresso i loro destini che si incroceranno, ma come i numeri primi gemelli, saranno vicini, ma mai così tanto da toccarsi. Il tracciato narrativo si snoda intersecando due vite parallele, crepuscolari, che scorrono secondo scansioni e ritmi emotivi straordinariamente simili. Il loro microcosmo sentimentale è stato contratto da questi due episodi infantili che come una patina impalpabile di inadeguatezze, paure e ritrosie ha narcotizzato le pulsioni emozionali impedendo loro di aprire un canale di percezione con gli altri. Alice e Mattia seguono traiettorie divergenti, le loro vite, sospese, fluttuano in attesa di una catarsi delle loro intime ed inconfessabili sofferenze, come barriere ostacolano una naturale ed immediata espressività avviluppata in un groviglio insoluto. Giordano, questo giovane autore, sembra attingere la sua perizia narrativa da remoti luoghi dell'anima, in una sorta di profonda immersione psicologica degna di grandi scrittori. Alla trama interessante che scorre su binari di lettura scorrevole e riflessiva, si condensa una rilevante energia stilistica ed una capacità descrittiva analitica e dura della realtà, soffusa da intermittenti lampi di trattenuta tenerezza.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 26/06/2008 19:02

voto 4 su 5 4

Accade a molti di noi di dover convivere con i condizionamenti dell'infanzia. Talvolta, come per Mattia e per Alice, ciò che accade loro in tenera età è tale da annientarne completamente le possibilità di relazione con gli altri. Tra loro sono simili, ma hanno la vicinanza e al tempo stesso la diversità di due numeri primi gemelli... L'autore accompagna i suoi personaggi dall'infanzia alla maturità amandoli ma lasciandoli al loro percorso senza farsi influenzare dalla passione, come farebbe un bravo psicologo, dimostrando altresì una padronanza dei mezzi letterari davvero stupefacente per la sua giovane età e per la sua professione di fisico. Un'eccezionale opera prima.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 23/06/2008 14:58

voto 4 su 5 4

Un ottimo libro, ben scritto che racconta senza inutili leziosità il percorso di crescita di due ragazzi ''spezzati'' che devono imparare a ricucire la propria esistenza per non rimanerne sopraffatti!!! Si riconoscono nella sofferenza... ma a volte essere simili non sostituisce il bisogno di autonomia individuale!! Non ci si aggrappa agli altri ma solo a se stessi, per quanto possa essere difficile!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 22/06/2008 21:57

voto 4 su 5 4

molto bella la storia, soprattutto il titolo, se questo libro avesse un titolo banale, non penso mi avrebbe colpita così tanto. una cosa che non mi piace e che giordano non sempre usa le virgolette prima di un discorso diretto, e non sempre mette le virgole quando ci vogliono.

La solitudine dei numeri primi

sara - 18/06/2008 17:49

voto 5 su 5 5

L'ho letto appena uscito in libreria attratta dal titolo, dalla copertina e dal fatto che un giovane matematico fosse diventato uno scrittore. Mi è piaciuto tantissimo, è un libro ricco di sentimenti, forte nella descrizione del dramma interiore da sempre presente nella vita dei due protagonisti. Mi sono chiesa come abbia fatto un ragazzo giovane a parlare in modo così coinvolgente di sentimenti. Ho terminato il romanzo con le lacrime agli occhi, mi sono riconosciuta nella fragilità dei personaggi e ho pensato a quanto fragili possano essere tutti gli uomini anche se in pochi lo ammettono. Mi auguro che sia il vincitore del premio strega.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 17/06/2008 12:15

voto 4 su 5 4

Un libro molto particolare, potrebbe sembrare banale ma non è cosi, è denso di momenti ed emozioni; scorrevole e piacevole.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 16/05/2008 14:55

voto 4 su 5 4

Nel libro, ognuno può ritrovare un po' di se stesso. Ci si può riconoscere nei piccoli-grandi drammi esistenziali. E' un autore audace e molto promettente. Spero che si sappia replicare con altri romanzi.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 12/05/2008 18:01

voto 4 su 5 4

Bellissimo e struggente, ho letteralmente divorato il romanzo in un paio di giorni. Sono rimasta estremamente colpita dalla capacità dell'autore, un matematico 25enne, di entrare nei recessi più bui e profondi dell'animo umano, di immedesimarsi e descrivere i pensieri anche incofessati di personaggi maschili e femminili con uguale bravura e precisione. E io che credevo che i matematici fossero tutti distaccati e persi in un freddo universo di numeri! E' un libro che consiglio a tutti, perchè descrive come a volte sia facile perdersi e sprecare la propria vita. cinzia

La solitudine dei numeri primi

Allegra - 02/05/2008 20:11

voto 5 su 5 5

Bellissimo, semplicemente bellisimo... è commovente, intenso, scritto splendidamente... direi che come primo libro paolo giordano è stato superlativo! E' un libro che attraversa tantissimi temi, in primis le difficoltà di relazioni dei due protagonisti, poi l'autolesionismo e l'anoressia, ma sono problemi che hanno ovviamente radici profondissime in altri problemi ed episodi che segnano la vita dei 2 ragazzi... Alice e Mattia viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda, l'uno con l'altra si sentono meno soli, ma senza mai essere veramente insieme... è una storia, un libro, che fa emozionare e riflettere... è stupendo.

La solitudine dei numeri primi

Fabrizio - 23/04/2008 19:37

voto 3 su 5 3

Il libro è scritto bene, si legge agevolmente; molto buono l'intreccio narrativo. È la storia di due solitudini, di Alice e di Mattia, che pur intrecciandosi perché uguali, non riescono ad aprirsi l'uno all'altra. Non c'è uno scontato lieto fine e questo aumenta quel sapore di malinconia e sospensione che si sente in tutta la storia. Se passate un momento di alti e bassi emotivi, potrebbe fare al caso vostro. Per essere la prima prova di Paolo Giordano, è un bell'inizio!

La solitudine dei numeri primi

Maria Antonietta - 13/04/2008 21:48

voto 5 su 5 5

L'autore dimostra di avere una grande capacità descrittiva. Senza mai cadere nel sentimentalismo ci parla dell' incapacità di vivere l'amore e l'amicizia. Affronta argomenti duri come la solitudine, il dolore e l'anoressia con abilità e precisione. Veramente un bel libro!!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 09/04/2008 16:22

voto 5 su 5 5

Un libro bellissimo, da non perdere. Gli argomenti, la scrittura, la tecnica narrativa, la profondità di analisi dei personaggi, tutto perfetto.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/04/2008 15:29

voto 4 su 5 4

L'ho letto in pochissimi giorni e mi è piaciuto molto. Di grande effetto la scelta del titolo e la similitudine tra i numeri primi e la solitudine che vivono i protagosti. Mi ha sorpreso molto anche come un uomo (lo scrittore) così giovane possa conoscere così bene la psicologia femminile. Vale la pena leggere questo libro.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 05/04/2008 16:16

voto 1 su 5 1

Di solito non mi piace criticare, per me vale sempre il motto ''la critica è facile, l'arte è difficile''. In questo caso però mi sento in dovere di avvertire tutti quelli che, come me, tenendo in gran conto l'opinione di altri lettori, leggendo i commenti qui espressi, pensassero di trovarsi di fronte a uno di quei libri da leggere assolutamente... Io l'ho letto rapidamente, ma non perché ne fossi conquistato: solo per arrivare in fondo quanto prima, e collocarlo nella mia libreria sul ripiano riservato alle delusioni. Intendiamoci, c'è qualche buon spunto, l'idea di base e intrigante, ma non basta... conta (e molto) pure come viene messa in pratica... La scrittura è sciatta, scialba e incolore, monocorde. In una parola: deludente.

La solitudine dei numeri primi

Mirco - 05/04/2008 11:01

voto 5 su 5 5

Uno dei pochi libri che mi abbia intensamente commosso (un altro è Arcipelaghi, di Maria Giacobbe). Non sono certo le prime e uniche pagine che mi abbiano coinvolto emotivamente... ma queste, in alcuni passaggi, sono state capaci di farmi provare dei brividi, come quando Mattia rievoca a se stesso e ad Alice il giorno del tragico evento... evidentemente hanno trovato risonanze dentro di me, forse i miei personali dolori, non so. Personalmente l'ho vissuto come un libro sul dolore e sulla lunga strada per trovare (senza peraltro l'intenzione di cercarlo) il modo di riappacificarsi con se stessi. Ho la sensazione che si tratti anche di un libro autobiografico... almeno mi piacerebbe che lo fosse (molto meno all'autore, credo) perché allora darebbe una grande speranza a tutti coloro che vivono dei dolori in grado di condizionare pesantemente il proprio modo di porsi nei confronti del mondo. La speranza che la scrittura, il raccontare il proprio dolore, il metterlo in qualche modo anche in piazza (non trattenendolo dentro, non schiacciandolo esclusivamente sotto il peso di un incontrollabile e avverso destino)possa anche aiutare a modificarne il peso, a renderlo più sopportabile, a ripararne le conseguenze attraverso una loro riscrittura, una loro più accettabile ridefinizione. Esprimo i miei complimenti e la mia gratitudine all'autore, di cui seguirò con molta attenzione i prossimi passi letterari. Anche questo fa parte del peso delle conseguenze... che, per Paolo Giordano, spero siano molto molto promettenti e ricche di soddisfazione.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 04/04/2008 08:59

voto 4 su 5 4

I ricordi vivono nella mente, il presente vive nel cuore... e se la mente ed il cuore fossero due numeri gemelli? bellissimo libro

La solitudine dei numeri primi

Anna - 02/04/2008 15:00

voto 3 su 5 3

Perchè l'amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta...

La solitudine dei numeri primi

Grizzly - 16/03/2008 19:52

voto 5 su 5 5

I numeri primi sono divisibili solo per se stessi e per uno. Fra questi, esistono poi dei numeri ancora più particolari che gli studiosi hanno definito "primi gemelli": sono due numeri primi separati da un unico numero come ad esempio il 17 e il 19 o il 41 e il 43. Mattia ed Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due ''primi gemelli'', che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di superare il baratro della solitudine e dell'inadeguatezza che caratterizza la loro esistenza. Questo è un libro delicato e terribile allo stesso tempo, al posto degli adolescenti belli e perfetti, emergono due protagonisti imperfetti e marginali. Buona lettura:)

La solitudine dei numeri primi

paola - 13/03/2008 18:33

voto 4 su 5 4

Dopo averlo letteralmente divorato in due serate sono scoppiata a piangere... era un pianto liberatorio, ho sofferto insieme ai due personaggi, ho vissuto con loro ho provato il malessere che era in loro... un ottimo libro ti deve entrare dentro, e questo ci riesce splendidamente!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 10/03/2008 18:19

voto 5 su 5 5

Ne avevo sentito parlare. Probabilmente attratto da un titolo che mi faceva pensare a una relazione con la matematica. Bellissima trama, da leggere in un fiato. Bel lavoro. Speriamo che un autore così giovane produca spesso libri di questa caratura.

La solitudine dei numeri primi

Elisabetta Bolondi - 02/03/2008 10:24

voto 4 su 5 4

Molto giovane lo scrittore di questo primo romanzo, il fisico Paolo Giordano, che ambienta a Torino tra gli anni 80 e i giorni nostri la storia parallela di due bambini-adolescenti-giovani adulti, Mattia e Alice, uniti da una tragedia avvenuta nelle loro rispettive esistenze all'età di sette anni, e che li segnerà in modo definitivo per il resto del loro difficile percorso di vita. Mattia e Alice sono come i numeri primi gemelli, 11 e 13 ad esempio, vicini ma separati da un altro numero che impedisce loro di sfiorarsi. L'autore usa un linguaggio molto sorvegliato, senza indulgere alla retorica o al sentimentalismo, per raccontarci le varie, dolorose fasi del dolore e della solitudine che pervade l'intera esistenza dei due protagonisti, prigionieri di nevrosi incurabili, destinati a restarne soffocati. Malgrado la spietatezza di certe pagine, la freddezza nel descrivere l'incapacità di vivere l'amore, l'amicizia, i rapporti familiari, questo bel libro ci dice molto sul dramma nascosto di tanti giovani afasici, anoressici, depressi. Una chiave di lettura sorprendente, per profondità di analisi e capacità descrittiva.

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 25/02/2008 14:20

voto 4 su 5 4

Sono alle prime pagine di questo libro e già mi sembra di conoscerlo forse perchè a gradi linee racconta anche un pezzo della mia vita... dei disagi e delle troppe delusioni e delle troppo grandi aspettativi che si hanno su me.

La solitudine dei numeri primi

Nelly - 24/02/2008 22:19

voto 3 su 5 3

Una bella storia, scritta con mano leggera ma che riesce a trasmetterti l'angoscia del quotidiano di chi ha vissuto nel passato una grande tragedia. Uno stile perfetto, ed una bella trama, e ad un autore così giovane viene proprio voglia di dire: bravo!

La solitudine dei numeri primi

Anonimo - 08/02/2008 21:25

voto 4 su 5 4

Uno stile asciutto e tuttavia originale, la capacità di raccontare i sentimenti senza essere stucchevolmente sentimentale: è questo che mi piace de ''la solitudine dei numeri primi''. Io che di solito cerco nei romanzi soprattutto una trama avvincente ed un sapiente intreccio narrativo, quasi mi stupisco di averlo letto in poche ore, continuando a desidere di andare avanti in una storia fatta di nulla ed al contempo intrisa di tutto ciò che tutti noi possiamo essere; una storia colorata ad acquerello e tuttavia capare di mostrare quasi con precisione chirurgica l'abisso di solitudine e di incomunicablità nel quale forse un po' tutti, in qualche momento della nostra vita, siamo affondati. Anche il finale non delude, perchè di vero finale, in effetti, non si tratta. Bello, bello davvero. I miei complimenti a Paolo Giordano.

La solitudine dei numeri primi

Isabella - 03/02/2008 08:29

voto 5 su 5 5

Se è vero che leggo ben poco di autori italiani e che pochi riescono a conquistarmi, è stata una soprendente scoperta questo libro appena uscito. Dopo averne letto un breve estratto, sono rimasta totalmente trascinata dalla storia e sono andata subito a comprare il libro! E dopo solo un giorno, l'ho già quasi terminato! Che dire, una storia che colpisce e cattura, sarà che nelle prime pagine mi sono rivista bambina in Alice (più o meno mia coetanea) alla scuola di sci, sarà che questo libro illustra alla perfezione le sensazioni dei figli e l'incapacità dei genitori, talvolta, di percepire il loro disagio e poterli quindi aiutare, le cattiverie tra adolescenti, non so, ma questo libro mi ha davvero entusiasmato e non mi è stato possibile interromperne la lettura neanche per un secondo! Bravo Paolo Giordano, ti meriti un 10 e lode!

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