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La verità, l'opinione
La verità, l'opinione

La verità, l'opinione

by Gennaro Sasso
pubblicato da Il Mulino

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Disponibile a partire dal 21/08/2017.
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Descrizione

E' noto che nella tradizione italiana recente gli studi di storia della filosofia prevalgono nettamente sulla produzione più propriamente teorica. Gennaro Sasso, che pure ha dato rilevanti contributi alla storia della filosofia e della cultura, ha viceversa sempre affiancato all'indagine storica una rigorosa speculazione teorica.

Dettagli

Generi Psicologia e Filosofia » Filosofia: Specifiche aree » Epistemologia e teoria della conoscenza

Editore Il Mulino

Collana Collezione di testi e di studi

Formato Libro

Pubblicato 01/01/1999

Pagine 336

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788815071989

2 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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La verità, l'opinione

Anonimo - 13/07/2009 18:37

voto 5 su 5 5

Quando leggiamo, non dico Machiavelli o Hobbes, ma lo stesso Tucidide o Spinoza, quando guardiamo la politica al di là della sua quotidiana noiosità e liturgia, e vediamo certi momenti aspri, non è che non rimaniamo turbati. C'è nella politica qualcosa di terribile. Ma soprattutto la cosa tremenda è che tutto quel che accade nell'universo storico, accade, e, in quanto è accaduto, perché dovremmo dire che non ha legittimità ad esistere? In quanto accadono due cose, poniamo uccidere una persona o salvarla, hanno la stessa legittimità; hanno più esattamente la loro realtà di accadimenti. Ciascuno può scegliere, sì, tra una cosa e l'altra. Può stare dalla parte dei torturatori o da quella dei torturati. Può sposare le ragioni del bene o quelle del male. Tutto questo rientra nella scelta. Ma se si pretendesse di far discendere questa scelta da una garanzia di carattere trascendente o religioso o etico, allora dovremmo costruire una metafisica della politica che avrebbe le stesse debolezze della metafisica classica, soffrirebbe delle stesse aporie. Si dice che la vita è un valore, è in qualche modo sacra. Ma se accettassimo l'idea che la natura umana è sacra, dovremmo anche dire che questa regola razionale è stata tra le più calpestate negli ultimi millenni. La verità è che la scelta di battersi per quelli che noi consideriamo nel nostro ambiente dei valori è resa forte appunto dalla potenza della scelta stessa, cioè dalla decisione. Insomma l'etica non si deduce, ma si decide. È dura da condividere, ma l'etica ahimè non è definibile. Chi può garantire che una cosiddetta decisione etica sia davvero etica? Nessuno può dare una risposta argomentata. La verità è che l'assolutezza dell'etica sta semplicemente nella decisione che la decide.

La verità, l'opinione

Anonimo - 07/10/2008 15:00

voto 5 su 5 5

Giunto all'età di settant'anni, il professor Gennaro Sasso si svegliò una mattina con un'idea sorprendente. Non è che ai suoi occhi quell'idea dovesse turbarlo più di tanto. Erano anni che vi lavorava percorrendo quel labirinto mentale in cui si era volontariamente rinchiuso. Ma dopotutto le conclusioni cui era giunto erano così estreme, così poco equivocabili nello scandalo che sollevavano, da lasciare nello sconcerto chi, pur conoscendolo, ne fosse per così dire entrato in contatto. Potrebbe iniziare anche così, sotto forma di un incipit romanzesco, la recensione di questo bellissimo e sorprendente libro di uno dei più insoliti studiosi del pensiero filosofico. Il suo libro ha tutta l'aria di dirci qualcosa che non vorremmo sentire. Ci dice che la verità, posto che la si ottenga, non serve a niente. La tradizione filosofica ha per lo più inteso la verità come uno strumento. Ma a questa funzione non può essere ridotta, pena il finire in una serie di nidi d'aporie. La verità è povera e rigorosa. Concetto deludente se la verità la si mette in relazione con una speranza o addirittura con una illusione. Cioè se la si mette in relazione a qualche cos'altro. La filosofia non sta in rapporto con niente, accade semplicemente, nonostante il mondo. E' come, per dirla in termini fenomenologici, un completo vuoto, una grande natura morta, è l'essere che non è né in grado di affermare né di negare. La filosofia non è ricerca della verità, è la verità. Alla filosofia così intesa non ci si dedica, essa è qualcosa che di per se stessa svolge il suo compito. Senza sbagliare mai. Lì dentro l'errore non è ammesso. E' uno dei punti di maggior distacco dalla tradizione occidentale. Ma se ammettessimo che la filosofia per raggiungere il vero deve passare attraverso l'errore, attraverso la devianza, allora bisognerebbe riconoscere che nella costituzione del vero il falso gioca un ruolo fondamentale. Il che è inconcepibile. Come è inconcepibile il fatto che la filosofia, o la verità, siano forme legislative della realtà, capaci di regolarla, illuminarla. Quando leggiamo, non dico Machiavelli o Hobbes, ma lo stesso Tucidide o Spinoza, quando guardiamo la politica al di là della sua quotidiana noiosità e liturgia e vediamo certi momenti aspri, non è che non rimaniamo turbati. C'è nella politica qualcosa di terribile. Ma soprattutto la cosa tremenda è che tutto quel che accade nell'universo storico accade, e, in quanto è accaduto, perché dovremmo dire che non ha legittimità ad esistere?

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