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Le braci
Le braci

Le braci

by Sandor Marai
pubblicato da Adelphi

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"Come un Roth o uno Schnitzler allo stato incandescente: così ci appare oggi, fin dalle prime pagine, questo superbo romanzo. Ma anche, si potrebbe aggiungere, come una sequenza di scene viste attraverso l'obbiettivo di Max Ophuls. Quanto all'autore, Sandor Marai fu uno di quei grandi a cui accade, per un certo periodo della loro vita, di essere famosi e che i cataclismi politici finirono poi per relegare ai margini. Questo libro riaffiora dunque dall'oblio - con il gesto imperioso di qualcosa che non si potrà più dimenticare. Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili (una di quelle amicizie maschili non meno intense del rapporto fra due gemelli monozigoti), tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava, per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: ""una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione"". Tutto converge verso un 'duello senza spade' - e ben più crudele. Tra loro, nell'ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all'insostenibile, mentre scorre una prosa incalzante, nitida, senza scampo."

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Adelphi

Collana Biblioteca Adelphi

Formato Libro

Pubblicato 01/01/1998

Pagine 181

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788845913730

Traduttore Marinella D'Alessandro

Curatore Marinella D'Alessandro  -  M. D'Alessandro

15 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Le braci

Gian Paolo Grattarola - 27/09/2007 20:18

voto 4 su 5 4

Mentre racconta la vita di questo aristocratico generale, asserragliato nella tana solitaria di un castello ai piedi dei Carpazi, Sandor Marai, compiendo il solito percorso a ritroso nel tempo a lui molto caro, scava dentro il suo animo con spietata precisione, perlustrando vaste zone d'affetti e d'ombre e consegnandoci il ritratto indelebile di una figura emblematica di un'epoca che volge irreversibilmente al tramonto. Questi consuma la propria esistenza in un clima pietrificato di dolorosa attesa e di desolato rimpianto nella speranza che Konrad, artista parvenu e simbolo di un'emergente borghesia cinica e rancorosa, gli riveli le ragioni ultime di un comportamento che, aprendo uno squarcio nell'apparente tranquillità della sua vita familiare, ha spento la funzione vitale di Kristina ed ha confinato la sua in un'atmosfera di gravosa sospensione. Con l'attenta scrupolosità di un fuochista egli alimenta ostinatamente la vampa del ricordo rinvigorendola ogni giorno con l'aggiunta di nuovi ceppi, affinché si mantenga accesa fino a quando il tempo scoccherà il vano rintocco della verità. La storia si conchiuderà infine là dove era principiata, nello spazio di un equivoco insanato, di un'amicizia incapace di resistere al richiamo dell'artificio e dell'inganno. Ricorrendo come sempre ad una prosa dallo stile fluido ed elegante, l'autore rivela di possedere il raro pregio di sedurre il lettore coinvolgendolo emotivamente in un racconto spoglio di dialoghi, che si dipana nell'angusto spazio di sole due stanze e nei luoghi sempre persi e ritrovati della memoria. La padronanza assoluta del linguaggio, che fa di Marai uno dei più grandi scrittori del Novecento si rivela nel lungo monologo del protagonista, che induce il lettore ad un cimento non facile, ma di indubbio interesse. Al centro della riflessione dell'autore non ci sono temi universalmente noti come l'amore ed il tradimento, ma l'impossibilità di accettare la deriva di una civiltà e nello stesso tempo la febbrile necessità di identificare il punto esatto in cui si spalanca il baratro di un nuovo mondo a cui avvertiamo con disagio di non poter appartenere. Gian Paolo Grattarola

Le braci

Anonimo - 05/01/2006 15:57

voto 5 su 5 5

L'ho letto una prima volta e mi è parso totalmente inutile e noioso. Poi, una seconda e ancora oggi lo considero il più bel libro che abbia mai letto. In ogni caso capisco anche coloro ai quali il libro non ha lasciato il segno, perchè a mio parere riesce a colpire l'animo di chi ha nel cuore un' esperienza simile, una storia in sospeso. E' un libro di cui ci si innamora solo se lo si condivide e comprende, altrimente ti lascia del tutto indifferente. Claudia'76

Le braci

Anonimo - 01/09/2005 12:23

voto 4 su 5 4

di una realta'convolgente che molte volte sarebbe meglio non conoscere mai a riprova che la verita' e' solo una spiegazione parziale e inutile dell'essenza delle cose che viviamo in momenti e stati d'animo mai uguali che ci spingono alle azioni piu' imponderabili

Le braci

Anonimo - 14/02/2005 12:40

voto 3 su 5 3

Interessante la trama; superlativo e raffinato lo stile letterario. A volte mi pareva, quasi di sentire il profumo della legna che ardeva nel camino.... Davvero un bel libro! E' il primo romanzo che leggo di Marai, ma le eccellenti qualità dello scrittore di cui avevo avuto notizia, sono state sicuramente confermate dal piacere intenso della lettura.B63

Le braci

Anonimo - 24/01/2005 14:51

voto 1 su 5 1

Non c'è altro da dire...

Le braci

Cassiopea - 16/09/2004 09:57

voto 5 su 5 5

Non ci sono vie di mezzo in questo romanzo appassionato e lucido, che non sfocia mai nel cinismo. Sono le passioni e l'indole dell'uomo i protagonisti principali di una storia in cui la trama è soltanto un pretesto per parlare di lealtà e rispetto, di tradimento e amore, per scoprire alla fine, come tutto sia relativo, come ogni cosa, anche quella per cui si è aspettato per quarantun anni, è solo un granello di polvere, il cui valore scompare rispetto a quello che l'attesa stessa ha rappresentato. Non è per tutti.

Le braci

Anonimo - 29/08/2004 11:35

voto 5 su 5 5

Se si indulge con rilassata compassione alle ripetute descrizioni,e se soprattutto si ha nell'animo la capacità di guardare oltre, trascendere il sociale -reazionario o conservatore che sia- e guardare dentro se stessi si scoprirà ne più nè meno, con rabbia forse, o con ardore di leggere un'opera d'arte. Costruita magistralmente e, mosse con abili fili le ''marionette'', fino all'inesorabile fine... Senza via di fuga!

Le braci

Anonimo - 26/07/2004 10:21

voto 3 su 5 3

l'ho letto rapidamente e molto volentieri. alla storia molto esile corrisponde una scrittura eccellente, che colpisce anche con un ritmo quasi da libro giallo. le rivelazioni vengono cadenzate in modo tale da tenere il lettore molto coinvolto ed attento.

Le braci

Anonimo - 18/07/2004 01:06

voto 3 su 5 3

Avevo letto ''Le braci '' appena era uscito e ne ero rimasta affascinata, Quindi ho letto ''L'eredita' di Ester'' che pure mi aveva positivamente colpito. Ora sto leggendo ''La donna giusta''...ma devo dire che essendo giunta al terzo romanzo di Marai mi sembra di leggere sempre la stessa storia di amore perduto, rimpianti, complicazioni inespresse/represse...troppo noioso e ripetitivo, non regge. E ha ragione chi lo definisce reazionario: la mitizzazione del borghese o del nobile d'antan e' estenuante. Manca totalmente di ironia, si prende(va) un po' troppo sul serio.

Le braci

Anonimo - 09/05/2004 14:32

voto 1 su 5 1

Ne ''Le braci'' il lettore deve sorbirsi smaccate esaltazioni della vita signorile, come sarebbe quella delle caccia in quanto essenza del modo di vita nobiliare (pag. 103) col risultato, tra l'altro, che la rappresentazione della stessa diventa tutta maniera, araldicità. Viene in mente quel che diceva un nostro grande critico di un altro romanzo nobiliare scritto da un nobile italiano (e invero superiore): ''sembra scritto per deliziare il villan rifatto che sonnecchia entro ciascuno di noi''...

Le braci

Anonimo - 22/01/2004 13:48

voto 3 su 5 3

Lo stile di Marai è superbo: scorrevole e profondo, incanta col suo ritmo ipnotico. Tutto il romanzo è un lungo dialogo che però diventa un monologo del protagonista che prende a pretesto la visita dell'amico per trovare finalmente una risposta ai suoi perchè. Come nell'''Eredità di Eszter'' i personaggi vivono sospesi in una dimensione tra il passato e il presente, costretti a rivivere ancora e ancora e ancora quell'avvenimento che congelò le loro esistenze in un attimo eterno. Il passato occupa tutto il tempo delle loro vite, il presente serve solo per poterlo rivivere e trovare finalmente un perchè che gli permetta di farsi una ragione e ottenere infine la pace. Il futuro non esiste. La vita vera si è fermata molto prima. Nelle'Eredità di Eszter la risposta verrà dall'esterno, mentre nelle Braci sarà il protagonista stesso a trovare una spiegazione rinterpretando il passato. Un libro sottile ed intricato come una ragnatela.

Le braci

Anonimo - 18/08/2002 12:05

voto 4 su 5 4

Màrai ha scritto tantissimi libri,purtroppo in Italia girano pochi,ma ci vorrebbe una ricerca per tradurre anche gli altri.Spero un giorno sarà possibile trovarli in italiano.

Le braci

Anonimo - 25/04/2002 12:44

voto 5 su 5 5

Vi dico solo questo: l'ho letto in un'ora.Travolgente ed emozionante. La prosa è incantevole.

Le braci

Anonimo - 22/08/2001 00:00

voto 4 su 5 4


Un autore da scoprire, una prosa coinvolgente, uno strano duello verbale tradotto in un lungo monologo in cui vibrano ed abbagliano le emozioni di tutti noi: l'infanzia, l'amicizia, l'amore, la vecchiaia, un mondo che scompare e noi con lui ... in un piccolo libro, ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE, c'è un condensato della vita. Una frase per tutte: "L'uomo comprende la vita poco alla volta e poi muore".

Le braci

Anonimo - 13/08/2001 00:00

voto 4 su 5 4


Leggendolo ho sentito il profumo del bosco e della caccia che non ho mai provato realmente.Ho messo a fuoco e condiviso la passione l'amicizia il duello senza spade dei protagonisti.

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