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Le notti bianche
Le notti bianche

Le notti bianche

by Fedor Michajlovic Dostoevskij
pubblicato da Mondadori

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Descrizione

Il tema del "sognatore romantico", dell'eroe solitario che trascorre i suoi giorni immerso nella dimensione del sogno, in un paradiso di illusioni, malinconicamente sofferente e lontano dall'incolore e consueta realtà dell'esistenza quotidiana, percorre come un filo d'Arianna questo racconto.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Classici stranieri

Editore Mondadori

Collana Oscar classici

Formato Tascabile

Pubblicato  01/01/2003

Pagine  105

Lingua Italiano

Titolo Originale Belye noci. Sentimental'nyj roman, 1848

Lingua Originale Russo

Isbn o codice id 9788804516040


Curatore G. Spendel

1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Le notti bianche grecagreca

maria greco - 25/05/2013 21:02

voto 5 su 5 5

Notti Bianche F. Dostoevskij scrive questo racconto (o, come altri lo definisce, romanzo breve) giovanissimo: tra il 1846 e il 1849 (allincirca 25-29 anni). Non si tratta però del suo esordio letterario: lautore aveva già scritto Povera gente, Il sosia e vari racconti che apparvero insieme alle Notti Bianche, nonché due drammi andati dispersi. Il racconto è ambientato a Pietroburgo e prende il titolo dalle cosiddette notti bianche d'estate, durante le quali la città si presenta avvolta da quel noto chiarore che pare immergere ponti, strade, case in un' atmosfera diafana e quasi irreale. I personaggi che vi campeggiano sono due: un giovane ed una ragazza di appena 17 anni: Nastenka. Vero protagonista è tuttavia il primo, di cui Dostoevskij non ci rivela né ci rivelerà fino alla fine il nome, ammettendo così chiaramente l'impraticabilità dell'esistenza per uomini di tal natura. Il giovane, alla richiesta fattagli dalla ragazza di descriversi, dichiara: Sono un tipo E, quando lei, stupefatta, esclama: Un tipo? Che tipo?, risponde : Un tipo è un originale, è un uomo ridicolo!. E poco dopo chiarisce: Un sognatore. Nasce tra i due una strana, dolce storia, è forse persino superfluo riferire che il giovane si innamorerà perdutamente e inutilmente della ragazza, mentre sullo sfondo campeggerà l'ombra di un terzo assente... Ma, al di là della lieve, delicata storia d'amore che si sviluppa nell'opera, ciò che più rimane impresso nel cuore del lettore è questa indimenticabile figura di sognatore. La descrizione che Dostoevskij ne dà è assolutamente perfetta, luminosa, impalpabile come l'atmosfera bianca delle notti dentro le quali si muove. Perché il sognatore questo è ciò che Dostoevskij ci suggerisce non è soltanto colui che si estranea dalla realtà e immagina altroda essa: inarrivabili mondi alternativi, luoghi o situazioni esotiche, magari alla maniera di Nastenka che viene detto nel corso del romanzo sogna di sposare un principe cinese, ma è soprattutto colui che trasfigura la realtà, che la guarda con gli occhi dellinnamorato, che - perchè no? - intrattiene deliziosi colloqui con le case che incrocia lungo il suo cammino. Ecco, potremmo dire che il sognatore è proprio linnamorato per eccellenza, colui che vive perfettamente a suo agio in un mondo fatto d'oro e di luminosi cristalli... Ora la dea fantasia ha già tessuto con la propria mano capricciosa la propria trama doro e ha disfatto davanti a a lui i ricami di una vita insolita e meravigliosa, e, chissà, forse lo ha trasportato con quella mano capricciosa al settimo cielo di cristallo, sollevandolo dal massiccio marciapiede di granito, sul quale egli stava camminando. Provate a fermarlo ora, a chiedergli improvvisamente dove si trovi, quali vie ha percorso. Egli certamente non si rammenterà di nulla, né dove sia andato, né dove si trovi ora e, arrossendo per il dispetto, certamente dirà una bugia qualunque, tanto per salvare la faccia. Tuttavia, come la caligine della sua Pietroburgo notturna, il sogno non può che dissolversi da sé, esattamente come il sognatore, che, per mantenersi puro, non potrà che continuare ad errare senza meta e senza nome, terribilmente solo, in luoghi per noi inaccessibili.

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