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Le pecore e il pastore
Le pecore e il pastore

Le pecore e il pastore

by Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio Editore Palermo

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10,00 8,50
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mondadori card 17 punti carta PAYBACK
Disponibile.
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Descrizione

Un atto di lettura è all'origine di questo giallo storico. La svagata curiosità dello scrittore viene attratta e irretita da un libro, dimesso e periferico in apparenza, e ritroso anche. Il libro vuole essere desiderato e corteggiato. È vessatorio. Lo scrittore si lascia sedurre. Agguanta il libro infine. E precipita nella lettura. Ma incespica. Inciampa in una nota a piè di pagina. In una di quelle notizie frettolose, quasi incidentali, che di solito vengono saltate senza rimorso. Il passo vulnerabile del lettore si arresta. La brevità della nota stenta a contenere l'immanità del fatto. Immobile come una scheggia insidiosa, la nota ferisce e dà i brividi. Disloca, fuor dello spazio continuo del libro, nel recondito e nell'asetticità erudita di un margine, l'irta e inconfessata convivenza della civiltà con il rito intensamente arcaico del sacrificio umano: con l'immolazione, con il suicidio per arsura di fede, con l'orrore. Recita la nota: "Nella lettera del 16 agosto 1956 l'Abadessa sr. Enrichetta Fanara del monastero benedettino di Palma Montechiaro così scriveva a Peruzzo: "Non sarebbe il caso di dirglielo, ma glielo diciamo per fargli ubbidienza [...] Quando V. E. ricevette quella fucilata e stava in fin di vita, questa comunità offrì la vita di dieci monache per salvare la vita del pastore. Il Signore accettò l'offerta e il cambio: dieci monache, le più giovani, lasciarono la vita per prolungare quella del loro benamato pastore"". Il 'pastore' delle giovani 'pecore', che si lasciarono morire di fame e sete in una lunga e assistita agonia dentro le celle claustrali di un convento di antica e macerata santità (contro la quale a nulla valsero le 'farfantarie' di un satanasso lapidatore ed episto-lografo in diavolese, convocato dai rapimenti mistici), era il vescovo di Agrigento Giovanni Battista Peruzzo: il "vescovo dei contadini" che, in nome della giustizia sociale, e a dispetto del professato anticomunismo, aveva messo il suo carisma e la sua possente eloquenza al servizio dei deboli e degli abbandonati: contro gli agrari; e contro quella "struttura di peccato", che era il latifondo incolto. Immancabilmente, due proiettili ferirono a morte il vescovo. Era una sera d'estate del 1945. Dieci monache offrirono le loro vite a Dio. Il vescovo sopravvisse al baratto. Mentre dieci cadaveri si dissolvevano nel silenzio di una strage dimenticata. Solo a distanza di undici anni, Peruzzo venne messo a parte del segreto. Dalla nota a piè di pagina, Camilleri risale alla storia. Insegue piste labili o cancellate. Conduce un'indagine sofferta e tormentosa. Interroga fonti storiche e documenti letterari. Entra nei turbamenti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che dai fondatori del monastero di Palma di Montechiaro discendeva. Mette in campo se stesso, con i suoi ricordi giovanili. Interroga e si interroga, sgomento, sul passato e sul presente. Intreccia cielo e terra. Il saggio narrativo include tempi lontani. E topografie. Montagne sassose, romitori, luoghi ostili e impervi. Gli spazi fisici si trasformano in archetipi geometrici. Dalla selva oscura, aspra e solitaria, al convento: dagli aliti di sepolcro degli essiccatoi per mummie, ai tanfi cerosi; dalla vischiosità della natura, a quella della storia: tra banditismo, separatismo, e connivenze malavitose. La temperatura della scrittura cambia gradazione. Si accende nel seppiato delle rievocazioni. Si stempera nel bianco e nero dell'inchiesta. (Salvatore Silvano Nigro)

Dettagli

Generi Gialli Noir e Avventura » Gialli, mistery e noir , Romanzi e Letterature » Gialli, mistery e noir

Editore Sellerio Editore Palermo

Collana La memoria

Formato Brossura

Pubblicato  01/01/2007

Pagine  127

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788838922039


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Le pecore e il pastore

Anonimo - 15/07/2007 03:00

voto 1 su 5 1

Qualcuno sa spiegarmi qual è il segreto di uno scrittore 82enne che riesce a scrivere quasi un libro al mese? La recensione del libro? E' nella mia domanda...non vi basta?

Le pecore e il pastore

Grizzly - 21/05/2007 14:31

voto 2 su 5 2

Certo non è il ''De bello gallico'' e di storico a mio avviso ha ben poco, tutto è lasciato all'interpretazione personale dell'autore. Becera operazione commerciale? Per la passione e la stima che ho nei confronti di Camilleri mi auguro di no. Confido nel prossimo libro dell'autore:)

Le pecore e il pastore

Salvo - 01/05/2007 10:03

voto 1 su 5 1

Ancora un altro libro del nostro caro Camilleri, il quale, stavolta, ha voluto sfruttare il flusso delle pseudo notizie scandalistico religiose per vendere migliaia di copie di un libello che poco o niente ha di storico. Il grande scrittore dimostra ancora una volta che quando si tratta di narrare, o meglio di riportare agli altri la verità dei fatti, tutto a lui è concesso, compreso inventarsela la storia o modificarla a proprio piacimento. Nel libro, annunciato da tempo immemorabile, ci sono inesattezze ed incongruità madornali che ''zìu'' Andrea poteva risparmiare almeno ai lettori più affezionati.

Le pecore e il pastore

Anonimo - 04/04/2007 07:47

voto 4 su 5 4

Perchè no ? E' più che giusto raccontare storie, anche se vere e drammatiche, anzi, forse a maggior ragione, per non dimenticare, per tenere sempre presente che la follia ''religiosa'' è assurda e inutile....da qualsiasi credo provenga, è sempre ignoranza e stupido fanatismo

Le pecore e il pastore

ariadeno - 03/04/2007 11:10

voto 4 su 5 4

non credo si tratti di un'operazione, quanto della volontà di accendere una luce che illumini le vicende di una terra e di un tempo troppo spesso dimenticati.

Le pecore e il pastore

Anonimo - 20/03/2007 15:04

voto 1 su 5 1

No, non si fanno operazioni di questo tipo. Non si può prendere una storia vera, drammatica, sulla quale i protagonisti hanno voluto fare in modo che niente trapelasse, e sostituire alla verità delle ipotesi. Non era necessario, non serviva, nè a Camilleri, nè ai suoi lettori.

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