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Le vergini suicide
Le vergini suicide

Le vergini suicide

by Jeffrey Eugenides
pubblicato da Mondadori

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Descrizione

Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta. Il libro segna l'esordio folgorante di uno scrittore poco più che trentenne, ma già padrone di uno stile e di un universo letterario affatto personali.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Mondadori

Collana Oscar contemporanea

Formato Tascabile

Pubblicato  01/09/2008

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804583615


2 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Le vergini suicide carlomenzinger

carlomenzinger - 22/05/2013 22:16

voto 4 su 5 4

IL MITO DELLE SORELLE LISBON Essere genitori di figli adolescenti non è mai stato un mestiere facile. Alcuni, poi, ci sono meno portati di altri. Se le figlie sono cinque e tutte femmine, probabilmente deve essere davvero difficile. Se poi queste si ammazzano tutte e cinque, mi chiedo quale genitore non ne uscirebbe distrutto dai sensi di colpa. Lo sguardo che Jeffrey Eugenides rivolge verso Le Vergini Suicide non è però quello dei genitori, ma di un gruppo di coetanei delle ragazze, che osservano, quasi sempre a distanza, la vita da recluse di queste ragazzine dai 13 ai 17 anni, che i genitori lasciano uscire di casa solo in rare occasioni (messa e scuola a parte) e che ne limitano i contatti con il mondo esterno. Da genitori ci si chiede quale sia il limite della libertà che si può e si deve concedere ai figli, se la sua negazione può portare a risultati tanto irreparabili. Le ragazze forse non sono neppure particolarmente belle, ma il mistero che le avvolge le rende affascinanti, quasi mitiche per i giovani che le scrutano e cercano di contattarle. Il romanzo è scritto in uninsolita prima persona plurale e mostra il punto di vista collettivo di questa quasi indistinta comunità maschile di ragazzi tutti innamorati di tutte loro. Ogni tanto le distanze si riducono e allora emerge qualche differenza tra una sorella Lisbon e laltra, lo sguardo si focalizza e si nota che non sono fatte con lo stampino. Non basterà però lattenzione e linteresse di questi giovani a iniettare nelle Lisbon la voglia di vivere. Se ne andrà prima la più piccola, al secondo tentativo, e poi le altre, ingannando i loro amici che le credevano finalmente pronte a una fuga damore, mentre cercavano solo la morte. Ambientato nella provincia americana del 1974, parla di un mondo un po bigotto che ha paura dei venti di rinnovamento che già da un po spirano nel resto dellAmerica e del mondo. Anche i ragazzi, nel loro vivere passivamente la passione giovanile verso il mito delle vergini suicide, dimostrano una ridotta emancipazione, tipica di quegli anni (che erano anche quelli della mia infanzia). Parlando di ritratti collettivi di provincia, non può non venire in mente il recente romanzo della Rowling (Il Seggio Vacante): due province diverse, ma a loro modo entrambe malate. La sfortuna che si annida in casa Lisbon mi fa invece pensare alla camera dalbergo maledetta del racconto 1408 di Stephen King (nella raccolta Tutto è Fatidico) e, forse, a La Casa Stregata di H.P. Lovecraft che ho iniziato a leggere mentre completavo questa lettura, anche se in questi due esempi lintento è di spaventare, mentre qui la decadenza della casa, il suo diventare sempre più una prigione malsana, è qualcosa che deriva dai suoi stessi abitanti, lo specchio delle loro anime sempre più malate. Libro coinvolgente, in definitiva, anche se, forse, limpersonalità dei personaggi e la difficoltà di capire le motivazioni e i pensieri più profondi delle ragazze rendono la lettura meno appassionante di come magari avrebbe potuto essere con un maggior approfondimento. Firenze, 06/05/2012

Le vergini suicide

Anonimo - 23/09/2011 16:24

voto 3 su 5 3

Le vergini suicide è uno di quei libri che, lo ammetto, mi ha fatto un po' penare. Cecilia, Lux, Bonnie, Mary e Therese. Cinque sorelle comprese tra i 13 e i 17 anni. Ciò che ci viene raccontato in queste 200 pagine si può riassumere in una frase: a distanza di qualche mese dal suicidio di Cecilia, la più piccola, anche le altre quattro sorelle Lisbon si tolgono la vita. Perché? Non si sa. Una lettura piuttosto lenta e la causa di questa lentezza è proprio il metodo narrativo. La storia, infatti, ci viene raccontata a distanza di molti anni, da un gruppo di allora adolescenti, inquietantemente ossessionati dalle sorelle Lisbon. questo metodo ci consente sì di vedere le cose in modo chiaro e pulito ma al tempo stesso impedisce al lettore di emozionarsi, in quanto durante la lettura non si ha nessun contattao diretto con le protagoniste. E' come se un conoscente ci raccontasse una spiacevole vincenda capitata ad un suo amico. Certo, possiamo dispiacerci o ascoltare con attenzione, ma tra noi e il diretto interessato c'è troppo vuoto, troppo spazio, per far sì che la sua vicenda ci colpisca davvero. Così accade con Le vergini suicide, secondo me. Il distacco tra lettore e protagoniste è troppo vasto e finisce per non lasciare nessuna emozione. Libro sicuramente interessante ma sconsigliato a chi è in cerca di una lettura leggera.

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