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Lolita
Lolita

Lolita

by Vladimir Nabokov
pubblicato da Adelphi

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Descrizione

Sarebbe difficile, per chi non ne è stato testimone, immaginare oggi la violenza dello scandalo internazionale, per oltraggiata 'pruderie', che "Lolita" provocò al suo apparire nel 1955.
"Lolita" è non solo un meraviglioso romanzo, ma uno dei grandi testi della passione che attraversano la nostra storia.
Ma chi è Lolita? Questa "ninfetta" è la più abbagliante apparizione moderna della Ninfa, uno di quegli esseri quasi immortali che furono i primi ad attirare il desiderio degli Olimpi verso la terra e a invadere la loro mente con la possessione erotica. Perché chiunque sia "catturato dalle ninfe", secondo i Greci, è travolto da una sottile forma di delirio, lo stesso che coglie l'indimenticabile professor Humbert per la piccola, intensamente americana Lolita. America, Lolita: questi due nomi sono di fatto i protagonisti del romanzo, scrutati senza tregua dall'occhio inappagabile di Humbert Humbert e di Nabokov. Realtà geografica e personaggio sono arrivati a sovrapporsi con prodigiosa precisione, al punto che si può dire: l'America 'è' Lolita, Lolita 'è' l'America. E tutto questo, come solo avviene nei più grandi romanzi, non è mai dichiarato: lo scopriamo passo per passo, si potrebbe dire miglio per miglio, lungo un nastro senza fine di strade americane punteggiate di motel.

La nostra recensione

Questo libro è stato recensito, insieme ad altri 19, nella nostra lista dei 20 libri da leggere assolutamente almeno una volta nella vita.

Dettagli

Generi Passione e Sentimenti » Letteratura erotica , Romanzi e Letterature » Erotica

Editore Adelphi

Collana Gli Adelphi

Formato Tascabile

Pubblicato  01/01/1996

Pagine  395

Lingua Italiano

Titolo Originale Lolita

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788845912542


Traduttore Giulia Arborio Mella  -  G. Arborio Mella

21 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Lolita grrsuarez

grrsuarez - 21/10/2013 12:59

voto 5 su 5 5

Lolita è qualcosa di magnifico, sia in positivo che negativo. Rappresenta un limite che se superato può portare ad una amore doloroso, al masochismo. Se poi la cosa è reciproca...

Lolita

Anonimo - 23/11/2009 19:59

voto 5 su 5 5

E' da tempo che voglio avere il piacere di leggere questo libro . Dopo un pò ho accantonato l'idea ma domani corro subito in libreria a comprarlo. Semplicemente fantastico.

Lolita

Anonimo - 05/11/2008 10:42

voto 5 su 5 5

ASSENZA Bastava un tuo sorriso per mostrarti bella dentro e fuori come un inno alla grazia, malgrado le tue smorfie ed i tuoi capricci, desiderabile, né donna e né bambina, favolosa e splendida con la tua travolgente sensualità acerba mista di malizia e d'innocenza. Eri un cucciolo indifeso tra le mie braccia, non riuscivi a tirare fuori la donna che stava nascendo in te. Di quella mia incantevole lolita che mi aveva stregato persino l'anima fino a possedermi del tutto, e del suo sconvolgente modo di essere, non mi rimane ora che l'eco di un coro di fanciullesche voci udite in lontananza e perdute per sempre come foglie morte sparse lungo il sentiero in una stordita calma irreale. È la mia fine come uomo, l'apice della mia ispirazione come artista. La mia vita è ormai alla deriva nelle tue mani di bambina obbedisce al tuo volere senza più orgoglio, senza dignità. Mi tormenta l'immagine dei tuoi coetanei che posano i loro sguardi carichi di desiderio sul tuo giovane corpo. È folle il pensiero che la tua verginale bellezza appartenga esclusivamente ad un uomo della mia età ma più ti sento irraggiungibile e più cresce in me il desiderio di averti. Come un vecchio mendicante ormai solo ed esausto, chiedo ancora ad una ragazzina che non ha colpa, l'elemosina d'un amore che mai potrà darmi. OSSESSIONE PER UNA NINFETTA (Dal libro Lolita di V. Nabokov) Spiccava col suo giovane corpo e l'aria da bambina tra la gente ignara quel piccolo micidiale demonietto, inconsapevole anche lei del proprio fantastico potere. Mi guardò col suo visino indecifrabile di ragazzina tredicenne come se mi avesse letto il desiderio negli occhi fino ad intuirne la profondità e nel preciso momento in cui i nostri occhi s'incrociarono, tra di noi si stabilì subito un'intesa capace di annullare in quell'attimo qualunque barriera ed io non avrei potuto abbassare gli occhi neanche se fosse stata in gioco la mia vita. La sfiorai ma senza osare toccarla, respirai intensamente quella sua delicata fragranza che sapeva di borotalco e da quel punto così vicino eppure disperatamente lontano ebbi per la prima volta la consapevolezza, chiara come quella di dover morire, di amarla più di qualsiasi cosa avessi mai visto o potuto immaginare e di voler essere il primo ad assaporare quel piacere proibito che soltanto la mia giovanissima dea dell'amore avrebbe saputo offrirmi in un paradiso illuminato dai bagliori dell'inferno. Un uomo normale, forse per vergogna o sensi di colpa, scaccerebbe via dalla propria mente simili pensieri. Bisogna essere artisti, eterni bambini sempre in volo senza logica nè equilibrio folli di malinconia e di disperazione di solitudine e di tenerezza per lasciarsi totalmente trasportare e tormentare dalla magica ossessione per quella ninfetta. www.attraversandoilsole.co.nr

Lolita

Anonimo - 10/06/2008 13:28

voto 4 su 5 4

Lolita, Lolita, Lolita. Che un romanzo dall'argomento così scabroso (benchè affrontato con la maestria di Nabokov e senza una sola scurrilità) sia stato pubblicato senza censure (mi pare) più di 50 anni fa, vi fa capire della sua grandiosità e della sua imperdibilità. Scusate ma l'ho appena finito di leggere e non riesco a trattenermi... Lolita, Lolita, Lolita, LO.LI.TA!

Lolita

klya - 22/08/2007 16:36

voto 4 su 5 4

Ho deciso di leggere questo libro x conoscere chi era Lolita, sinonimo di erotismo e sensualità. Ma leggendolo ancora ora non capisco perchè ci sia questo connubio visto che Lolita è la povera vittima delle violenze di un patrigno ossessionato dalla sua bellezza fugace, tanto che a volte era illuminato da ''epifanie'' (come le chiamerebbe il vecchio joyce) in cui si rendeva conto che la sua piccola Dolly stava cambiando e non era più la giovane ''ninfetta'' 12enne. Questo, come diceva un altro commento, non è il romanzo di Lolita. Lei ne è il fulcro, l'oggetto e il personaggio senza la quale tutto il romanzo non avrebbe senso. Ma il vero motore di tutta la vicenda è lui, l'uomo Humbert, che potrebbe essere paragonato, senza troppe pretese, come archetipo dell'uomo in generale: vittima della donna, del suo fascino, della sua seduzione e del suo gioco di attrazione e abbandono. Ecco. Forse in qst senso Lolita rappresenta l'erotismo. Ma come dice lo stesso Humbert: ''questa è la mia storia''. E' la storia di un amore, perverso, più che erotico direi viscerale, intenso, ossessivo. Tutti gli aggettivi che possono essere attribuiti all'amore è questo romanzo che, come dice lo stesso Nabokov, non deve lasciare una morale come fanno i grandi classici ma ti fa capire quanto può essere terribile, gioioso, tremendo e idillico l'amore, l'amare qualcuno e rendsersi conto che è stato tutto un sogno, un magnifico sogno, che Humbert ha deciso di rendere eterno mettendolo per iscritto. Io vi do un consiglio, forse è stata solo una mia impressione ma provare non costa niente: dopo aver finito di leggere il libro provate a sentire le parole di ''Fumo e cenere'' dei Finley. Per me quelle parole sono il riassunto migliore di questo romanzo. In caso poi mi farete sapere. Baci

Lolita

Anonimo - 25/04/2006 15:42

voto 5 su 5 5

Humbert è in paradiso, illuminato dai bagliori dell'inferno, ma comunque pur sempre un paradiso.Meraviglioso!!!

Lolita

GG - 16/12/2005 18:34

voto 3 su 5 3

E' un romanzo scandaloso soprattutto per gli anni durante i quali è stato diffuso: oggi, probabilmente, farebbe meno clamore! L'autore indaga i recessi dell'animo maschile e le passioni del protagonista per la ''ninfetta'' Lolita, di 12 anni, della quale si invaghisce. Per starle vicino, dapprima sposa la madre di lei, poi, quando questa muore, si fa tutore della ragazzina portandola in giro per gli USA e alloggiando insieme a lei sempre in Motel occasionali. Quando perde il suo amore, egli, accecato dalla mancanza di lei, arriva a uccidere colui che ritiene responsabile di aver dato asilo alla piccola Lo. In tutta la storia il protagonista cerca di motivare i suoi comportamenti e spiega come l'attrazione che prova per Lolita sia sincera, anche se è una vera e propria malattia, poiché è attratto un po' da ogni ragazzina carina che vede! E' terrorizzato dall'idea che la sua Lo possa crescere e diventare una donna, la vorrebbe sempre 12enne! E' una storia intensa, ma non pornografica, come lo stesso autore tende a precisare. E' interessante, poiché aiuta a capire come certe persone siano affette da tali sindromi (e ai giorni nostri ce ne sono parecchie...). Il linguaggio è scorrevole e a volte ironico, anche se tale ironia spesso è velata e richiede una rilettura del passaggio in questione per essere realmente apprezzata.

Lolita

Anonimo - 28/07/2005 09:10

voto 5 su 5 5

Nabokov è riuscito a ridicolizzare l'uomo in questo libro: prima lo rende schiavo di una ninfetta e poi lo disegna come un mostro capace dello cose più mostruose pur di stare con il suo gioiello. L'amore di Humbert trascende al verosimile: il proteggere Lolita fino a quasi farla scappare non è tanto da amante, ma più da genitore, come se fosse un qualcosa nato da lui e solo suo. Un grande classico che racconta dell'amore e fatti anche moderni di vita.

Lolita

sonya - 22/05/2005 09:00

voto 4 su 5 4

Straziante come l'amore di Humbert per la sua piccola Lolita. Struggente l'incipit, poetico come pochi, che rende (già da solo) questo libro degno di essere definito imperdibile!

Lolita

Anonimo - 26/04/2005 21:33

voto 5 su 5 5

...una sera tardi accendo la tv e quasi per caso mi metto a guardare un film...LOLITA.....rimango molto colpita e mi compro il libro...forse il più bello che abbia mai letto...............veramente stupendo..........

Lolita

Anonimo - 31/12/2004 12:07

voto 4 su 5 4

Lolita è la vera protagonista di questo romanzo?? Credo proprio di no. Forse il titolo più appropriato per questo libro doveva essere, "La strana storia del signor Humbert". Sì, perché tutta la vicenda narrata abilmente da un tormentato Nabokov ruota attorno a lui. Lolita è semplicemente una causa scatenante, tanto che la sua figura si scioglie lentamente col trascorrere del tempo fino a scomparire quasi completamente, mentre quella del povero, dilaniato Humbert si alimenta sempre più in un crescendo beethoveeniano. Per due terzi del racconto il lettore vive felice, compiaciuto di sé, credendo di saper in anticipo che il povero Humbert non è nient'altro che la vittima di un trauma infantile, di un amore non consumato (fisicamente) in età pre adolescenziale, che chiede il conto negli anni della sua maturità vincolandolo ad un'attrazione morbosa, ma sempre sufficientemente razionale e mai volgare, verso le sue piccole, impertinenti, sboccate, "ninfette", ed inveceVladimir Nabokov ribalta tutto! Nella sua geniale semplicità una frase sembra ergersi al di sopra di tutto: "chi può sostenere con assoluta certezza che un uomo sulla quarantina non possa innamorarsi seriamente di una ragazzina di 13, 14 anni?". Certo, non nascondo che esista tra le pagine un velo di sottile morbosità (che però attira il lettore o la lettrice vero?) che a volte offusca la vista a tal punto da impedire di vedere realmente ciò che si nasconde dietro, ma questa vera o presunta morbosità non consiste tanto nella differenza di età che caratterizza i due protagonisti, ma piuttosto nella immane sofferenza di un uomo che ama perdutamente una ragazza e che spera fino all'ultimo (caro lettore) che questo amore venga ricambiato a qualsiasi prezzo. Genio e originalità spesso vanno di pari passo, infatti questo romanzo è uno dei capolavori della letteratura europea, Nabokov è stato tanto coraggioso quanto elegante nella stesura del racconto, ironia, humor nero, cattiveria, citazioni erudite, qui tutto è splendidamente graffiante; peccato solo per qualche frase in francese di troppo e di qualche descrizione pomposa di paesaggi che ora ritengo eufemisticamente noiose, ma che forse in una rilettura futura mi sveleranno altri strani segreti. Stanley Kubrick nel 1962 ne ha fatto un film (che ha poco a che vedere col libro da cui è tratto), peccato che non sia stato tanto coraggioso quanto l'autore del libro stesso, ma in fondo eravamo ancora nella pudica cinematografia degli anni sessanta.FABIO BALLABIO

Lolita

Anonimo - 29/10/2004 22:30

voto 5 su 5 5

Ricordo ancora quando,nella polverosa vetrina della biblioteca della scuola,un libro particolare attirò la mia attenzione;sulla copertina rosa pallido era scritto Lolita,nome traboccante di sensualità e femminilità.Il mio prof di lettere(una specie di Humbert fissato con le ragazzine guarda caso)ci aveva assegnato da leggere un libro di letteratura italiana del 900.Avevo già sentito parlare di questo libro e mi aveva incuriosita,così lo presi.Chissà che bel riassunto scriverò al caro professore,pensai,ma per fortuna poi se ne è dimenticato.Lolita è un libro bellissimo e passionale,che sa scandalizzare quanto fare intenerire,far sorridere quanto far piangere.Mi ha davvero colpito e toccato l'anima.è stato molto triste per me restituirlo alla biblioteca(dopo averlo tenuto un anno!).Lolita è una storia d'amore dolce e sofferta,l'unico fiore nel gelido inverno,l'unica luce nell'immensa oscurità,Lolita è...la stessa materia di cui sono fatti i sogni.***Shady Baby 88***

Lolita

Anonimo - 18/07/2004 05:48

voto 2 su 5 2

Onestamente non mi piace questo voler rimarcare da parte del protagonista il suo amore per una ragazzina così giovane. Trovo che la sua fantasia malata sia fastidiosa per chi legge (o almeno per me).A dirla tutta, mi ha scandalizzato di meno leggere gli incesti di cui parla John Ford nella tragedia ''Peccato sia una sgualdrina'' o quelli tra Astarte e Manfredi nel ''Manfred'' di Byron.

Lolita

Anonimo - 20/01/2003 20:55

voto 2 su 5 2

certo sarà anche un grande capolavoro della letteratura russa ma a me non ha trasmesso nulla. Carine le descrizioni delle sue ninfette ma nel finale mi sono perso completamente. leggevo e rileggevo righe di un libro a me sconosciuto, di un libro che non stavo leggendo. Humbert mette davvero l'uomo nell'assurdo, e a mio parere degrada col passare del tempo. Viaggi noiosi, descrizioni inutili, stile pomposo e fastoso... non vedevo l'ora di finirlo, davvero, ma non per scoprire le fine, tutt'altro... le parti non tradotte dal francese mi facevano andare in ebollizione, Humbert è, secondo me, uno dei personaggi più antipatici della letteratura, ma ancora più antipatica è Lolita, con il suo viso d'angelo e l'animo da donnaccia. Lasciate perdere... se davvero volete leggere un bell'esempio di letteratura europea c'è FLAUBERT o WILDE... o MORAVIA e STEVENSON... se non avete pazienza e cercate libri ''emozionanti'' lasciate perdere Nabokov...

Lolita

Anonimo - 10/12/2002 23:03

voto 5 su 5 5

Lolita, Lolita, Lolita, Lolita. Lolita. Il secondo dei libri più belli che io abbia mai letto. Lolita. Lolita. Non è possibile liberarsi di una simile opera d'arte. E' qualcosa di... di... !!! Lolita ovunque. Lolita per sempre. Lo. Li. Ta. E basta. Eccezionale.

Lolita

carlolicotti - 20/11/2002 09:44

voto 4 su 5 4

'' Ecco la veranda...e improvvisamente, senza neppure avere il tempo di accorgermene, una azzurra onda marina si infranse contro il mio cuore; dal tappetino steso sulla veranda, immersa nel sole, c'era lei, Lolita....'' Si può pensare tutto di questo libro, nel bene e nel male, ma ciò che non si può negare è la poesia che pervade anche i passaggi più scabrosi del romanzo. La Lolita di Nabokov non è una ''ninfetta'', è una dea-bambina che non ha tempo nè età, che non può essere contestualizzata in nessuna categoria, che sfugge alla nostra comprensione e che vive una sua esistenza staccata dalla volontà del suo autore.

Lolita

Sara - 11/09/2002 12:55

voto 4 su 5 4

''Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta. La punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato, per battere, al terzo, contro i denti. Lo.Li.Ta. ''Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia, era sempre Lolita.'' Questo è l'inizio. Provate il resto, ma leggetelo lentamente.

Lolita

Claudio - 16/05/2002 20:43

voto 5 su 5 5

Mi ha sempre incuriosito questo nome...quasi sinonimo della malizia femminile...romantico e delirante...il racconto dell'amore eterno...eternamente perduto

Lolita

Tamara - 11/05/2002 20:44

voto 5 su 5 5

Un amore itinerante,in preda al delirio, sofferto ma vissuto fin nelle vene (quanto ci piacerebbe essere amate così). I protagonisti sono assolutamente negativi(un uomo affascinante con un debole per le ''ninfette'' e una ragazzina che la sa lunga)ma è proprio questo che ce lo fa piacere tanto!

Lolita

Anonimo - 31/07/2001 00:00

voto 5 su 5 5

Lolita e' un viaggio sofferente ma pieno d'ironia nell'amore, che travolge il protagonista e lo porta fino all'aberrazione ed alla mostruosita'. L'immorale Humbert e' cosi' umano in tutta la sua debolezza che e' impossibile non avvicinarsi a lui ed alla triste Lolita.

Lolita

Anonimo - 13/03/2001 00:00

voto 3 su 5 3


L'idea di leggere questo libro è nata dalla curiosità di conoscere la famosa "leggenda" di Lolita. Ero curiosa di sapere quale fossero in realtà le vere caratteristiche di questo personaggio oggi usato come forte simbolo.Beh!Sono rimasta sorpresa di come nei nostri giorni si usi il termine Lolita per descrivere una donna molto maliziosa e con una sensualità di finto infantilismo.Si, perchè in realtà Lolita di Nabokov non era questo...ma come una mente malata voleva vederla. Questo mi fa pensare che forse se si viene definite delle Lolite in modo dispreggiativo è perchè nella nostra società c'è qualche mente "malata"...

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