Mondadori Store

Trova Mondadori Store

Benvenuto
Accedi o registrati

lista preferiti

Per utilizzare la funzione prodotti desiderati devi accedere o registrarti

Vai al carrello
 prodotti nel carrello

Totale  articoli

0,00 € IVA Inclusa

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo
Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

by Aaron Karo
pubblicato da Giunti Editore

10,20
12,00
-15 %
12,00
Disponibilità immediata - pochi pezzi a magazzino.
20 punti carta PAYBACK
Aggiungi al carrello
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24€
facebook tweet linkedin google whatsapp
Aggiungi al carrello
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24€
facebook tweet linkedin google whatsapp

Charles, detto Chuck, ha diciassette anni e si lava le mani continuamente, controlla anche cento volte di seguito che le piastre dei fornelli siano spente e non va mai a dormire senza aver fatto la pipì fino allo sfinimento. Ha un amico del cuore, Steve, l'unico a cui confida le sue stramberie e una sorella, Beth, bella, normale e piena di amici che lo ignora fino a negargli persino l'amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d'animo. Converse rosse: arrabbiato; gialle: nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo da una psichiatra. L'arrivo di una nuova compagna di classe e il desiderio di aiutare il suo amico bullizzato convinceranno Chuck a prendere sul serio i suoi sintomi e a iniziare una terapia.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri , Bambini e Ragazzi » 13-16 anni » Narrativa » Narrativa

Editore Giunti Editore

Collana Y

Formato Rilegato

Pubblicato 03/04/2012

Pagine 288

Lingua Italiano

Titolo Originale Lexapros and Cons

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788809759800

Traduttore M. Rossari

13 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
Scrivi una recensione
5 star
4
4 star
6
3 star
1
2 star
2
1 star
0
Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo francescobartoli

Francesco Bartoli - 15/11/2013 23:40

voto 4 su 5 4

Questo libro mi ha coinvolto molto, l'ho letto tutto in un solo pomeriggio, mi è piaciuto non solo perché la storia è interessante ma anche perché sembrava parlasse di me stesso

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo deaelisa

deaelisa - 15/10/2013 16:58

voto 2 su 5 2

È triste come per far ridere si cerchi sempre di inzuppare le opere comiche nelle volgarità di termini e luoghi comuni. Il gioco è bello quando dura poco, giusto per rimanere nel banale. Ciò non toglie che ho apprezzato la morale di questa storiella: l'amore può tutto. Certo, dire "amore" nel contesto di questi due personaggi è un'esagerazione, ma con gran ottimismo si può giungere a questa conclusione.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo 8sary8

8sary8 - 21/05/2013 21:34

voto 4 su 5 4

Nel complesso è un libro molto carino! L'ho letto tutto d'un fiato; storia ben strutturata, è scorrevole, scritto bene, una lettura piacevole, è a tratti ironico e riflessivo, ne consiglio la lettura! Voto: 3 stelline e mezzo!

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo flavio.gottero

FLAVIO GOTTERO - 07/12/2012 14:45

voto 5 su 5 5

troppo bello ed emozionante!!!!

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 01/06/2012 15:01

voto 4 su 5 4

Voto: 4,5 Chuck Taylor ha diciassette anni, e il suo nome non è l'unica cosa che lo associa alle famosissime sneakers. Chuck infatti ha una vastissima collezione di All star, tutte di un colore diverso, che indossa in base all'umore; lui non indossa mai le sue scarpe a caso, perché ogni cosa che Chuck fa, la fa maniacalmente. Perché Chuck, come dice il titolo del libro, soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo. I suoi genitori sono talmente preoccupati che decidono di mandarlo da una psicologa, ma non sarà lei ad aiutare Chuck ad "uscire dal tunnel", il merito sarà infatti della sua nuova, bellissima compagna di classe, Amy ... Mi chiamo Chuck è stata una vera sorpresa. Tratta un'argomento molto serio - la malattia del protagonista - con molta leggerezza, ma non una leggerezza frivola, bensì con uno stile narrativo fluido e diretto, che colpisce subito. E farcito di umorismo. Chuck è un protagonista fantastico, divertente e realistico, molto ben delineato. La stessa cosa vale per Amy (e per la sua Ranuncola, che un incrocio di carlino, e infatti io me ne sono follemente innamorata), anche lei un personaggio realistico e molto credibile. Ma questo vale anche per i personaggi secondari: i genitori di Chuck, sua sorella Beth, la sua psicologa - la dottoressa S. -, tutti con i propri difetti e le proprie qualità. Ma, come ho già detto, ciò che ho apprezzato di più del romanzo è stata la capacità dell'autore di trattare un argomento serio in una maniera leggera ma mai superficiale. Se ve lo consiglio? Assolutamente sì.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 19/04/2012 10:49

voto 4 su 5 4

Dovete sapere che inizialmente non volevo leggere questo libro. Ne avevo già sentito parlare alcuni mesi fa, e quello che avevo sentito non mi aveva certo invogliato alla lettura: pareva infatti che il fulcro centrale del romanzo fosse il fatto che il protagonista tenesse il conto delle "pippe che si sparava". Ecco, la cosa non mi interessava minimamente. Non mi interessa leggere elogi dell'autoerotismo. Per un caso fortuito, mi è capitato il libro tra le mani dopo la sua uscita. Non sono una persona che butta i libri, neanche per sogno. Ho pensato "Vabbè, proviamoci" e sono contenta di averlo fatto. Sì, Chuck, il protagonista, tiene il conto delle pippe, un conto tra l'altro piuttosto elevato, ma fa anche un sacco di altre cose. Quando chiude l'armadietto gira per quattordici volte la combinazione prima di allontanarsene; la sera controlla decine di volte che le piastre elettriche siano spente e, una volta a letto, si rialza un sacco di volte per andare al bagno, anche se in realtà non ne avrebbe bisogno; ogni volta che tocca qualcosa si lava le mani e non si avvicina neanche lontanamente ai cibi che si mangiano senza posate (panini, muffin, ecc) né alle possibili fonti di sporco e batteri; infine colleziona Converse e ogni giorno ne indossa un paio diverso, associando ogni colore a un diverso umore. Insomma, un caso di DOC praticamente da manuale. E quando i suoi genitori se ne rendono conto, decidono di mandarlo da uno strizzacervelli che gli suggerisce una terapia cognitivo-comportamentale associata ad alcune compresse di Lexapros: Chuck però non è molto collaborativo. Finché non incontra Amy. Spassoso, ironico e pungente, Mi chiamo Chuck è stato una piacevole sorpresa e una ventata d'aria fresca. Le battute, le situazioni imbarazzanti e gli equivoci ci fanno ridere e affezionare al personaggio di Chuck nonostante la sua condizione sia, in realtà, tutt'altro che divertente. Probabilmente, se il protagonista fosse stato lamentoso e piagnone, il romanzo sarebbe risultato unicamente noioso: grazie all'autoironia di Chuck invece l'autore ci descrive un problema psichiatrico piuttosto diffuso senza risultare né pesante né saccente, avvicinando così anche i più giovani a questo disturbo. Ho inoltre apprezzato molto il percorso che il nostro protagonista si trova a dover affrontare per cercare di migliorare, un sentiero tappezzato di decine di difficoltà che può superare solo facendo affidamento su se stesso, la sua forza di volontà e talvolta l'aiuto dei suoi amici. Cose che per noi possono sembrare sciocchezze per Chuck diventano delle grandi conquiste: non bisogna erroneamente pensare che i comportamenti compulsivi vengano metabolizzati da chi soffre di questo disturbo come normali. Chi soffre di DOC sa che le ossessioni e le conseguenti compulsioni che vengono messe in atto sono insensate, ma nonostante ciò non riesce a farne a meno. Solo capendo ciò si può comprendere l'entità degli sforzi di Chuck per raggiungere le sue piccole vittorie, l'impegno che deve impiegare anche solo per mangiare un muffin con le mani senza correre a disinfettarsi. In definitiva un libro che, ridendo e scherzando, tocca tematiche importanti e ci insegna un'importante lezione di vita: peccato per la sua brevità!

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 18/04/2012 11:33

voto 5 su 5 5

Una delle pubblicazioni più azzeccate della Giunti Y! Il romanzo è divertente, spassoso e si legge d'un fiato. Chuck, il protagonista, è unico. E' il classico adolescente timido, insicuro, ma che si differenzia dalla maggior parte dei ragazzi in quanto è affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo, come egli stesso definisce le sue manie un po' strambe, come lavarsi le mani in continuazione, girare le manopole del gas assicurandosi che siano spente, ruotare la combinazione dell'armadietto ben 14 volte prima di essere sicuro che sia chiusa. Aaron Karo sa ben tratteggiare la figura di questo ragazzo, del bel rapporto d'amicizia che lo lega a Steve, il suo migliore amico, e della cotta che prende per Amy, la nuova compagna di scuola. Simpatica la mania di Chuck di calzare ogni giorno un tipo di Converse diverso (ma tutte rigorosamente a tinta unita!), a seconda del suo umore. Rosse= arrabbiato, gialle=nervoso. Bello, veramente! Voto 10+, complimenti all'autore e alla casa editrice che ha pubblicato uno dei suoi romanzi migliori. E, cosa non da poco, ottimo il prezzo. 12 euro (ma su Internet si trova anche a meno). Cosa chiedere di meglio?

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 16/04/2012 17:36

voto 3 su 5 3

Ecco cosa ho da dire su questo libro, letto veramente in pochissimo tempo. Inoltre si legge velocemente, la scrittura è molto "botta e risposta", stile copione cinematografico, la cosa non mi è dispiaciuta tantissimo. Comunque, ora vengono le critiche e non. Inizialmente ero tentata di mollare la lettura a poco prima di metà libro, la trama svolgeva lenta e i continui botta e risposta in questo frangente li ho trovati un po' fuori luogo, e poco adatti. Poi, non essendo nella mia indole di mollare il libro a mezza strada, sono andata avanti. E menomale perché poi si è ripreso globalmente. Il tema è trattato nel modo adatto per il pubblico verso il quale è rivolto (fascia di età tra i 15-19 anni), linguaggio molto semplice e diretto, sentimenti messi a nudo per quello che sono: semplici ma complessi nello stesso tempo. Mi è piaciuto molto il suo specificare di non dare mai un'amicizia per scontata, facendo capire che va coltivata e che è fatta di litigi, di chiarimenti, di sincerità come base e accettazione dell'altro per quello che è aiutandolo quando è in difficoltà. Mi è piaciuta la lotta che il protagonista deve fare con se stesso, con gli amici e con la ragazza che gli piace. Dovessi basarmi su una scala di valutazione fatta di 5 stelline a questo libro gliene assegnerei tre, non di più perché ha sì delle ottime tematiche, buon linguaggio, buona impostazione, però il suo progredire iniziale lento, secondo i miei gusti personali, mi ha un po' sciupato il gusto complessivo del libro. E' per chi vuole una lettura veloce, semplice, non troppo impegnativa.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 12/04/2012 18:23

voto 5 su 5 5

Charles, detto Chuck, ha diverse ossessioni, fisse, riti, manie, che lui chiama “routine” o “le sue cose”. Questi riti e manie consistono ad esempio nel controllare più e più volte le piastre elettriche della cucina, girare sempre 14 volte il lucchetto del suo armadietto a scuola, andare in bagno diverse volte prima di andare a dormire, abbinare il colore di Converse all' umore del giorno, oltre all' ossessione della simmetria, dell' ordine, della pulizia e tante altre cose assurde. In particolare la mania di lavarsi le mani di continuo lo spinge a cercare informazioni su Wikipedia. In questo modo si rende conto di soffrire di un disturbo ossessivo-compulsivo. Così i suoi genitori decidono di mandarlo da una psichiatra. Grazie a questo, ma soprattutto grazie all' arrivo di Amy, una nuova ragazza che attira subito la sua attenzione, le cose iniziano a cambiare. Chuck cercherà di guarire per lei, ma scoprirà che la cosa fondamentale è riuscire a guarire per se stesso. Il modo di narrare è molto “moderno”, anche per l' uso di termini “giovani”. In genere queste cose mi innervosiscono abbastanza, ma in questo caso non mi è sembrata una cosa forzata, fatta apposta, anzi, mi è parsa molto naturale e anche logica all' interno del contesto. Invece mi ha stupito il fatto che ci siano anche alcuni riferimenti che tanto moderni non sono. Cioè, penso sia un po' strano che un diciassettenne di adesso sappia dell' esistenza di cose come “Bayside school” o “Tron”. A me comunque, che sono più grandicella, questi riferimenti in particolare hanno fatto piacere. Quando ho letto “Tron” non ci potevo credere, ho dovuto rileggere la frase più e più volte! (Anche se io sono più fissata con “Tron Legacy”, che quello sì, è molto recente, piuttosto che con “Tron”). Io di sicuro non sono ai livelli di Chuck, ma qualche ossessioncina assurda del genere che ha lui ce l' ho pure io, e forse ce l' hanno un po' tutti, quindi mi ci sono molto ritrovata in questo libro. È stato un tantino preoccupante, ma anche divertente. Allo stesso tempo è un romanzo molto dolce, in fondo positivo ed emozionante, cosa che non mi aspettavo. È carinissimo e piacevolissimo, fa provare svariate emozioni a seconda del particolare momento che Chuck sta vivendo.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 12/04/2012 15:09

voto 5 su 5 5

Charlie, detto Chuck, soffre di manie ossessivo-compulsive, che vanno dal lavarsi continuamente le mani, percorrere gli stessi identici corridoi ogni giorno a scuola, tenere il conto delle pippe fattesi in un anno, far girare almeno 14 volte la serratura dell'armadietto di scuola, e indossare un paio di Converse di diverso colore in tinta unita (ne ha centinaia) a seconda dell'umore del giorno (giallo=nervoso, rosso=arrabbiato, ecc.). Ha un amico del cuore, Steve, cui confida tutto, una sorella normale e carina, Beth, che gli nega anche l'amicizia su facebook, ed ha le sue manie. I genitori, preoccupati per lui, lo convincono ad andare a parlare con una psichiatra, ma lui non ne è pienamente convinto. Amy entrerà nella sua vita e grazie a lei, ed all'ennesima umiliazione subita da Steve dal bullo della scuola, che peraltro esce con sua sorella, Chuck capisce finalmente che deve far qualcosa per vincere le sue manie e liberarsene. Tema originale, trattato molto bene, con garbo e la giusta dose di sarcasmo. Scorre piacevolissimo, veloce, leggero e ironico, opera prima dell'autore. Consigliatissimo.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 11/04/2012 18:34

voto 2 su 5 2

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo. Questa la frase sulla copertina del libro che, sinceramente, mi ha da subito incuriosita. Il romanzo, infatti, parla proprio di un ragazzo affetto dalla sindrome di cui sopra: ne è consapevole, detesta ciò che questo comporta ma non riesce ad uscirne. I genitori e la sorella non gli sono affatto di aiuto, i coetanei e i compagni di scuola neppure, gli incontri con la psicologa appaiono sempre poco fruttuosiâ¿ ma due figure lo aiuteranno nel suo percorso di crescita, seppure in modi differenti: il suo migliore amico, âsfigatoâ e oggetto di bullismo e una ragazza dai capelli ricci, una nuova compagna di classe. Si potrebbe ridere di molti comportamenti e situazioni descritte nel libroâ¿ girare manopole per 14 volte, lavarsi continuamente perché âattaccatoâ da germi e batteri insiti ovunque, controllare decine di volte le piastre elettriche della cucina verificando che non ci sia odore di gas pur sapendo che si tratta di piastre elettriche, stilare elenchi inverosimiliâ¿ ma credo che la lettura possa anche far riflettere molto su condizioni umane davvero presenti attorno a noi, di cui forse nemmeno ci accorgiamo ma che, per chi ne è affetto, possono intaccare la serenità di momenti ordinari e straordinari della vita. Ecco dunque che il campeggio con gli amici diventa un ostacolo insormontabile, come il cane della propria amata il cui âodoreâ diventa più potente della magia di un bacio.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 11/04/2012 18:21

voto 4 su 5 4

"Mi chiamo Chuck" è un libro piacevolissimo, scorrevole, trasmette allegria ed è talmente carino che ora che l'ho finito già mi manca. L'autore affronta la tematica un po' particolare dei disturbi ossessivi-compulsivi puntando tutto sull'autoironia del protagonista che descrive i suoi problemi in maniera spensierata e sagace. A volte un velo di tristezza lo ammorba, perché lui è ben consapevole della sua diversità rispetto ai coetanei e un po' ci patisce perché essere "nella media" è il suo desiderio più grande. La storia apre una finestra anche sul concetto di normalità e desiderio di omologazione per essere accettati dagli altri, ma mantiene sempre un tono molto discorsivo ed esuberante che non lascia mai spazio alla noia e alla negatività. Chuck è un personaggio complicato e indimenticabile che con la sua simpatia saprà conquistarvi. Anche se a volte le sue manie possono sembrarvi un po' troppo lontane da voi, Chuck riesce a rendervi partecipi delle sue emozioni e a far immedesimare anche il lettore più esigente. Il divertimento è assicurato.

Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo

Anonimo - 06/04/2012 15:47

voto 4 su 5 4

Nonostante lo sconcerto iniziale (voglio dire, inizia con il conteggio delle seghe che si è fatto in un anno XD) il libro mi è piaciuto molto: un anomalo coming of age, vissuto da un diciassettenne attraverso la volontà di sconfiggere le proprie manie ossessivo-compulsive per riconquistare la ragazza dei suoi sogni, miracolosamente materializzatasi a lezione di matematica a metà anno scolastico, e il suo migliore (unico) amico, tradito dalla vigliaccheria e dall'egocentrismo di Chuck. Quel che mi ha piacevolmente stupito è stato l'approccio al disagio psicologico: si mostra senza falsi pudori la necessità dell'intervento di un terapeuta, e senza pudori la necessità a volte coincidente di prendere medicinali come mezzo per spianare la strada a una terapia che solo i paziente può decidere e impegnarsi a praticare per sconfiggere i propri demoni - piccoli o grandi. Per sé, come capisce Chuck alla fine: nemmeno la ragazza più dolce del mondo o l'amico migliore possono essere il motivo per migliorare e guarire, per vivere in maniera più piena: è essere sé stessi al meglio il traguardo e insieme la spinta.

Recensioni successive...

    Accedi o Registrati  per aggiungere una recensione

    usa questo box per dare una valutazione all'articolo: leggi le linee guida
    torna su Torna in cima