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Natascha. Otto anni con l'orco
Natascha. Otto anni con l'orco

Natascha. Otto anni con l'orco

by Allan Hall - Michael Leidig
pubblicato da Sperling & Kupfer

Prezzo:
16,00 7,20
Risparmio:
8,80 -55 %
mondadori card 14 punti carta PAYBACK
Disponibile.
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 24 €.
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Descrizione

Dal pomeriggio del 23 agosto 2006, quando è riuscita a fuggire dalla villetta alla periferia di Vienna dove Wolfgang Priklopil l'aveva tenuta segregata per più di otto anni, la vicenda di Natascha Kampusch ha provocato un'ondata di reazioni contrastanti che non si è ancora arrestata. Commozione, stupore e sollievo per il lieto fine di un caso che era stato ormai archiviato, ma anche sgomento e inquietudine di fronte alla lucidità e alla sicurezza ostentate dalla diciottenne. Le dichiarazioni da lei rilasciate a pochi giorni dalla fuga nella famosa intervista televisiva hanno contribuito ad alimentare un turbine di dubbi e sospetti insidiosi. È normale che una ragazza, dopo essere stata costretta a vivere per 3096 giorni in un sotterraneo di cinque metri quadri, con aria e cibo razionati, possa affermare: "Quella è la mia casa"? Come può disprezzare il termine "vittima" e rifiutarsi di definire Priklopil suo "rapitore"? È vero che avrebbe avuto più di un'occasione per scappare ma non ne ha approfittato? Perché è così reticente circa alcuni dettagli sul rapporto con il suo carceriere? In una ricostruzione avvincente come un giallo, gli autori svelano i risultati inediti delle loro ricerche e tentano di dare una risposta definitiva alle tante domande ancora aperte. Attraverso interviste e testimonianze raccolte nel luogo del drammatico evento, descrivono con dovizia di particolari lo scenario che ha fatto da cornice al rapimento. Ma soprattutto presentano per la prima volta i contributi di numerosi psichiatri ed esperti che stanno studiando il caso. In questo modo, offrono una chiave di lettura obiettiva e autorevole per comprendere appieno l'unicità di questa storia e la complessità di un rapporto che va ben oltre la dicotomia vittima-carnefice, dimostrando come, di fronte ai misteri della mente umana, i nostri criteri di giudizio debbano essere sempre rimessi in discussione.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Storie vere , Storia e Biografie » Storie vere

Editore Sperling & Kupfer

Collana Saggi

Formato Rilegato

Pubblicato  01/01/2007

Pagine  262

Lingua Italiano

Titolo Originale Girl in the Cellar

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788820042714


Traduttore Valeria Roncarolo  -  Marilisa Santarone

1 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Natascha. Otto anni con l'orco titunetta

antonella mangano - 12/10/2013 13:20

voto 3 su 5 3

La sensazione maggiore che ho provato leggendo questo libro - documento (oltre la claustrofobia), è stato disagio. Disagio per il piccolo animo da reality che ormai permea la nostra società. La storia è nota un pò a tutti: Natascha, dopo 8 anni, più di 3000 giorni, ricompare. Era scomparsa una bambina grassottella, ricompare una splendida ragazza. Ricompare con un colorito verdastro, dovuto alla carenza di sole vissuta in tutti questi anni, con le gambe piene di lividi, non dovuti a violenza, ma alla delicatezza della pelle, ricompare facendo una corsa ad ostacoli nelle aiuole dei giardini vicini e chiede di parlare con chi si occupa del suo caso. Perchè lei lo sa che in questi lunghi otto anni è stato un caso importante in Austria. Quello che non sa, ma che ovviamente sospetta, è che tutti la credono morta. E, peggio, che ormai nessuno, nello specifico, si occupa più del suo caso. Quel giorno, quel folle del suo carnefice, è fuori con lei, la obbliga, come sempre, a fare la sua donna delle pulizie, oltre che chissà cosa, e lei sta passando l'aspirapolvere nella sua bmw rossa. Un attimo di distrazione al cellulare, col rumore dell'aspirapolvere in sottofondo che lo rassicura, e lei è pronta, finalmente, a spiccare il volo, a fare ciò che sogna da più di 3000 giorni. Perchè anche quella mattina gliel'aveva detto: prima o poi scapperò, e tu ti ammazzerai. Ed ha previsto anche questo, Natascha. Priklopl, il suo aguzzino, dopo una fuga da film, chiama il suo socio, si fa portare in stazione, e si getta sotto un treno. Lui che per tutta la vita ha collezionato trenini elettrici. Così inizia (finisce) la storia. Ma cosa ti lascia indignato? Innanzitutto che per otto anni, chi si occupa delle indagini, con una semplice richiesta di perquisizione al furgone bianco che fu la prima prigione di Natascha, avrebbe risolto il giallo in poche ore. Quel giorno, dopo che la supertestimone aveva comunicato di aver visto una bimba salire di forza su un Ford bianco, il rapitore, non immaginando la forza di volontà di Natascha, perde quasi l'anulare per chiuderla con la porta di 150 kg della cantina prigione che aveva costruito pensando a lei. Va a farsi medicare al pronto soccorso. Bastava chiedere maggiori dettagli, e le due cose si sarebbero incastrate perfettamente. E poi: Priklopl frequentava lo stesso bar che frequentava la mamma di Natascha, portandosela dietro. Proprio là se l'era "scelta". Guardando negli occhi di quella bimba triste, la quale madre e sorelle maggiori, quando aveva appena 4 anni, avevano fotografato in atteggiamenti al limite della pornografia. Ed anche questa cosa, ma ci pensate? Gli inquirenti trovano foto simili e non fanno nulla. Ed ecco poi diventare anche noi i carnefici di questa storia. Perchè una volta uscita Natascha, la cui unica compagna, per alcune ore della settimana era la tv, decide di farsi vedere, e ciò che vedono i telespettatori, non è quello che vogliono. Vedono una donna bellissima, che protegge la sua privacy, che non accusa il suo carnefice perchè lei negli anni, con la sua forza di volontà è riuscita a plasmare un pochino, facendosi concedere qualche uscita, qualche svago. E questa cosa, al popolo dei reality, non va affatto bene, perchè Natascha doveva comparire mostrando le sue ferite, doveva raccontare le vicissitudini sessuali, che non ha mai voluto raccontare. Natascha è troppo forte, non va bene che il suo carnefice sia morto e lei abbia spiccato il volo....

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