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Nel tempo che precede
Nel tempo che precede

Nel tempo che precede

by Umberto Piersanti
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

La campagna marchigiana fa da sfondo a storie figlie di un'oralità contadina che mescola reale e fantastico. E anche gli affetti e i dolori personali vengono attraversati da un'atmosfera mitica e senza tempo.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Poesia

Editore Einaudi

Collana Collezione di poesia

Formato Libro

Pubblicato  01/01/2002

Pagine  166

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806152574


1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Nel tempo che precede

Gian Paolo Grattarola - 27/09/2007 20:24

voto 4 su 5 4

Cantore di un mondo ormai in parte perduto, quello agricolo e pastorale delle Cesane (catena collinare tra Urbino e Fossombrone), uno spazio panico e antropologico pregno di misteri e riti antichi senza tempo, che egli ama come fosse il corpo di una donna ed a cui è legato da quello stesso senso della terra che già fu di Cesare Pavese, Piersanti ha in Pascoli e Leopardi i suoi numi tutelari. Striato da case in rovina il profilo desolato, aspro e impenetrabile delle Cesane ha nella figura archetipa del pastore una costante presenza armonica al centro di immagini e leggende che l'autore trasfigura attraverso un linguaggio poetico denso, suscitando anche in questo libro lo stesso potere evocativo già apprezzato in ''I Luoghi persi''. Mediante una vibrazione di timbro leopardiano e l'accurata ossessione pascoliana con cui reperta nomi di ogni specie animale e vegetale, egli disseppellisce dalle rovine prodotte dagli effetti immemori della tempesta quotidiana questo estremo lembo di civiltà da cui emana un profumo di umanità diversa, più autentica. Si tratta di un'epopea sospesa tra le miti screziature di uno scenario atemporale ove il sentimento estetico del poeta si distende sistematicamente in felici sequenze di endecasillabi comuni, rivelando un trepidante bisogno di lirica. Con la stessa forza evocativa con cui si sottrae all'amalgama massificatorio del sociale, restituendo il poeta al ruolo più consono di individuo in lotta contro il destino, egli rivendica, mediante l'impiego del metro più tradizionale, la decisività del fattore musicale nel costituirsi della poesia, schiudendo un varco salvifico e non solo consolatorio verso la bellezza. Gian Paolo Grattarola

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