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Nel tempo di mezzo
Nel tempo di mezzo

Nel tempo di mezzo

by Marcello Fois
pubblicato da Einaudi

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La storia che non aveva fine ricomincia. La stirpe dei Chironi riprende il suo cammino nella stagione della prosperità, negli anni del boom, negli anni di piombo, fino agli anni da bere... e Nuoro, inerme come un cetaceo da esposizione, diventa lo spazio interiore del "tempo di mezzo". "Per quanto ne so vengo da una famiglia antica. Una stirpe spagnola che ha cambiato nome e costumi per destino, o per scelta, anche questo non è chiaro. I Chironi si chiamavano Quiròn, questo dice mio padre Vincenzo, e a lui l'ha detto mio bisnonno Michele Angelo. Mio nonno Luigi Ippolito non l'ho conosciuto, ma dicono che assomigliasse in tutto e per tutto a mio padre. Quanto al mio nome io sono Cristian, Cristian Chironi. Ora perché mi abbiano dato questo nome è una storia che fa da sola un racconto: posso dire che per i dottori del reparto ostetrico non avrei superato la notte e che mia madre volle darmi un nome che non intaccasse la lista dei Lari. Sprecare un nome per un neonato moribondo può sembrare un cercarsi la malasorte. Così messa alle strette da un prete pronto a battezzarmi in articulo mortis rispose che il mio nome sarebbe stato Cristian come il parrucchiere che le aveva sistemato l'acconciatura il giorno del suo matrimonio."

La nostra recensione

E' un ritorno senza nostalgia quello di Vincenzo Chironi nella 'sua' Sardegna, una patria che non sua per nascita ma solo per stirpe. un Ulisse che attraversa il mare per conoscere non per riavere e che si lascia alle spalle una giovinezza divisa tra orfanotrofio e seminario in Friuli, terra della madre e teatro della morte in guerra, la Prima mondiale, del padre, una terra che ora abbandona alla ricerca delle proprie origini.
Seconda parte (la prima, uscita nel 2009, Stirpe) di una trilogia che racconta le vicende di questa famiglia abituata a soffrire nell'abbondanza e calata in una Sardegna che Marcello Fois sa rendere quanto mai universale e simbolica, pur nella sua unicità, Nel tempo di mezzo un romanzo intimo e duro dove non trovano spazio trasfigurazioni consolatorie: l'amore è amore, la fame fame, i soldi sono soldi, la terra è terra, il dolore è dolore. La consolazione pu avvenire solo nel passaggio attraverso quel 'tempo di mezzo' che ha un prima e un dopo, durante il quale c'è sempre il respiro nervoso del tempo che incalza e che spinge i protagonisti verso i limiti estremi della consapevolezza e della sua disincantata perdita. Sono ansioso ora di scoprire come Fois chiuderà questo suo percorso narrativo attraverso oltre un secolo di storia, convinto che con il tocco deciso e lo stile rotondo a cui ci ha abituati non saprà deludere i suoi lettori.
Antonio Strepparola

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Einaudi

Collana Supercoralli

Formato Rilegato

Pubblicato 13/03/2012

Pagine 263

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806202651

1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Nel tempo di mezzo monicaspicciani

Monica Spicciani - 20/05/2013 17:02

voto 4 su 5 4

Il libro si suddivide in 4 parti, la prima e l'ultima soprattutto presentano una scrittura aulica e ricercata, descrizioni flebili e precise al tempo stesso, che ti danno l'idea di aver capito ma non sei certo di aver capito tutto. I tempi sono dilatati, sono più del pensiero che dellazione. Cè una ridondanza a tratti eccessiva che per effetto contrario sminuisce, occulta le parti in cui questa sarebbe davvero necessaria. Un po come dire che unonda in un mare mosso non si nota nemmeno. Nella seconda parte lo stile si fa un po più semplice, spontaneo permettendo al lettore di essere più empatico nei suoi confronti, cosa che giova al libro che ne guadagna in autenticità,. Questo è un romanzo che sta lui stesso nel tempo di mezzo, non si capisce se lautore ti vuole coinvolgere o se ti vuole lasciare un semplice spettatore estraneo alle vicende narrate. Anche quando avvengono fatti coinvolgenti non ti senti catapultato dentro la storia, non la vivi sulla tua pelle, bensì rimani sempre come separato da un vetro. Fois ha delle notevoli doti narrative e sinceramente non capisco se questa mancanza di contatto profondo con i suoi personaggi sia da lui voluta a significare una sorta di pudore dei sentimenti,oppure dovuta ad una sua freddezza di fondo, ad uneccessivo tecnicismo lirico che tiene a distanza. La parte quarta è senzaltro quella che mi è piaciuta meno, sembra quasi una protesi attaccata male. Nonostante ciò, questo rimane comunque un libro che vale la pena leggere. Il difetto maggiore che ho riscontrato è una sorta di incostanza, a tratti lautore sembra più concentrato sulla scrittura, altre sulla storia, queste variazioni rendono il racconto schizofrenico, non armonioso, nonostante passaggi bellissimi di pura poesia. Alla fine del libro mi sono chiesta se avessi capito a cosa si riferisse il titolo, la mia personale interpretazione, e non so se sia corretta, è che si riferisca proprio a quel tempo in cui in noi un cambiamento è avvenuto ma non ne siamo ancora consapevoli. Citazioni: E in quel nulla rarefatto di calma dopo il temporale, la sua voce risuonò imprecisa come qualcosa ancora da farsi. ...nemmeno quelli che sembrano cambiamenti improvvisi, improvvisi lo sono veramente. Dimprovviso cè solo il momento in cui ne prendiamo coscienza. Vincenzo, dando unaltro colpo di vanga, pensò che quelle terribili conclusioni, quella bestemmiante assenza di speranza, specialmente nella bocca di un vicario di Cristo, non fosse nientaltro che dolore amarissimo per la perdita di una creatura molto amata.

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