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Nessuno può portarti un fiore
Nessuno può portarti un fiore

Nessuno può portarti un fiore

by Pino Cacucci
pubblicato da Feltrinelli

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Descrizione

Cacucci va alla ricerca di personaggi (noti e meno noti) con una caratteristica comune: quella di incarnare in un gesto o in una vita intera una insofferenza profonda per il conformismo e per l'ingiustizia. Non sempre siamo di fronte al rigore ideologico e talora neppure a una forma di fede politica: quelli di Cacucci sono spesso ribelli contro la loro stessa volontà e corrono incontro al destino con innamorata leggerezza. Si racconta dunque di Horst Fantazzini, rapinatore gentiluomo, protagonista di una spettacolare fuga dal carcere di Fossano. Si racconta della bellissima e sfrontata Edera Di Giovanni che sfida, diciannovenne, il gerarca fascista, finisce in carcere, ne esce, prende contatti con i dirigenti della lotta di liberazione, viene catturata, torturata e fucilata a Bologna. Ha vent'anni. Si racconta di Antonieta Rivas Mercado, pioniera appassionata di cultura nel Messico degli anni venti, travagliata da amori infelici e suicida a Parigi (si spara in Notre Dame). Si racconta di Charles Duval, anarchico illegalista, teorico della rivolta e dell'esproprio, condannato ai lavori forzati all'isola della Salute, protagonista di almeno diciotto tentativi di evasione. Si racconta di Silvia Ageloff, strumento ignaro nelle mani di Mercader per entrare nell'entourage di Trotskji e assassinarlo, e del bandito Sante Pollastri, cantato anche da De Gregori.

La nostra recensione

Con "Nessuno può portarti un fiore", Pino Cacucci continua il suo personale lavoro sulla memoria. Come già fatto in precedenza con "Ribelli!", raccolta di esistenze votate alla ricerca ossessiva dell'ideale utopico, anche qui vengono chiamate alla pagina vite che nella Storia sono entrate ma che da essa sono state espulse. Sette biografie di donne e uomini che hanno attraversato la propria epoca da banditi, martiri o eroi e che oggi rischiano di essere dimenticati per sempre. Sante Pollastro, Antonieta, Edera De Giovanni, Louis Chabas detto Lulù. Nomi che ai più non dicono nulla ma che occuparono a lungo le prime pagine dei giornali o vissero per anni nelle parole delle leggende popolari. Gruppo di anime in travaglio con l'esistenza, accomunate dall'insofferenza per l'ingiustizia, il sopruso o il pensiero dominante. Cacucci si occupa di loro, ricostruendone con appassionata minuzia le esistenze, non sempre esemplari, nel tentativo di gettarvi una luce nuova, di offrire un risarcimento postumo, di mettere a fuoco il carattere profondo che ne ha dominato le vite bruciate in nome di un ideale o anche solo d'un istinto libertario. Nella consapevolezza che la Storia venga sempre scritta dai vincitori, Cacucci vuole dare voce a chi ha perso tutto salvo la fede nel proprio credo, talmente tenace da diventare sangue e respiro delle loro stesse vite. E restituisce loro una dignità, spesso poco riconosciuta in vita, non solo grazie al meritorio lavoro sulla memoria, ma direi soprattutto attraverso l'amore che nutre per i personaggi di cui scrive. Un amore, una comprensione, un'empatia, che, paragrafo dopo paragrafo, emozionano e contagiano inesorabilmente il lettore. Valga come esempio per tutti il racconto Sylvia, americana ingannata dall'amore e trasformata in arma inconsapevole per l'assassinio di Trockij, la cui vita Cacucci rivela attraverso il riuscito espediente di una lettera a una vecchia amica. Sorta di bilancio implacabile, ricco di rimorsi e colpe, in cui l'autore sembra farsi da parte, lasciando che sia la stessa protagonista a raccontarsi, come nel timore di mancarle di rispetto, di giudicare una vita già condannata dalla Storia. Una manciata di vite reali e vissute fino in fondo che, senza retorica e con molta sofferenza, finiscono per diventare esemplari. Scrive Cacucci: "ho pensato che i cuori dei ribelli, chissà, forse continuano a battere nei cuori degli altri ribelli che restano, e dei ribelli che verranno... perché nessuno muore mai del tutto finché c'è qualcuno che lo ricorda, finché resta viva la memoria di quei battiti affidati magari a un libro, a un film, ma soprattutto a quel sorriso dolce e in po' venato di amarezza, il sorriso di chi non si rassegna e sogna ancora, malgrado tutto, malgrado il mondo che ci ritroviamo attorno."
Andrea Tognasca

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Feltrinelli

Collana I narratori

Formato Brossura

Pubblicato 03/04/2012

Pagine 205

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788807018794

2 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Nessuno può portarti un fiore eleonora061266

eleonora alfinito - 05/05/2016 17:17

voto 4 su 5 4

Una scatola preziosa di storie di amore e guerra, di personaggi irriducibili e che sgomitano per uscire dal libro. I ritratti maschili sono i migliori

Nessuno può portarti un fiore fctravel3365

Caporaso FABIO - 31/05/2013 11:53

voto 4 su 5 4

Bellissimo libro!

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