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Ordet di Carl Theodor Dreyer. Il miraggio kierkegaardiano
Ordet di Carl Theodor Dreyer. Il miraggio kierkegaardiano

Ordet di Carl Theodor Dreyer. Il miraggio kierkegaardiano

by Igor Tavilla
pubblicato da Ets

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Dettagli

Generi Psicologia e Filosofia » Filosofia: Opere divulgative e generali

Editore Ets

Formato Libro

Pubblicato  01/01/2007

Pagine  160

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788846719041


2 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Ordet di Carl Theodor Dreyer. Il miraggio kierkegaardiano

Anonimo - 11/08/2011 11:49

voto 4 su 5 4

L'opera di un maestro del cinema come Dreyer offre occasioni di approfondimento che vanno al di là delle consuete, pur rispettabili, analisi tematiche e strutturali. Un esempio notevole per il rigore della trattazione e la valenza culturale è questo libro che affronta, come anticipa il sottotitolo "il miraggio kierkegaardiano", il tema della relazione tra Dreyer e Kierkegaard quale emerge nel film Ordet (1956). Tema accennato da molti fin dal primo apparire del film e via via richiamato nel corso degli anni, ma mai sviscerato come qui nelle autentiche problematiche kierkegaardiane di cui Ordet - tratto dal dramma di Kaj Munk - è intriso, in particolare sotto il profilo di stimolo a un impegno etico. Ma se il discorso di Tavilla è essenzialmente filosofico, non per questo esso esclude una somma di motivi filologici cinematografici - con raffronti tra le reazioni di differenti studiosi e con una specifica attenzione ai movimenti di macchina in rapporto ai movimenti dei personaggi, specie nella scena della "resurrezione" - che fanno di questo libro un testo tanto impegnativo quanto illuminante». In «Film D.O.C.», n. 78, Maggio-Agosto 2008, p. 18.

Ordet di Carl Theodor Dreyer. Il miraggio kierkegaardiano

Anonimo - 11/08/2011 11:47

voto 5 su 5 5

Guai a dimenticarci della profondità "assoluta" di Dreyer, ne patirebbe la nostra stessa pratica di spettatori cinematografici così orgogliosamente eterodossi. Non tragga in inganno il titolo del libro: il capolavoro del maestro danese non è tirato a pretesto per dotte dissertazioni di natura filosofica, semmai il contrario, col portato concettuale di Kierkegaard a far da sponda alla forma perfetta delle immagini-Ordet. Una lettura rigenerante». In «Segnocinema», n. 149, Gennaio-Febbraio 2008, p. 79.

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