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Prima di Dracula. Archeologia del vampiro
Prima di Dracula. Archeologia del vampiro

Prima di Dracula. Archeologia del vampiro

by Tommaso Braccini
pubblicato da Il Mulino

Prezzo:
18,00 15,30
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2,70 -15 %
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Descrizione

Sul finire del Medioevo, nei Balcani e nei territori sempre più martoriati del morente Impero bizantino si diffondeva il timore dei morti irrequieti che uscivano dai sepolcri per perseguitare i viventi. Sulla scorta di un'approfondita ricerca originale, questo saggio documenta lo sviluppo delle credenze vampiriche nel medioevo bizantino e slavo, cercandone i primordi nell'antichità e seguendone le tracce, che si intrecciano con quelle dell'eresia e della storia della Chiesa, fino all'epoca moderna. L'analisi antropologica delle testimonianze antiche rivela lati sorprendenti del mito del vampiro, e permette di tracciarne una vera e propria archeologia, che finisce per rivelare come talora la realtà possa essere più romanzesca della fantasia narrativa.

Dettagli

Generi Politica e Società » Folklore, proverbi, credenze popolari , Storia e Biografie » Storia dell'Europa » Storia sociale e culturale » Periodi storici » Storia medievale

Editore Il Mulino

Collana Saggi

Formato Brossura

Pubblicato  09/11/2011

Pagine  270

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788815233639


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Prima di Dracula. Archeologia del vampiro dariob8s

Dario Bottos - 25/05/2013 13:58

voto 3 su 5 3

Il saggio indaga sulla credenza antica (vigente nelle aree slavo-balcaniche) che il cadavere ritrovato non decomposto ma anzi florido, a debita distanza di tempo dal trapasso, (un "vrykolakas" in greco) fosse rivelatore di una condizione fisica e spirituale innaturale - per esempio che quell'uomo fosse morto in colpa grave, come l'eresia accompagnata da scomunica (si cita l'eresia dei "bogomili") - ; e che solo certi rituali ed una seconda sepoltura potessero ristabilirne la pace eterna e la tranquillità di parenti e paesani. In regioni storicamente conquistate dagli ottomani era la chiesa ortodossa depositaria gelosa di queste pratiche, che spesso ne giustificavano - anche agli occhi del dominatore - una fondamentale ragion d'essere: sedare le inquietudini popolari. Anche se non di rado la situazione sfuggiva di mano all'autorità religiosa, per tracimare in un linciaggio a furor di popolo del disgraziato cadavere. Il "vrykolakas", figura inquietante quando non inquieta perché sovente "animata" da cattive intenzioni verso i viventi, viene via via ad includere (ma qui la ricostruzione dell'autore è dubitativa e non probante) caratteristiche di altre inquietanti figure dell'immaginario folclorico, come l'"ematofagia" di certe "streghe" o spiriti di bambini morti. Insomma il trait d'union con il "vampiro" letterario di John Polidori o di Bram Stoker non è dimostrato, ma la copiosa documentazione proposta è insolita e curiosa.

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