Mondadori Store

Trova Mondadori Store

Benvenuto
Accedi o registrati

lista preferiti

Per utilizzare la funzione prodotti desiderati devi accedere o registrarti

Vai al carrello
 prodotti nel carrello

Totale  articoli

0,00 € IVA Inclusa

Prima la musica, poi il cinema. Quasi una sonata: Bresson, Kubrick, Fellini, Gaal
Prima la musica, poi il cinema. Quasi una sonata: Bresson, Kubrick, Fellini, Gaal

Prima la musica, poi il cinema. Quasi una sonata: Bresson, Kubrick, Fellini, Gaal

by Giovanni Morelli
pubblicato da Marsilio

Prezzo:
14,00 11,90
Risparmio:
2,10 -15 %
mondadori card 24 punti carta PAYBACK
Disponibile.
Consegna gratuita con spesa totale superiore a 19 €.
Ordina ora per riceverlo giovedì 26 gennaio.  (Scopri come).

Descrizione

Quasi da sempre è pesato sulla recezione del cinema un vago pregiudizio che imponeva al cinema stesso di essere un derivato: della narrativa, dell'epica o del dramma. L'autore si propone un rovesciamento di ottica che possa permettere una revisione di molte abitudini di recezione e indaga essenziali ascendenze 'musicali' del cinema, individua testimonianze a favore di una interpretazione del cinema stesso come momento evolutivo di alcune poetiche musicali poi precipitate in stato di crisi e di estenuazione della loro potenzialità comunicativa. Questo esperimento è stato effettuato nel volume in alcune campionature circoscritte a materiali settecenteschi (Barry Lyndon, Casanova, Jacques le fataliste, Orfeo di Gluck).

Dettagli

Generi Politica e Società » Comunicazione e Media » Cinema , Cinema e Spettacolo » Cinema » Teoria e critica

Editore Marsilio

Collana Saggi. Critica

Formato Brossura

Pubblicato  10/05/2011

Pagine  123

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788831708517


1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
Scrivi una recensione
5 star
0
4 star
1
3 star
0
2 star
0
1 star
0
Prima la musica, poi il cinema. Quasi una sonata: Bresson, Kubrick, Fellini, Gaal dariob8s

Dario Bottos - 30/05/2013 08:44

voto 4 su 5 4

La tesi sviluppata da Giovanni Morelli è che il cinema trova i suoi predecessori "linguistici" - per similarità di procedimenti costruttivi, per analogia di "sintassi" - nella musica, nel teatro e nella letteratura del "secolo dei lumi". Si tratta di un saggio impegnativo, difficile, perché ci viene proposto/imposto senza rielaborazioni e senza sintesi il percorso mentale dell'autore quasi come "flusso di coscienza". Vi si utilizza in modo massiccio, forse con inconsapevole sadico compiacimento, la tecnica della "digressione", così che la riflessione si dispiega in modo labirintico tra citazioni, osservazioni, accenni, note a piè di pagina spesso illuminanti, giochi linguistici, e ogni altro artificio che un testo scritto può permettere. E, gioco di specchi, la digressione stessa è proprio uno dei meccanismi linguistici più pregnanti che il Morelli individua nel cinema e nei suoi precursori settecenteschi. La digressione parla di sé stessa. E' notevole, e fa parte anche questo del raffinato gioco messo in campo, che l'autore - per effettuare le sue incursioni nel "secolo dei lumi" (da cui, con un fondante bisticcio verbale, arriva ai fratelli "Lumière") - si serva non solo di esempi letterari, ma anche di esempi cinematografici di ambiente settecentesco, creando in tal modo ancora una volta un gioco di specchi - "mise en abime" - anch'esso molto "illuministico" (in tutti i possibili significati del termine). In ultima analisi l'autore si "diverte" ("divertimento" = "digressione"), e tira dentro nel suo "teatro del mondo" anche il lettore, che deve riconoscere questa realtà virtuale se non vuole smarrirsi.

Accedi o Registrati  per aggiungere una recensione

usa questo box per dare una valutazione all'articolo: leggi le linee guida
torna su Torna in cima