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Quando ci batteva forte il cuore
Quando ci batteva forte il cuore

Quando ci batteva forte il cuore

by Stefano Zecchi
pubblicato da Mondadori

8,32
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Descrizione

Pola 1945. La storia è crudele con gli italiani dell'Istria, della Dalmazia e di Fiume: se nel mondo si festeggia la pace, qui le loro sofferenze non hanno tregua. Il dramma della gente di Pola sconvolge la famiglia del piccolo Sergio, costretta a subire umiliazioni e soprusi da parte dei nuovi occupanti slavi. La mamma di Sergio, Nives, maestra di scuola elementare, si batte con grande coraggio nella difesa dei confini della patria: colta, autorevole, fiera, raccoglie intorno a sé i propri concittadini che non intendono chinare la testa di fronte alle decisioni dei vincitori. Anche Sergio nutre per la madre una vera ammirazione. Ha sei anni, è cresciuto con lei, ha visto il padre per la prima volta soltanto al suo ritorno dalla guerra. Per lui prova soggezione, quasi diffidenza. Intanto l'annessione dell'Italia orientale alla Jugoslavia travolge l'esistenza degli istriani. Nella famiglia di Sergio è tempo di decisioni gravi. Flavio e Sergio, padre e figlio, impareranno a conoscersi, suggellando un'affettuosa dolcissima alleanza, che li aiuterà, dopo imprevedibili avventure e grandi sofferenze, a costruire una nuova vita insieme. Nelle pagine di questo romanzo, la rigorosa ricostruzione di un periodo terribile e ancora poco conosciuto del Novecento si accompagna a una storia intima, delicata, toccante. Stefano Zecchi dà vita a un affresco importante, che illumina il dramma di un popolo e insieme racconta tutta l'emozione di un grande amore tra padre e figlio.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Mondadori

Collana Omnibus

Formato Rilegato

Pubblicato 13/09/2010

Pagine 216

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804595373

13 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Quando ci batteva forte il cuore oscarrefavretto

oscarrefavretto - 06/07/2014 15:59

voto 5 su 5 5

bravo zicchi la tua storia mi ha ricordato quando mio padre è fuggito dall'istria nel 1947. ho letto il tuo romanzo come bere un bichier d'acqua quando sei assettato. finalmente dalla parte asclusivamente intellettuale emerge l'ultima storia dell'istria a conoscenza di tutti che sono moltissimi. comunque i nostri politici sono ancora sordi a questa problematica. forse quando la jugoslavia aprirà l'archivio di tito ed i suoi misfatti, cavalcheranno tale storia.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 31/05/2011 17:39

voto 2 su 5 2

Sicuramente ci sono storie di bambini e padri schiavi-vittime altrettanto innocenti della ferocia umana a Pola e nelle terre anche per loro natie - in tempi precedenti a quella di Sergio, di cui quella di Sergio può considerarsi una tragica e comunque inaccettabile conseguenza. Le foibe c'erano anche prima dell'arrivo dei partigiani croati e altri criminali le hanno usate per primi. Consiglio di cercare anche queste testimonianze. Per quanto riguarda il romanzo, questo è il mio giudizio di semplice lettore: trovo che gli si possa riconoscere un certo significato storico e di testimonianza, ma scarso valore letterario.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 27/05/2011 13:08

voto 5 su 5 5

Il libro del Prof. Zecchi è scritto molto bene. Con forma profonda e leggera interviene in un pezzo di storia italiana rimasta nell'ombra, e che chiede quindi di essere presto riconosciuta. Integrata nella coscienza collettiva. Rinunciando all'ideologia con la quale, miseramente, al solito, si affrontano questi drammi, il viaggio padre-figlio commuove profondamente. Grazie e complimenti. Davide

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 18/02/2011 14:43

voto 0 su 5 1

Un libro che non puoi dimenticare, come la storia che racconta. Ho pianto. Debora

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 03/01/2011 11:07

voto 0 su 5 1

Sull'esodo dall'Istria hanno scritto uomini e donne che hanno vissuto nella propria carne quella tragedia. Le loro parole, i loro ricordi, i loro pensieri sono lame affilate che scavano nel profondo delle coscienze e delle menti. Sotto questo aspetto "Quando ci batteva forte il cuore" è invece un libro superficiale, quindi inutile, forse perfino dannoso. Nessuno degli esuli, prima di lasciare la propria casa, ha distrutto quanto essa conteneva perché non cadesse in mano agli sc'iavi. Non lo hanno fatto perché era forte in loro la speranza di tornare un giorno nella loro terra, nella loro casa. Il libro di Stefano Zecchi toglie loro anche questa speranza.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 25/12/2010 23:30

voto 5 su 5 5

Un capolavoro della saggistica e allo stesso tempo un coinvolgente romanzo storico visto con gli occhi di un bambino.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 06/12/2010 18:42

voto 4 su 5 4

Mia madre era di Zara, i miei due fratelli sono nati a Zara ed anche loro hanno attraversato l'Adriatico per poter ritornare ad essere Italiani. Finalmente un libro che racconta una parte delle sofferenze degli Istriano-Dalmati.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 27/10/2010 14:41

voto 5 su 5 5

Questo libro del prof. Zecchi non è solo un grande "romanzo filosofico", come lui stesso lo ha definito, ma una suggestiva, limpida e nuova primavera colma di speranza, in cui ha disegnato magistralmente i tratti essenziali di un'immensa tragedia come quella delle Foibe e dell'Esodo giuliano-dalmata. Del resto, Zecchi, da buon patriota veneziano, non è nuovo ad interessi di questo tipo: basti ricordare il saggio che volle dedicare nel 2008 alla tragedia di Maria Pasquinelli e di Robert De Winton, consumatasi a Pola in un plumbeo 10 febbraio 1947, il giorno del "diktat". Si tratta, quindi, di un'opera attuale in chiave di psicologia familiare, in quanto analisi acuta e sensibile di un arduo recupero del rapporto fra padre e figlio; ma nello stesso tempo, di un lavoro utilmente informativo, in chiave di documentazione storica.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 23/10/2010 14:48

voto 5 su 5 5

Quello di Zecchi è un impegno a tutto campo che spazia dalla cultura alla storia, e soprattutto, ad una ritrovata etica della politica, come attestano il suo ultimo libro ed i suoi articoli. Debbono essergli grati gli esuli giuliani e dalmati ma prima ancora tutti coloro - silenziosi ma tanti - che credono tuttora in una politica intesa come volontà di operare nella vita associata per il bene comune. Non recuperando l'ethos, non c'è futuro per l'Italia.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 10/10/2010 18:33

voto 5 su 5 5

Eccellente ricostruzione di avvenimenti poco conosciuti che il prof. Zecchi descrive in maniera semplice, ma molto incisiva. Un libro per tutti gli italiani che vogliono sapere.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 26/09/2010 23:42

voto 5 su 5 5

Stefano Zecchi ha saputo trattare con estrema delicatezza la tragedia dell'Esodo da Pola attraverso la storia di un rapporto fra padre e figlio. Tutti i giovani dovrebbero leggerlo, è estremamente coinvolgente e di facile comprensione.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 17/09/2010 14:33

voto 0 su 5 1

Commovente.

Quando ci batteva forte il cuore

Anonimo - 15/09/2010 23:19

voto 5 su 5 5

Esistono tuttora ingegni versatili, capaci di spaziare dalle scienze umane all'arte, come in un nuovo, coinvolgente Rinascimento. E' il caso di Stefano Zecchi, Ordinario di Filosofia Estetica all'Università di Milano, ma anche saggista, giornalista e scrittore, come attestano decine di titoli pubblicati sempre con successo. Ultimo della serie è questo "romanzo filosofico" che racconta la tragedia di una famiglia istriana travolta dalla seconda guerra mondiale e dalle sue conseguenze: la mamma Nives, Vittima dei partigiani di Tito, finisce in una foiba, mentre il marito Flavio ed il figlio Sergio riescono a raggiungere la salvezza dopo un'avventurosa fuga piena di pericoli, prima a piedi e poi per mare. In Italia avranno accoglienze ostili, ma nella loro esperienza ritroveranno un rapporto affettivo autentico e la capacità di affrontare positivamente le difficoltà della vita. Si tratta di un grande affresco che mette a fuoco un grande dramma collettivo spaziando sulle foibe, le persecuzioni a danno degli italiani e l'esodo plebiscitario dei 350 mila, e che si conclude con un messaggio di speranza e di fede: "mai nulla è deciso una volta per sempre".

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