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Ritorno a Baraule
Ritorno a Baraule

Ritorno a Baraule

by Salvatore Niffoi
pubblicato da Adelphi

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Descrizione

Ma perché mai, dopo tanti anni passati in continente, Carmine Pullana era tornato al paese? Per sapere, finalmente, la verità. Per cercare le tessere che mancavano al mosaico della sua vita, e morire in pace. Per scoprire, innanzitutto, che cosa era accaduto la notte in cui negli stagni davanti a Baraule era stato trovato il corpo straziato di Sidora Molas e nella rete di Martine Ragas, noto Polifemo, era rimasta impigliata quella "cosa informe che sembrava un coniglio scuoiato, una spugna rossa inzuppata di sangue", e invece era un neonato, "un innocente che non aveva neanche la forza di piangere". Martine l'aveva messo ad asciugare pancia al sole dentro il berretto, e la creatura aveva ripreso a respirare. "Questo è uno che non vuole morire" aveva pensato il pescatore. "Qualcuno lo ha rispedito indietro dall'inferno". Lo aveva portato a sua sorella Battistina, che lo aveva battezzato con l'acqua del pozzo. Carmine, Carmineddu, un angelo venuto dal mare: questo era per loro. Poi però Martine l'aveva venduto a un proprietario barbaricino che aveva la moglie "vurvi arrunciunia", e Battistina era morta dal dolore. Quelli lo avevano fatto crescere da signore, lo avevano fatto studiare, e Carmine era andato all'università ed era diventato chirurgo - anzi, era diventato "il salvatore dei bambini col cuore guasto". Ma sempre, per tutti quegli anni, aveva rivolto a Dio la stessa tormentosa e dolente richiesta: di fargli scoprire un giorno il nome di suo padre e di sua madre. E adesso che dentro il petto aveva quel "cane che gli addentava i polmoni", e quando tossiva sputava sangue - adesso era arrivato il momento di sapere.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Adelphi

Collana Fabula

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2007

Pagine 199

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788845921414

1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Ritorno a Baraule

Maristella - 26/06/2007 18:56

voto 4 su 5 4

Carmine Pullana, noto cardiochirurgo infantile, affetto da un inesorabile cancro polmonare che lo porta sempre più velocemente verso la fine dei suoi giorni terreni, spinto dal bisogno impellente di ritrovare le sue radici, ritorna al paese d'origine per cercare di scoprire il mistero della sua nascita avvenuta in tragiche e oscure circostanze avvolte ancora in veli di nebbiosi ed antichi segreti. Egli si ripropone di squarciarli, interrogando la memoria di chi, sessant'anni prima, ebbe modo di incrociare la sua vita con quella dei protagonisti della vicenda. Intraprende così, un lungo e doloroso viaggio a cavallo del tempo, cercando di riconoscere e fare propria una verità che si manifesta sempre più multiforme nei ricordi dei personaggi da lui incontrati e interpellati a riguardo. Con la grande potenza evocativa della sua scrittura, essa stessa la vera protagonista del romanzo, in un tripudio di visioni metaforiche e di fastose similitudini, nella musicalità aspra ed ammaliante delle sue note visive, olfattive ed immaginifiche, nel miscuglio di vita e morte che si rincorrono vicendevolmente trasformandosi l'una nell'altra fino a diventare storia, attraverso le strade di un esplodente multilinguismo incorniciato da una natura spesso dai toni apocalittici e traboccanti di dualistiche pennellate in bilico tra il sacro ed il profano, il cammino di Carmine, costellato di incontri, si annoda fino ad intrecciarsi ad altre vite vissute per estrinsecarle in un microcosmo fatto di destini inabissati nelle tradizioni di una terra arcaica come la Sardegna ma nel contempo destini di respiro universale. Ogni personaggio racconta la propria vita come se fosse già passata e finita; una vera e propria Antologia di Spoon River in una sorta di vitale catarsi oratoria che non trascura bisogni primordiali, sessualità istintive e spesso laide, gravate da corpi di per sé indecenti e screziati da una ingravescente decadenza che riesce a strapparne ogni traccia di antica leggiadria. La ricerca, in cui Carmine continuamente perde e ritrova le sue origini nel groviglio di evocazioni appesantito dall'indeterminatezza, porta quest'uomo, vinto ma non sconfitto e con la forza di gridare ancora a Dio e al suo inviso destino, a tendere le braccia ad un mare materno e pronto a raccogliere le parole di un'ultima e non arrendevole preghiera.

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