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Ruggine
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Ruggine

by Stefano Massaron
pubblicato da Einaudi

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Descrizione

Un deposito enorme di rottami alla periferia di Milano, pieno di cunicoli casuali e di angoli segreti. Sembra una creatura viva per i bambini degli Alveari. È il loro rifugio magico. Non sanno che proprio lí li aspetta la prova piú spaventosa della loro vita. Un romanzo che fonde passato e presente, la Milano di oggi e la lontana estate del 1977. Quando Sandro e Cinzia erano piccoli, e hanno visto qualcosa che non possono piú dimenticare.
Nel 2003, Sandro e Cinzia hanno quasi quarant'anni, e una vita normale. Ma il passato è in agguato, dietro il cartellone che annuncia un nuovo cantiere. Un pezzo di quel passato - il luogo dove giocavano da bambini - sta per scomparire. I ricordi non possono piú essere arginati e riemerge infine ciò che avrebbe dovuto restare sepolto, perché troppo spaventoso. Nell'estate del 1977, in una periferia chiusa nei cortili claustrofobici dei palazzoni popolari, un gruppo di bambini si trova a fronteggiare una minaccia la cui enormità solo loro sono in grado di capire davvero. Il caldo opprimente e l'odore penetrante della ruggine e delle discariche di periferia fanno da sfondo a una storia che riesce a resuscitare le emozioni e i sogni dell'infanzia, e a delineare tutta la violenza del trapasso all'età adulta.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Einaudi

Collana Einaudi. Stile libero

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2005

Pagine 238

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788806173159

7 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Ruggine

Anonimo - 13/12/2008 15:04

voto 5 su 5 5

Libro stupendo! L'autore ha creato una storia mai banale e molto coinvolgente. Arrivano molto bene i messaggi che vuole mandare. Queste pagine mi hanno regalato emozioni che ho ritrovato in pochi altri libri. Assolutamente imperdibile!

Ruggine

Anonimo - 18/05/2005 16:52

voto 1 su 5 1

Non so che romanzo abbiano letto gli altri recensori della pagina, ma non certo quello che ho letto io. Ruggine è un libro che sarebbe stato considerato vecchio e superato già vent'anni fa. E' un brutto thriller-horror di serie zeta, tra l'altro di una noia mortale.

Ruggine

Anonimo - 12/05/2005 04:46

voto 4 su 5 4

Ci sono libri che prendono il lettore, lo risucchiano nell'atmosfera dell'ambiente in cui si svolge la storia, lo avvolgono di sensazioni come se lui ne fosse parte integrante, fino a farlo sentire negli Alveari, compagno di gioco di quei personaggi. "Ruggine" è un libro di quelli. Te ne accorgi quando Carmine, il più spavaldo tra i tuoi compagni di giochi ormai, si allontana dal deposito di rottami e guardandolo dice con voce piatta "è solo ferro". Tu lettore sei lì che guardi il deposito accanto a lui e come lui sai che l'unico modo per sopravvivere all'enormità dell'esperienza vissuta là dentro è minimizzarla nella tua mente, lasciare che si depositi tra i tuoi ricordi sminuendone i contorni, togliendo potenza al luogo in cui si è svolta. Quella frase è la sintesi perfetta del meccanismo che la mente umana mette in atto per far fronte al "troppo" che sia orrore o ingiustizia o violenza, ma anche mancanza d'amore o sofferenza o qualsiasi altra cosa a quel punto poco importa, è sempre "troppo" per essere elaborato dalla nostra mente, l'unica via possibile è creare distacco, allontanare e ridimensionare quello che ne resta: il ricordo di quelle sensazioni che arrugginiscono l'anima. C'è molto altro in qs libro che mi spinge a consigliarlo, una scrittura ricercata e perfettamente calata sui personaggi, una purezza che spicca ancor più forte in un ambiente degradato, una perversione mostrata dall'interno che non cede mai spazio alla comprensione, uno scoprire la storia attraverso sguardi che oscillano avanti e indietro nell'asse temporale di trent'anni.

Ruggine

Anonimo - 07/05/2005 13:18

voto 4 su 5 4

Ieri sera ho iniziato a leggere questo libro e ... dopo quindicipagine ero già immerso nei colori, negli odori forti, attanagliato dalla follia del dottorboldrini, dagli alveari della periferia Milanese. Il tempo che si avvicendava e si intrecciava (tempofermo/sandro2003) con dei richiami ai ''tempi cinematografici'' di Tarantino, o semplicemente Tarantino si rifà ad una tecnica descrittiva che lo scrittore ha saputo offrire al lettore in modo coinvolgente, che catapulta nello spaziotempo intriso di ruggine, nei pensieri perversi di un dottore che possiede anche le mie viscere e me le rivolta. Lo spaziotempo di un bambino/adulto che si ritrova catapultato nei suoi ricordi/incubo, nell'amore mai consumato, ma che si consumerà alla fine in un gesto, come la morte si consumerà in un gesto. La descrizione degli alveari, della periferia, del Leviatano e di questi ammassi di ferraglia arrugginita, incandescente ti fa davvero vivere in mezzo a quei cortili di periferia, in mezzo ai bambini che giocano e che tramano, forse per questo ti fa odiare ancor di più il dottorboldrini che odia questi posti, ma che in questi posti ha deciso di aprire il suo studio perchè proprio in questi posti pieni di ''insetti'' si potevano consumare i suoi perversi delitti, con la certezza che nessuno avrebbe dubitato di lui. Ho letto tutto d'un fiato questo libro, in una notte, in poche ore incandescenti, rosse e polverose, ho apprezzato molto le scelte stilistiche come le parole spezz____ o quei pensieri che precedevano le parole, l'avvicendarsi dei tempi che alla fine coincidono per un attimo. Quei gesti descritti con tanta violenza, ti danno dei cazzotti allo stomaco, ma ti obbligano ad andare avanti, vuoi sapere cosa succederà a quel figlio di puttana, se i bambini/adulti si incontreranno, se la giustizia avrà il sopravvento sul male ... E qui forse per una buona mezz'ora sono rimasto spiazzato, alla fine mi rimane una sete di giustizia vera come spesso accade, in questi giorni, tante persone sono state tradite dalla giustizia, dopo 37 anni P.zza Fontana da il benservito ai familiari dei morti in questa tragedia, un caso paradossale in mezzo a tanti simili. Libro consigliato. :Y:

Ruggine

Anonimo - 06/05/2005 11:40

voto 4 su 5 4

Ho comprato il libro perchè era in mostra alle messaggerie. Non conoscendo altre opere dell'autore, non so come siano i suoi precedenti, ma conosco bene la letteratura di Ammaniti e non mi pare che ci sia scopiazzamento (a meno che non sia copyright esclusivo inserire bambini tra i protagonisti). A me personalmente il libro è piaciuto. Mi è sembrata una bella storia, coinvolgente e introspettiva, che si legge quasi tutta d'un fiato, con interessanti cambi di punto d'osservazione dalla mente malata del ''cattivo'' alla apparente normalità. Insomma, io agli amici l'ho consigliato :-)

Ruggine

Anonimo - 06/05/2005 00:36

voto 3 su 5 3

Sarò banale, un po' come il ''collega'' qui sopra, anzi lo sarò ancora più di lui, il che parrebbe incredibile ma è così. Dirò infatti una cosa semplice e lineare: il libro mi è piaciuto e non solo, mi ha fatta piangere e inorridire ed alla fine esultare anche se con un fondo di amarezza. La trama è semplice, vero, come tutte le trame di successo, del resto. Trovo che la semplicità sia un concetto puro e prezioso, che, in bocca ad alcuni può purtroppo diventare banale e risibile, un po' come i bambini raccontati da sè stessi, oppure visitati dal dottore. Trovo anche risibile, mi dispiace ma lo devo dire, la latente invidia nella recensione di cui sopra: si vede che a questo povero signore di libri ne hanno rifiutati tanti anche i suoi erano poco ''originali''? Per fortuna leggo per piacere e non per scrivere. Per finire, vi consiglio di leggere questo libro di giorno, in casa, senza i figli o nipoti intorno: potreste desiderare di abbracciarli all'improvviso e di scoprire che siete degli ottimi genitori e di volerne fare altri! E si sa... in questo mondo le gioie semplici fanno male! Fanno pensare e giudicare con il proprio cuore!!! Buona lettura!

Ruggine

Anonimo - 23/04/2005 10:37

voto 1 su 5 1

Questo autore, di cui ho comperato il libro perché non ne potevo più dei suoi appelli su web e via mail nei quali in pratica chiede la carità e supplica di comprare il suo romanzo, mescola male Stephen King, soprattutto It e la sua storia del Male che ritorna a colpire le stesse persone dopo tanto tempo, con Niccolò Ammaniti, soprattutto Io non ho paura, di cui Ruggine ricalca l'atmosfera e la struttura della trama a ogni pié sospinto. Mancano originalità, come fatto notare, e lo stile è talmente pedante da rendere difficile e noiosa la lettura. Alla fine non importa nulla che sia ambientato in Italia, si potrebbe svolgere in qualsiasi cittadina di un racconto americano: evidentemente l'autore al di là di Stephen King ha letto proprio poco. A parte il prologo, che almeno è sintetico e leggibile, questo è un libro da evitare, e meno male che l'autore nei suoi appelli sottolinea di averci pensato e ripensato per cinque anni.

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