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Senza Dio. Del buon uso dell'ateismo
Senza Dio. Del buon uso dell'ateismo

Senza Dio. Del buon uso dell'ateismo

by Giulio Giorello
pubblicato da Longanesi

Prezzo:
15,00 12,75
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mondadori card 26 punti carta PAYBACK
Disponibile.
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Descrizione

Un tempo, dimenticate le ingenuità di qualsiasi ateismo militante, sembrava opportuno dichiararsi "agnostici" invece che atei. Oggi, di fronte alla ripresa del fanatismo religioso, l'ateismo diventa una dichiarazione di autonomia politica, di indipendenza intellettuale. Non si tratta di fare dell'ateismo un insieme di convinzioni più o meno dogmatiche, ma uno strumento per guidare meglio la ricerca scientifica e la vita quotidiana. Si tratta di un ateismo "strumentale e metodologico". Come tale, può esser fatto proprio anche da qualsiasi credente, purché la sua sensibilità religiosa sia abbastanza flessibile da permettergli di leggere i testi sacri non come terrificanti ingiunzioni, ma come capitoli di una storia fantastica che potrebbe magari... essere anche vera.

Dettagli

Generi Politica e Società » Studi interdisciplinari e culturali , Religioni e Spiritualità » Altre religioni e fedi » Fedi alternative (Scientology, studi sull'occulto, satanismo¿)

Editore Longanesi

Collana Le spade

Formato Brossura

Pubblicato  15/09/2010

Pagine  229

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788830427648


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Senza Dio. Del buon uso dell'ateismo

Anonimo - 25/08/2011 14:46

voto 0 su 5 1

Iniziamo a dichiarare il punto di vista, ovvero sono un "cattolico imperfetto" moderatamente praticante. Del libro si apprezza soprattutto la sostanziale assenza di toni fideistici, come d'altronde dichiarato dall'autore nelle sue intenzioni, e il tentativo di spostare il confronto dalla "metafisica dei principi" alla incidenza esistenziale degli atteggiamenti. Tentativo quindi riuscito sul piano formale, sul piano sostanziale si resta con l'impressione che Giorello non sia al corrente degli sviluppi nel campo dell'antropologia che rivalutano potentemente la tradizione giudaico cristiana (leggi ad es. tutta l'opera e la scuole Rene Girard) e resti legato a un armamentario concettuale sostanzialmente positivistico inizio 900 (frequentissime le citazioni di Russell). Resta comunque il guanto di sfida lanciato ai credenti di inquadrare "teologicamente" una serie di atteggiamenti "atei" quali lo spirito critico, il rifiuto dell'obbedienza preconcetta all'autorita' oggettivamente utili e fondativi del mondo moderno.

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