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Sono io che l'ho voluto
Sono io che l'ho voluto

Sono io che l'ho voluto

by Cynthia Collu
pubblicato da Mondadori

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3,70 -20 %
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Descrizione

Se è vero che ogni famiglia infelice lo è a suo modo, quella di Miriam e Sebastiano appare dal di fuori normalmente infelice: tra loro qualche discussione, la frustrazione di fondo per una modesta vita borghese, a volte liti furiose seguite da silenzi devastanti (quanto possano essere devastanti i silenzi, Miriam lo impara presto a sue spese); poi, finalmente, la sospirata riappacificazione. Sebastiano la porta fuori a cena, le regala un oggetto desiderato o un viaggio. A Miriam questo basta per andare avanti senza porsi domande. Ma a poco a poco la vera natura di Sebastiano viene a galla. Se Miriam lo contraddice e cerca di farsi valere, lui risponde ignorandola, ostile, fino a che lei sente la propria volontà assottigliarsi e cede, scusandosi. Ai silenzi subentrano ben presto le parolacce, le offese, i pugni gonfi di lui che minacciano, che fanno paura, l'umiliazione di un possibile tradimento. Miriam subisce e perdona perché si sente colpevole: in fin dei conti è Sebastiano che la mantiene, che l'ha preferita a sua sorella Sara l'eterna rivale - lui che l'ha resa madre. Ma quando resta sola col piccolo Teodoro e deve lottare contro il cumulo delle incombenze quotidiane e soprattutto contro il bisogno di sonno che la tortura, ecco che i suoi fantasmi ritornano, facendola sentire ancora una volta non all'altezza. Fino a quando un avvenimento imprevisto la aiuterà a risalire dagli inferi e a riscattarsi.
Cynthia Collu scrive pagine tenerissime e angosciose, piene di vita e di autenticità, in cui la speranza sta nascosta nelle pieghe della voce di una donna che non si arrende all'onda dei propri pensieri distruttivi, svalutanti e umiliati. Questo romanzo mette in scena con straordinaria forza la "normalità" della violenza familiare, quella più sottile e strisciante, che confina donne di ogni ceto sociale e luogo del mondo in una subalternità vischiosa e terribile. Miriam potrà risalire dal suo inconfessabile inferno solo quando riuscirà a guardarsi con occhi nuovi, a ritrovare l'autostima che - come lei - tante hanno smarrito: ad ammettere che avere voluto la felicità e la vita non è una colpa, ma la più grande e potente risorsa femminile. 

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Mondadori

Collana Omnibus

Formato Brossura

Pubblicato  17/03/2015

Pagine  269

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788804650263


1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Sono io che l'ho voluto mgermani

Maurizio Germani - 30/03/2015 15:33

voto 5 su 5 5

Il romanzo racconta magistralmente la storia di Miriam, una donna intrappolata nella propria esistenza; verrebbe da dire, intrappolata in quella che avrebbe desiderato fosse la propria vita. Un matrimonio che si sfalda, un marito che la tradisce, la opprime, la maltratta con aggressioni quotidiane che non si esprimono necessariamente attraverso lo scontro fisico: i comportamenti, gli sguardi, le parole sanno spesso ferire ben più perfidamente di un pugno. Madre di un bambino che il marito non desiderava e che è causa di continui attriti, Miriam ha paura del cambiamento, non vuole spezzare i legami fisici, economici, psicologici che la legano alla sua realtà e allora, fino al sorprendente epilogo, eccola coltivare sensi di colpa cercando in sé l'origine quello che non funziona più nella relazione con suo marito. Molti lettori si ritroveranno in questa storia o ritroveranno, nei personaggi, parti di sé e della propria esistenza. Sono temi attuali, dolorosi e fin troppo "normali" nella vita quotidiana, temi che sono risolti nel romanzo con una serie di affreschi crudi e realistici che costringono il lettore ad amare e a detestare, in una parola: a partecipare. Intorno a tutto questo una scrittura che incanta, raffinatissima, senza sbavature, fatta di frasi che scavano nelle profondità dell'animo dei protagonisti rivelando, come in un'immagine ai raggi X, aspetti nascosti della loro natura. Uno stile trascinante, limpido, che mi ha costretto, come lettore, a non abbandonare mai Miriam anche quando il libro era chiuso in casa e io mi trovavo lontano, occupato nelle grandi e piccole cose della vita. Un libro che ho cercato di leggere d'un fiato, salvo poi sentirmi un po' in colpa per aver bruciato una bella storia in tre giorni con sedute di lettura da record (che, sia detto per inciso, hanno rischiato di minare il mio d'un matrimonio) e che, dopo aver girato anche l'ultima pagina, ho posato a malincuore ripromettendomi di rileggerlo al più presto.

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