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Lo Stato sono io. L'ultimo governo della guerra fredda

by Federico Orlando
pubblicato da Editori Riuniti

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Descrizione

Nell'anno che ha visto crollare l'invulnerabilità degli Stati Uniti e arrivare la moneta comune nelle tasche di 300 milioni di europei, l'Italia ha vissuto una paradossale esperienza di governo: un pendolo tra performances internazionali da piano-bar e tentativi di rianimazione del sistema produttivo, legislazione criminogena e repressione della magistratura, solidarietà con l'America e scelte legislative capaci di ostacolare la lotta alla malavita (terrorismo compreso), elusione del conflitto d'interessi e rafforzamento del monopolio politico della comunicazione, politiche scolastiche e globalizzanti in conflitto con giovani che non accettano d'essere degradati a consumatori. Queste cose sono descritte in undici 'guerre', o capitoli. L'autore si muove da cronista, inviato speciale nei fatti. Racconta i contesti e i particolari, lascia parlare altri giornalisti, politici, imprenditori, economisti, commentatori, personalità vere e dilettanti allo sbaraglio.

Dettagli

Generi Politica e Società » Attualità internazionale » Attualità italiana » Politica e Istituzioni » Istituzioni e organizzazioni » Relazioni internazionali

Editore Editori Riuniti

Collana Primo piano

Formato Illustrato

Pubblicato  01/01/2002

Pagine  381

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788835951551


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Lo Stato sono io. L'ultimo governo della guerra fredda

Anonimo - 16/03/2005 17:49

voto 3 su 5 3

... >Berlusconi non si sta riformando lo stato come vuole lui (anche perché intorno a lui ci dovrebbero essere circa 1.000 cagnolini che gli danno retta per 5 anni) (infatti...) >ma è un imprenditore prima di un politico, ed è amico di molti capi di stato, malvisto dalle rosse (ora non più, ah ah ah) Francia e Germania. ... >Io rispetto l'opinione di tante personalità importanti del giornalismo di sinistra, ma mettere in giro menzogne, no, questo proprio no. 16 marzo 2005. Leggere oggi le Sue affermazioni, alla luce dei più recenti avvenimenti, fa quantomeno sorridere. Soprattutto il fatto di considerare George W. Bush ''di sinistra'', o che l'attuale Presidente del Consiglio non stia cercando in tutti i modi di cambiare l'ordinamento dello Stato e la sua relativa Costituzione a suo uso e consumo (come fece a suo tempo con la Legge)... L'unica consolazione oggi è che la maggioranza delle persone ha ormai aperto (finalmente) gli occhi, anche grazie a testi come questo, documentari e articoli non allineati alla troppo comoda versione ufficiale. Ormai per chi vuole davvero capire come stiano effettivamente le cose e dove sia stata nascosta la Verità, è disponibile una vasta letteratura (e non solo) che tende finalmente a squarciare il pesante velo di censura e di ufficialità che ormai da tanto, troppo tempo ristagna sulla Verità reale degli eventi a cui tutti noi assistiamo, ahimè, troppo spesso inermi. Come dice saggiamente Lei, Signor Egemone, ''...mettere in giro menzogne, no, questo proprio no''. Concordo. Colonello Kurtz

Lo Stato sono io. L'ultimo governo della guerra fredda

alberto - 27/04/2002 11:49

voto 1 su 5 1

Il libro è un'accozzaglia di opinioni deliberatamente di parte di personaggi che si ritrovano dal 13 maggio 2001 o 1) di comunisti che fino al 13/05/01 davano per scontata la loro poltrona o 2) di giornalisti che trovavano nel governo insabbiatore del centrosinistra la possibilità di parlare male dei loro nemici e tacere dei loro ''amici'' politicanti. E' tutto un problema di perdita di poltrone. Berlusconi non si sta riformando lo stato come vuole lui (anche perché intorno a lui ci dovrebbero essere circa 1.000 cagnolini che gli danno retta per 5 anni), ma è un imprenditore prima di un politico, ed è amico di molti capi di stato, malvisto dalle rosse (ora non più, ah ah ah) Francia e Germania. L'avvicinamento dell'ex comunista Russia, l'allenza con le sinistre di Blair e Bush jr, oltre alla grande amicizia con Aznar sono indice di quanto freddi fossero i rapporti con gli altri stati prima di Berlusconi. Non sto neanche a dilungarmi sulle menzogne dette e qui scritte sui fatti del G8. Dico solo che al capo della polizia c'erano persone designate dal precedente governo, e che comunque una tale forma di guerriglia urbana non era tale da essere gestibile, tantomeno quando i no-global sono passati (alcuni) da pacifisti a guerrafondai. Io rispetto l'opinione di tante personalità importanti del giornalismo di sinistra, ma mettere in giro menzogne, no, questo proprio no.

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